Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • 82 - Il bardo Francesco - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Era arrivato il giorno del bardo Francesco e anche quello della resa all'automobile.
    Non c'era altro mezzo per arrivare in fretta lassù, sui monti di Porretta dove viveva Francesco Guccini.
    Partimmo e ovviamente, abituati alle vie d'acqua, sbagliammo quella di terra.
    Come le anatre, ci ostinavamo a seguire i fiumi senza guardare la segnaletica.
    Dovevamo risalire il Reno, il mitico affluente-che-non-c'è, e invece imboccammo il Setta verso Castiglione dei Pepoli, il che ci obbligò a un interminabile traversata in quota, su strade franose e fuori dal mondo.
    Così arrivammo a Pavana sul Limentra abbondantemente dopo le undici.
    Adoro Francesco per la sua capacità di raccontare, quasi quanto per le sue canzoni.
    Di lui pochi sanno che un uomo d'acqua, che va segretamente in canoa a pagaiare e si autodefinisce "uomo di fiume".
    Quel giorno con noi andò dritto al dunque e alla locanda Ai due Ponti, addentando polpette croccanti al forno, chiarì le sue orgogliose origini fluviali: "da piccolo o leggevo o andavo al fiume, a pescare i broccioli con la forchetta ".
    14 min
  • 81 - Gli aquiloni - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    “Meno male che c'è Po”: quella frase era rimasta sospesa fra noi mentre il Gatto metteva il muso verso il gran finale.
    Faceva freddo per la stagione.
    Lontano su pontile, Renate, Carl e il misterioso pescatore ci salutavano ancora con la mano, e ci dispiacque un po' lasciar fuori Ferrara.
    Fabio non aveva mai mollato il timone e arrivò a fine corsa fradicio, con le scarpe tracimanti acqua a ogni passo, e quando finalmente sbarcammo a Polesella per raggiungere un vecchio posto di guardia dal nome trasparente di I Quarti, trasformato in locanda con camere, salutò con gioia la stufa accesa e la doccia calda al piano di sopra.
    Eravamo su di giri: ci avevano dato una stanza per quattro, come ai tempi delle gite scolastiche, e intanto la tramontana aveva scacciato le nubi spalancando un cielo ed aquiloni con vista sui Colli Euganei.
    12 min
  • Carnevale di Suvero (Liguria)
    Molto particolare il Carnevale dei Belli e Brutti del paese di Suvero, in Val di Vara nella provincia della Spezia.
    Tradizione unica nel suo genere, ha come protagoniste le maschere tipiche dei Belli e dei Brutti: i primi vestono abiti dai colori sgargianti, pizzi, perline e campanellini, mentre i secondi hanno la faccia tinta di nero (o la coprono con maschere orribili), utilizzano velli di capra e indossano in testa lunghe e grosse corna e, in vita, legano campanacci da mucca che scuotono mentre camminano.

    Suvero: https://maps.app.goo.gl/2Zy9ubQxnZuaXHQF9
    3 min
  • Carnevale di Sciacca (Sicilia)
    Sciacca, centro marinaro, turistico e termale della provincia di Agrigento, celebra il carnevale che vanta una tradizione secolare, con la straordinaria parata dei Carri Allegorici e dei gruppi mascherati lungo Via Salvatore Allende.
    Alla fine di ogni giornata, prendono il via spettacoli, esibizioni dei Carri Allegorici in concorso e recite allegoriche.
    A rendere unico il carnevale di Sciacca, è soprattutto l’elemento legato ai copioni satirici, recitati durante lo svolgimento della festa.

    Sciacca: https://maps.app.goo.gl/h8ha4aMxA8hRKA3A8
    4 min
  • Carnevale di Sappada (Friuli Venezia Giulia)
    L’incantevole borgo montano di Sappada che si trova nel cuore delle Dolomiti friulane, ha uno dei momenti più caratteristici della vita paesana si svolge durante il periodo del carnevale, nelle tre domeniche che precedono la Quaresima, ed ognuna viene dedicata a una particolare categoria di abitanti del passato: i contadini (i Paurn), i poveri (i Pettlar) e i signori (gli Hearn).
    La maschera tipica del paese è Rollate, una sorta di orso con volto di legno e due grossi campanacci, molto amato dai bambini che lo sfidano correndogli dietro e facendosi rincorrere.

    Sappada: https://maps.app.goo.gl/e6WcCfdRsQ6HDNsL7
    3 min
  • Carnevale di Ronciglione (Lazio)
    Incastonato tra Roma, il mar Tirreno, la Toscana e l’Umbria, Ronciglione è stato il “Borgo dei Borghi 2023”, della trasmissione Rai “Il Kilimangiaro” e il suo carnevale è uno dei più belli e importanti d’Italia: le origini di questa festa nel piccolo paesino della Tuscia risalgono al periodo romano e barocco.
    Ogni anno il divertimento si rinnova con le sfilate dei carri allegorici, la musica e le maschere suggestive che invadono le strade.
    Ad aprire la manifestazione la tradizionale cavalcata degli Ussari che risale al 1700, quando la città era sotto il dominio di Napoleone.
    Le celebrazioni poi, sono concentrate durante la “settimana grassa”, nelle domeniche in cui ha luogo il Corso di Gala, una sfilata che vanta 300 edizioni alla quale partecipano a migliaia sfoggiando maschere e costumi colorati.
    La maschera tipica di Ronciglione è Naso Rosso, una delle più antiche d’Italia ed è possibile vederne centinaia, protagonisti di acrobazie e scherzi: infatti, le antiche maschere locali passano per le strade del centro storico cantando un inno al vino e costringendo i passanti ad assaggiare i rigatoni al sugo contenuti in un recipiente a forma di vaso da notte.

    Ronciglione: https://maps.app.goo.gl/W4UKZqmfapRitMuFA
    5 min
  • Carnevale di Larino (Molise)
    In origine il Carnevale a Larino era legato ad antiche tradizioni popolari, in particolare all’usanza di vestirsi da “pacchianella” cantando e ballando in giro per le case in cambio di un regalo.
    La prima manifestazione fu organizzata nel 1955 con la realizzazione di un carretto e costumi presi in affitto.
    Negli anni successivi i carri vennero realizzati con materiale di recupero (legno, stoffa, etc.) ma solo nel 1975 quattro giovani larinesi iniziarono a realizzare veri e propri carri allegorici.
    Decisero quindi di costituire un comitato per l’organizzazione della sfilata.

    Larino: https://maps.app.goo.gl/86skNRfdg3HHixsY7
    3 min
  • Carnevale di Cento (Emilia Romagna)
    Le origini del carnevale di Cento, comune in provincia di Ferrara, risalgono al 1600, ma agli inizi del 1900 i Centesi crearono un re simbolo del carnevale, un personaggio che rappresenta la coscienza dei cittadini, ovvero Tasi, ispirato a Luigi Tasi, un tempo realmente esistito.
    Questa manifestazione arrivò, col tempo, ai vertici internazionali, tant’è che è l’unico al mondo ad essere gemellato con il carnevale di Rio de Janeiro.
    Come ogni anno il centro storico viene animato dalle opere in cartapesta e balli sfrenati dei figuranti delle cinque associazioni in gara.

    Cento: https://maps.app.goo.gl/4VwL51TSAQA3EUTU6
    3 min
  • Ferrovia del Gusto Minturno-Roma
    Siamo nel Lazio e questo podcast racconta 6 delle 9 fermate della ferrovia che in 125 chilometri porta da Minturno a Roma.

    Stazione di Minturno-Scauri: https://maps.app.goo.gl/VqHF1x5ocHNGu71ZA

    Siamo su una delle rotte più importanti per il Centrosud: la Napoli-Roma via Formia.
    La nostra stazione di partenza in questo caso è uno scalo passante, il primo di questa tratta a ricadere in territorio laziale.
    La stazione di Minturno-Scauri dista circa due chilometri dal centro abitato della città e altrettanti da quello della sua frazione, Scauri, ambedue raggiungibili con gli autobus extraurbani.
    A Minturno è molto diffusa la tradizione delle pescherie che, oltre a offrire pesce fresco al banco, preparano anche alcune pietanze semplici ed essenziali come la zuppa o la frittura.

    Stazione di Formia-Gaeta: https://maps.app.goo.gl/8dnFb3JVoqcR1eDL8

    Formia è una delle stazioni balneari più amate d’Italia, al centro del golfo di Gaeta.
    Il luogo era molto apprezzato sin dai tempi dei Romani: qui avevano ville personaggi del calibro di Mecenate e Cicerone, ed è qui che quest’ultimo fu ucciso nel 43 a.C. dai sicari di Antonio.
    Tra le opere sopravvissute e assolutamente imperdibili vi sono quelle del rione Castellone, in primis il suggestivo cisternone romano e la torre.
    Per soddisfare la voglia di buono ci sono le telline laziali, la pasta fagiolina di Arsoli, le cozze e la fritturella di paranza.

    Stazione di Itri: https://maps.app.goo.gl/XaBKv2Ec8Qi1gjTAA

    Il centro storico di Itri, situato nella parte alta della città, dista dallo scalo ferroviario più di tre chilometri.
    E’ fortemente consigliabile visitarlo, in primis per il bellissimo castello da cui si gode del bellissimo territorio.
    A Itri è legata una particolare cultivar di olive detta itrana, che dà all’olio monovarietale un giusto mix di amaro e piccante, ottimo con gli arrosti, sia di carne sia di pesce.

    Stazione di Fondi-Sperlonga: https://maps.app.goo.gl/T7NypvycorPBbGJh7

    La stazione di Fondi si trova a tre chilometri dal centro abitato della città, la cui storia iniziò con gli Aurunci e i Volsci ma si sviluppò a partire dal 1140 quando i Normanni concessero la contea alla famiglia Dell’Aquila.
    Esempio di architettura civile è il Castello Caetani, eretto tra il 1200 e il 1400, dove fu eletto l’antipapa Clemente VII, avvenimento che condusse allo scisma d’Occidente.

    Stazione di Latina: https://maps.app.goo.gl/LqCTGMEi9H7u3Qtc6

    Sebbene il nome possa rimandarci ad antichi fasti imperiali, Latina è una delle città italiane di più recente fondazione, infatti fu voluta dal fascismo con il nome di Littoria e fu eretta a seguito della bonifica dell’Agro Pontino per fare da capoluogo a questi territori.

    Stazione di Roma Termini: https://maps.app.goo.gl/hS4cxPhjaCKn1zW57

    Ed eccoci a Roma.
    Un itinerario gastronomico non può prescindere dalla scoperta di pizze e supplì, ma anche la carbonara, la gricia, animelle e salvia e limone o baccalà in guazzetto.
    11 min
  • Tellina del litorale romano (Lazio)
    La tellina si trova comunemente sulle coste italiane ovunque ci siano fondali sabbiosi ma, nella zona che va da Passoscuro a Capo d’Anzio, parte della quale è compresa in una Riserva Naturale, la pesca è sempre stata abbondante e rinomata fin dai tempi dei Romani, grazie alla qualità e alla finezza della sabbia.
    Le telline sono ancora oggi pescate unicamente con rastrelli da natante e rastrelli a mano.
    I pescatori escono all'alba e rientrano a mezzogiorno, risalendo la costa lungo la riva solo nelle giornate in cui il mare è calmo.
    La pesca della tellina con la draga idraulica non è praticata in questa zona, e quella con i rastrelli viene effettuata da chi possiede piccole imbarcazioni da pesca costiera.
    Per tutelare queste tecniche tradizionali e sostenibili e valorizzarne i prodotti opera il presidio Slow Food della tellina del litorale romano.
    2 min

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