Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • 79 - Il temporale - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Imbarcadero di Stienta con temporale nell'aria.
    Un magnifico pontone, uno dei più belli del viaggio: aveva un'ampia casetta terrazzata, sede dell'associazione Amici di Po, dove sbarcammo sul più bello di una festa.
    Poi il tempo girò rapidamente al peggio: temporale arrivò da monte guardando il fiume, aveva il busto fuori dalla corrente, schiume alle spalle e saette tra le mani.
    Ora grandinava e accanto al pontile traslucido, il Gatto corbione oscillava strattonato dal vento, e intanto Gianni, che avrebbe potuto parlare di enormi pesci mitologici, aveva la memoria che frugava altrove; infatti anche lui come Luciano cercava la guerra.
    Mentre la grandine già tambureggiava sul tetto ci raccontò che quando venivano i bombardieri non andava nel rifugio, e un giorno quando ne venne giù uno, corsi a vedere e per entrare nella carlinga spostò i morti.
    Avevano orologi e soldi, ma a lui non interessavano e tornò a casa con due fasce di cartucce.
    A scuola c'erano dei sotterranei e lì teneva tutta la sua merce.
    Ricordò anche che c'erano dei tubicini di scarico dell'acqua sui davanzali, dove dentro ci andava giusto il detonatore, lui li metteva lì, accendeva la miccia e pam, il tubicino diventava una rosa di ferro.
    In mezzo ai fulmini il sindaco mi disse affettuosamente: "pensi, questo qui aveva il Garand, il Thompson, il moschetto ‘91, e sparava pure al campanile, il piccolo dinamitardo".
    10 min
  • 78 - Nel silenzio - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Al termine dell'ansa di Ficarolo e Stellata arrivò l'ultimo affluente, il Panaro.Dopo tanto scorrere, crescere e gonfiarsi, l'infinito accumulo si esauriva, prima che cominciasse la grande dispersione nei sei rami del Delta.
    Tra questi due grandi momenti, Po diventava solo se stessa, corrente e solitaria priva di bacino idrografico.
    E l'impressione che con la fine dei tributari finisse anche la densità degli incontri, l'affollamento e il frastuono di voci che avevano riempito il mio taccuino.
    Non avevo più l'obbligo di ascoltare e documentare, mi bastava sentire; il tempo decisamente rallentava in sincronia con la decelerazione della corrente.
    In quella lentezza e in quel silenzio, la voce di lei si fece decisamente più udibile.
    Non era più un'orchestra, anche il coro si era spento.
    Ora era un assolo.
    8 min
  • Villa Torlonia di Roma
    L'assetto di Villa Torlonia, l'ultima delle grandi ville nobiliari romane è dovuto a tre diversi interventi effettuati tra inizi Ottocento e inizi Novecento.
    Il primo intervento di Giuseppe Valadier riguardò principalmente il casino nobile in un parco rigorosamente simmetrico, con viali scanditi da lecci e fontane alle intersezioni.
    L'ultima trasformazione di inizi Novecento accentuò l'eclettismo del luogo e nel parco comparvero, accanto alle storiche alberature sempreverdi, tigli e camelie dalle spettacolari fioriture.

    Villa Torlonia: https://maps.app.goo.gl/uGwbNKFU27YzXhq4A
    3 min
  • Villa Pontificia di Castel Gandolfo (Lazio)
    La Villa Pontificia di Castel Gandolfo è il risultato dell'aggregazione nei secoli di tre proprietà: la seicentesca originaria residenza pontificia e le ville Cybo e Barberini.
    Il primo nucleo sorse sul sito dell'antica città di Alba Longa.
    Accanto al palazzo, semplice e rigoroso, vi erano giardini di agrumi e di fiori, circondati da alte spalliere di lecci, allori e bossi.
    Successivamente venne trasformato ed ampliato un modesto casino e creato un giardino con agrumi e parterre fioriti, mentre nel vasto bosco circostante vi erano ragnaie, un paritaio e un boschetto per potersi dedicare alla caccia dei tordi. Il parco era anche abbellito da numerosissime sculture.

    Villa Pontificia: https://maps.app.goo.gl/mKbHrnM5DXyyBHDx8
    5 min
  • Villa Mondragone a Monte Porzio Catone (Lazio)
    Il nome della Villa Mondragone deriva dal drago nello stemma di Papa Gregorio XIII Boncompagni; accanto al palazzo c'è un giardino segreto, un teatro d'acque, un maestoso ninfeo, un'esedra con cinque nicchie ed effetti scenografici e illusionistici.

    Villa Mondragone: https://maps.app.goo.gl/8PaqZawnV2TDdvVPA
    1 min
  • Villa Medici di Roma
    Il colle pinciano, prediletto già in età romana quale sede di residenze sontuose, era stato scelto dal cardinale Ricci di Montepulciano per trasformare una vigna con un modesto edificio e farne una raffinata residenza.
    Il giardino fu quindi organizzato in tre zone principali: il parterre, destinato alla coltivazione di fiori rari e ai semplici; i quadrati, dove furono piantati i frutteti e gli orti; il bosco, nella forma di ‘ragnaia’ toscana, destinato all'uccellaggione con le reti.
    Sulla destra fa da contrappunto alla geometria del giardino un fitto boschetto, concluso dal Parnaso, una collina artificiale che evoca il monte sacro ad Apollo e alle Muse e che copre i resti del Tempio del Sole.

    Villa Medici: https://maps.app.goo.gl/LRV5LjiQZ6TCqq8b9
    4 min
  • Villa Mattei Celimontana di Roma
    Pini, cedri del Libano, palme, lecci, oleandri, allori, melangoli e spalliere di bosso: passeggiando tra questa florida vegetazione si può oggi godere di ombrosi ripari dalla calura estiva e riposare al mormorio di innumerevoli bacini d'acqua.
    Villa Celimontana ha avuto una storia lunga e varia.
    Creata alla fine del Cinquecento per volontà di Ciriaco Mattei, agli inizi del Seicento, prima della realizzazione delle grandi ville barocche, aveva un giardino che era considerato uno dei più bei giardini di Roma.
    Tra la maglia regolare dei viali e i terrazzamenti panoramici sulle pendici digradanti verso la via Appia e le terme di Caracalla si allineavano sculture antiche e moderne e, nei punti focali, si ergevano pregevoli fontane e ninfei ricchi di giochi d'acqua.

    Villa Celimontana: https://maps.app.goo.gl/BZrN7NqeZMHEiZ3m9
    4 min
  • Villa Borghese di Roma (Lazio)
    La Villa Borghese si trova fuori Porta Pinciana e venne creata a partire dal 1606 dal cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V. Comprendeva giardini curatissimi, quali i tre giardini segreti a ridosso del casino, ornati da fontane, statue e arredi antichi, alternava boschetti e aree per la caccia, in un armonico equilibrio di spazi formali e ordinati e di paesaggi naturali e selvaggi.
    Fontane spettacolari, padiglioni riccamente decorati e edifici funzionali erano disseminati negli 80 ettari del parco.

    Villa Borghese: https://maps.app.goo.gl/4cDvFTmwrySWC6n39
    5 min
  • Villa Aldobrandini di Frascati (Lazio)
    La villa Aldobrandini di Frascati fu denominata Belvedere per il suo superbo affaccio su Roma.
    La monumentale facciata verso la città, con sullo sfondo la folta macchia boscosa del colle, si staglia al termine di un lungo viale di lecci che, con le chiome intrecciate, formano un tunnel.
    I giardini terrazzati sul retro, che hanno come sfondo il fitto bosco di lecci e cipressi, sono organizzati in viale scanditi da siepi, da balaustre con vasi con piante di mirto e melograno, e da spalliere di agrumi, mentre all'ombra di platani secolari si ammirano ancora oggi fioriture di camelie e di ortensie.

    Villa Aldobrandini: https://maps.app.goo.gl/1CpaZvuZR3UB5tK79
    4 min
  • Sacro Bosco di Bomarzo (Lazio)
    Pierfrancesco Orsini, detto Vicino, fu l'ideatore del Sacro Bosco o Parco dei Mostri, come fu chiamato nel secondo Novecento, che Vicinio si accinse a realizzare il «Sacro Bosco che sol se stesso et null'altro somiglia», come recita una delle iscrizioni che accompagna il visitatore nel parco, lungo un itinerario simbolico ricco di riferimenti filosofici e letterari.
    L'impianto del giardino produttivo che era ai piedi del palazzo e del borgo di Bomarzo confinava con il selvatico che Vicino chiamerà sempre bosco o boschetto.
    L'apparato scultoreo di Bomarzo è stato oggetto di analisi da parte di insigni studiosi.
    L'intero territorio di Bomarzo comprende eccezionali scenari naturali: pianori, valloni, corsi d'acqua e boschi dove l'antica civiltà etrusca ebbe modo di espandersi tra il Tevere e un reticolo di vie di comunicazione con gli altri centri abitati fino alla sponda tirrenica.

    Sacro Bosco: https://maps.app.goo.gl/5ReJKcY8sRm9nfLQA
    4 min

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