Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Soppressata di Gioi al cuore del salame (Campania)
    Al centro o al cuore, si inserisce il lardello proveniente dal collo del suino della stessa misura del salame ovvero del budello che tutto tiene.
    Ecco la soppressata di Gioi, un piccolo comune a quasi 700 m slm, nel territorio del Parco del Cilento Vallo di Diano, provincia salernitana.
    Il procedimento dell’inserimento del lardello rende il gusto un po’ più delicato e dona al salame una consistenza più morbida.

    Gioi: https://maps.app.goo.gl/HfwdUxfGisyvPaq6A
    6 min
  • Raviggiolo, antichità senza smaterializzatore (Emilia Romagna)
    Nell’Appennino Tosco-Emiliano si produce un formaggio dal 1515 in quello stesso modo, il Raviggiolo.
    Attraverso lo studio dei registri contabili medievali, mostra come il “raveggiolo” vi compaia sin dal 1395.
    Questo formaggio, a detta di Pellegrino Artusi, è uno dei ripieni consigliati per i cappelletti, mentre in altri documenti è condimento per lasagne.La produzione è semplice: latte di vacca - di pecora solo a richiesta - appena munto (quai senza raffreddamento) con appena un po’ di caglio liquido aggiunto che coagula in 30 minuti e aspetta su un letto di foglie di ginestre o felce, fico, extrema ratio, cavolo.
    La temperatura di stagionatura è naturale e non si usa nessuna pressatura, solo la colatura del siero e in due ore è fatto.
    Ne escono formette dalla consistenza burrosa e dal sapore dolce, di 20-25 cm che hanno appena 4-5 giorni di consumo.
    5 min
  • Pagnotta Pasquale di Sarsina e i 40 giorni dei forni della Val Savio (Emilia Romagna)
    Racconta la novantenne Valentina Ruffini: Facevamo le pagnotte il giovedì Santo, il lievito lo mettevano ‘a bagno’ dentro una pentola in un ‘cantone’ della cucina, il mercoledì sera e durante la notte mia suocera si alzava due volte per ‘guastarlo’, aggiungendovi ogni volta un uovo per poi rimpastarlo.
    Siamo nella Val Savio e questi dolci che fanno calde le feste della primavera.
    Sapori le cui ricette sono passate come un testimone, una perpetuazione rituale dalle suocere che maneggiavano il lievito col calore dalle nuore che impastavano.
    6 min
  • Artusi o astrusi
    Il ricettario italiano più noto è «La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene».
    Pellegrino Artusi lo scrisse nel 1891 ed è il libro che ha avuto in modo discreto, sotterraneo, impalpabile, il civilissimo compito di unire e amalgamare, in cucina prima e poi, a livello di inconscio collettivo, nelle pieghe insondate della coscienza popolare, l’eterogenea accozzaglia delle genti, che al tempo, solo formalmente si dichiaravano italiane.
    Per qualcuno i suoi consigli possono apparire datati e astrusi non fosse altro che per il reperimento di certi strumenti o ingredienti, ma da qui si deve partire e qui ritornare.
    Una curiosità: lo sapevate che Artusi era di mestiere banchiere e che aveva aperto e gestiva una banca di sconto?
    2 min
  • Alici nel paese delle meraviglie (Campania)
    Da sempre paese di pescatori, Cetara ha un’etimologia incerta: il suo nome deriva secondo alcuni dal latino cetaria che vuol dire tonnara, o da cetari che vuol dire venditori di pesci grossi.
    L’origine greca sarebbe ketéla, ossia ancora tonnara.
    Qualcuno ha anche avanzato l’ipotesi che il toponimo possa derivare da citrus, cioè limone, frutto molto diffuso in questo tratto di Costiera Amalfitana, qualcun altro dal termine caeditaria, da caedita, ossia luogo disboscato.
    La colatura di alici di Cetara è un liquido di colore ambrato carico tendente al mogano, con elevato grado di sapidità, dal sapore deciso e corposo e con un profumo che ricorda le alici salate.

    Cetara: https://maps.app.goo.gl/5nCq8LF663WPW9Kn7
    5 min
  • Carciofo Romanesco (Lazio)
    Il carciofo romanesco detto anche mamma o mammola, il carciofo cimarolo è il prodotto più caratteristico dell'Agro Romano tenero e succulento, dal sapore dolce amaro leggermente astringente, ha infiorescenze di colore verde intenso con sfumature violacee o rossastre, gambo grosso e diritto, brattee serrate e prive di spine, disposte a corolla in una spirale perfetta.
    La raccolta inizia in gennaio-febbraio e si conclude tra maggio e giugno.
    Sono molte le ricette che lo vedono protagonista, tra le quali: i carciofi alla giudia, piatto della tradizione ebraica da cui derivano i più elaborati carciofi alla romana, mamme ripiene una preparazione riportata anche da Artusi, flan, farce di ravioli, tortini e tanto altro.
    2 min
  • Stazione di Tarquinia - Ferrovia del Gusto Roma-Tarquinia (Lazio)
    Questa storia racconta una delle 10 fermate della ferrovia che in 73 chilometri porta da Roma a Tarquinia.

    Anche se la stazione dista poco meno di quattro chilometri dal centro città, la visita a Tarquinia è assolutamente irrinunciabile.
    Siamo in uno dei luoghi baciati dalla storia, dove le testimonianze archeologiche sono di straordinaria bellezza.
    Le mura che cingono il centro storico, intervallate dalle numerose torri e dalle case che dal Trecento sono state costruite a ridosso delle stesse, conferiscono un fascino unico alla città.
    Mangiare nel centro storico di Tarquinia consente di scegliere tra ottime carni e squisito pesce fresco. Di qui il nostro itinerario laziale finisce ma la linea prosegue ancora per un paio di fermate, oltre il confine toscano, per giungere nella meravigliosa Orbetello.

    Stazione di Tarquinia: https://maps.app.goo.gl/w57JR7Nm1ed7NET37
    3 min
  • Stazione di Civitavecchia - Ferrovia del Gusto Roma-Tarquinia (Lazio)
    Questa storia racconta una delle 10 fermate della ferrovia che in 73 chilometri porta da Roma a Tarquinia.

    Lo scalo ferroviario di Civitavecchia è adagiato sul mare, perfettamente inglobato nel centro cittadino.
    Simbolo del luogo, invece, è sicuramente il Forte Michelangelo, uno degli edifici difensivi più noti e più importanti del litorale romano, che si trova a ridosso del porto.Intorno all’incantevole porto antico di Civitavecchia sorgono molti locali dove poter gustare la pizza coperta, street food tipico del luogo, oltre alla zuppa di pesce.

    Stazione di Civitavecchia: https://maps.app.goo.gl/n5QMuVt99ScXUfi79
    3 min
  • Stazione di Santa Marinella - Ferrovia del Gusto Roma-Tarquinia (Lazio)
    Questa storia racconta una delle 10 fermate della ferrovia che in 73 chilometri porta da Roma a Tarquinia.

    La fermata di Santa Marinella è l’occasione per lasciarvi incantare dalla bellezza del Mar Tirreno.
    Lo scalo ferroviario si trova infatti direttamente sulla costa, a poche centinaia di metri dai principali lidi del luogo che, al tempo, hanno ammaliato buona parte della borghesia romana e non solo.
    Qui sorgono le ville in stile liberty d’inizio Novecento ma anche il bellissimo Castello Odescalchi.
    Tra i piatti forti che si possono gustare ci sono gli scialatielli con trancio di ricciola e ravioli di cernia o mazzancolle e pistacchi.

    Stazione di Santa Marinella: https://maps.app.goo.gl/mAi3pwx6CTBnkZik7
    2 min
  • Stazione di Ladispoli-Cerveteri - Ferrovia del Gusto Roma-Tarquinia (Lazio)
    Questa storia racconta una delle 10 fermate della ferrovia che in 73 chilometri porta da Roma a Tarquinia.

    La stazione di Ladispoli-Cerveteri si trova a ridosso del centro cittadino di Ladispoli, fiorente cittadina adagiata sul mare, mentre dista circa 8 chilometri da Cerveteri, località altrettanto bella dove si trova la necropoli della Banditaccia, la più grande necropoli del Mediterraneo, il parco etrusco di 400 ettari, una delle testimonianze meglio conservate di sepolture che vanno dal periodo villanoviano all’ellenistico.
    Per acquistare prodotti del territorio, in primo luogo i celebri carciofi di Ladispoli, ma anche per assaggiare alcune ricette semplici, c’è il RistoAlimentari.
    E non lasciatevi scappare la Sagra del Carciofo nata nel 1950.

    Stazione di Ladispoli-Cerveteri: https://maps.app.goo.gl/FaUJH7hB6Whbewet8
    2 min

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