Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Suvereto dalle querce da sughero agli ulivi (Toscana - Borghi più Belli d'Italia)
    Suvereto è un comune toscano della provincia di Livorno, i cui abitanti son detti Suveretani e la cui patrona è la Santa Croce.
    Il paese è uno dei comuni della Val di Cornia, sede di importanti aziende vinicole (qui si produce il DOC Val di Cornia Suvereto) e fa anche parte dell'associazione Città del Vino.
    Inoltre, la frazione di Prata è nota per essere la zona d'origine e di produzione del Lazzero di Prata, una pregiata tipologia d'olivo che prende il nome dalla località.
    Il comune fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia ed è stato anche premiato con "Bandiera arancione" conferita dal Touring Club Italiano.
    A guardarle bene, le case di Suvereto, con le loro facciate dove la pietra locale si mescola con materiali di recupero presi dappertutto - anche da terra, dai selciati e dai lastricati delle strade - si comprende lo spirito rustico e insieme accogliente di questa comunità rurale: qui niente va sprecato ma quel “niente” è la sfumatura grigio-rossa delle pietre e dei coppi, è l’atmosfera dell’essenzialità, della sobrietà della campagna che, dopo un’apnea di secoli, coincidente con la decadenza del borgo assediato dalle paludi maremmane, torna a vivere tra i filari di vite, le piantagioni di olivo e le antiche sughere che hanno dato il nome al luogo.
    Nel paesaggio, sospeso tra il mare e le colline metallifere, in quella parte di Toscana che ha conosciuto fin dall’epoca etrusca i tratti più autentici della civiltà italica, Suvereto, con le vecchie case, i tetti antichi, le botteghe artigiane, è un vecchio tronco che resiste: è la quercus suber dello stemma municipale, o la pianta dell’ulivo, che l’ha sostituita, ulivi centenari, con i tronchi contorti ma saldi, con le rughe che sembrano quelle dei volti della gente di qui, perché l’osmosi è totale, tra uomini, pietre e paesaggio.

    Suvereto: https://maps.app.goo.gl/QxEMsQXE3qVseddy8
    5 min
  • Sovana l’etrusca di tufo (Toscana - Borghi più Belli d'Italia)
    Sovana è una frazione del comune toscano di Sorano, della provincia di Grosseto, i cui abitanti son detti Sovanesi o Soanesi (in antico) e il cui patrono è San Mamiliano.
    È conosciuta come importante centro etrusco, borgo medievale e rinascimentale, nonché sede episcopale.
    Questa è la terra dell’usignolo etrusco schiacciato dalla pietra romana, per dirla con David Herbert Lawrence [viaggiatore inglese].
    “L’elemento etrusco è come l’erba del campo e il germogliar del grano in Italia”, incancellabile, familiare, come i sogni che popolano i nostri occhi davanti alle tombe di Sovana.
    Scolpite nel tufo e immerse nella lussureggiante vegetazione di questo lembo di Maremma, le case della morte sembrano in realtà conservare, con i resti delle loro architetture e decorazioni, la vita di chi, qui, danzava “all’aperto, davanti ad arboscelli”.
    Il “puro piacere di vivere” che lo scrittore inglese leggeva negli affreschi delle necropoli etrusche, sarebbe sfiorito sempre più col tempo, fino ad accogliere l’alito della morte nell’aria infestata di malaria, che nel 1600 e 1700 arrivò a cancellare da Sovana quasi ogni presenza umana.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Sovana: https://maps.app.goo.gl/rfq7nGrcsVYYpLjQ8
    4 min
  • Scarperia e San Piero dove brillano le lame (Toscana - Borghi più Belli d'Italia)
    Scarperia, in passato anche Scarpignana, fondata con il nome di Castel San Barnaba) è una frazione del comune toscano sparso di Scarperia e San Piero, della città metropolitana di Firenze, i cui abitanti son detti Scarperiesi e i cui patroni sono i Santi Jacopo e Filippo.
    Dal 1° gennaio 2014 è fuso con San Piero a Sieve formando il nuovo comune di Scarperia e San Piero.
    È famoso per la produzione artigianale di coltelli e di macchine per caffè professionali.
    Paese dell’anima, si potrebbe chiamare Scarperia, come l’opera di un suo celebre figlio, lo scrittore Nicola Lisi.
    Un’anima di ferro appena ingentilita dalle pitture rinascimentali disseminate in palazzi e chiese, o dai versi poetici di Margherita Guidacci, che tanto amò questo borgo.
    Qui tutto parla di ferri taglienti, cioè di “coltelli, cisoje e temperini”, la cui produzione assicurò fama agli artigiani locali, dal Medioevo fino a metà 1700.
    Dall’umile coltello della mensa dei poveri alle preziose lame impugnate dai nobili, dal fedele utensile usato nel lavoro dei campi al pugnale come pegno d’amore o simbolo di fedeltà: tutta l’arte della coltelleria ha trovato a Scarperia il suo antro di Vulcano.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Scarperia e San Piero: https://maps.app.goo.gl/Cfa7tBpA47L8Qfbs9
    5 min
  • Santa Fiora il paese dell’acqua (Toscana - Borghi più Belli d'Italia)
    Santa Fiora è un comune toscano in provincia di Grosseto, i cui abitanti son detti Santafioresi o Ciacciai e le cui patrone sono Santa Flora e Santa Lucilla.
    Santa Fiora conobbe una certa ripresa economica tra il 1800 e il 1900, quando si affermò come importante centro minerario per l’escavazione del cinabro, venendo raggiunta da numerosi lavoratori da ogni parte della Toscana.
    Oggi Santa Fiora, dopo la chiusura delle miniere, è diventata un’importante meta turistica del Monte Amiata, particolarmente ricca di tradizioni che si sono mantenute fino ad oggi a testimonianza di un grandioso passato quale antica capitale di questo versante della montagna.

    Santa Fiora: https://maps.app.goo.gl/ywqZkXhDWMdiUSdJ6
    5 min
  • San Casciano dei Bagni le terme del Granduca (Toscana - Borghi più Belli d'Italia)
    San Casciano dei Bagni è un comune toscano in provincia di Siena, i cui abitanti son detti Sancascianesi e il cui patrono è San Cassiano di Imola.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia e si fregia del marchio di qualità turistico-ambientale Bandiera arancione conferito dal Touring Club Italiano.
    Siamo nei luoghi della Toscana più bella, dove - scrive Veronica Ferretti [Art Promoter and Project Manager pistoiese] - posando “lo sguardo sconfinato sui dolci declivi si ha la sensazione di librarsi in volo sopra un mare verde e azzurro, in un luogo infinitamente sereno dove la natura col variare delle stagioni mostra sempre nuovi colori.
    E’ un mondo che parla all’intimo del cuore, un bisbigliare di suoni portati dal vento, un respiro dall’aria fresca, in una dimensione quasi irreale.
    Dai percorsi sinuosi la vista spazia su bianche case coloniche che sfavillano nel verde, antichi borghi, rovine di castelli, giardini secolari…”.
    Qui tutto è natura e benessere, e ancora scorrono le acque termali: agli etruschi, loro scopritori, piaceva ascoltarne il gorgogliare dalla profondità della roccia.
    Fontis clusinii in epoca romana, Curtis de Bagno nell’Alto Medioevo, e quindi dal 1000 San Casciano dei Bagni, ad accomunare i vari toponimi è stato sempre il riferimento alle sorgenti termali.
    Si comprende così il ruolo preminente dei bagni rispetto al borgo, il quale è sorto appunto grazie alla presenza di questi.

    San Casciano dei Bagni: https://maps.app.goo.gl/tQvz3Mg6CM6vK5Wa8
    3 min
  • Raggiolo in un paesaggio da presepe (Toscana - Borghi più Belli d'Italia)
    Raggiolo è una frazione del comune di Ortignano Raggiolo in provincia di Arezzo, in Toscana, i cui abitanti son detti Raggiolatti e il cui patrono è San Matteo.
    Raggiolo è adagiato su uno sperone che domina la valle del torrente Teggina, in un paesaggio da presepe, nel versante casentinese del Pratomagno.
    Concentrato nella sua piccola dimensione urbana, alto sulla strada e compenetrato nella rigogliosa foresta di castagni, si presenta con la semplicità di chi ha radici profonde.
    Storie di Longobardi, di signori feudali, come i resti del trecentesco Castello dei Conti Guidi ancora testimoniamo.
    Storie di fieri montanari, ricchi solo dell’acqua dei torrenti - base nei secoli per lo sviluppo di fucine per la lavorazione del ferro, segherie e mulini per cereali - e delle castagna, così importanti nell’economia locale da aver dato il nome ad un modo di coltivare, la “raggiolana”.
    E, soprattutto, storie di una colonia proveniente dalla Corsica chiamata dal potere Granducale dei medici a ripopolare l’antico castello del 1400, poi distrutto.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Raggiolo: https://maps.app.goo.gl/tvVQgXzqyKWYnigv8
    4 min
  • Porto Ercole l’approdo di Caravaggio (Toscana - Borghi più Belli d'Italia)
    Porto Ercole è una frazione del comune sparso di Monte Argentario in provincia di Grosseto, in Toscana, i cui abitanti son detti Portercolesi e il cui patrono è Sant'Erasmo.
    «Quanto sia antica la Terra d’Ercole ciascuno lo può comprendere dal nome stesso», dice un vecchio testo.
    Posto nella Maremma Grossetana e parte della Costa d'Argento all'estremità meridionale della Toscana, ha una grande tradizione marinaresca.
    La località, nota per la sua vocazione turistica, è centro di rilevanza internazionale per la vela e la nautica da diporto.
    Con Porto Santo Stefano, costituisce uno dei due abitati maggiori che formano il comune.

    Porto Ercole: https://maps.app.goo.gl/QK773Tk75DYaE5Ms8
    5 min
  • Populonia città etrusca sul mare (Toscana - Borghi più Belli d'Italia)
    Populonia è una frazione del comune toscano di Piombino in provincia di Livorno, i cui abitanti son detti Populoniensi e il cui patrono è San Cerbone.
    Fu in antichità una delle più grandi ed importanti città etrusche e l’unica ad essere costruita sul mare, lungo il litorale toscano.
    Il borgo veniva chiamato, Pupluna o Fufluna, dall’etrusco puple, ossia «germoglio», da cui Fufluns, dio etrusco del vino e dell’ebbrezza: il terreno, geologicamente simile all’Elba, e la vicinanza al mare hanno consentito, sin dall’antichità, produzioni vinicole di qualità.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Populonia: https://maps.app.goo.gl/7g5TDPtXNyrDKCSd8
    5 min
  • Poppi nel mistico e guerriero Casentino (Toscana - Borghi più Belli d'Italia)
    Poppi è un comune toscano della provincia di Arezzo, i cui abitanti son detti Poppesi e il cui patrono è Torello da Poppi.
    Poppi è Toscana (Pupium agri Clusentini caput, sta scritto nell’affresco del Vasari in palazzo Vecchio a Firenze), ma è una Toscana diversa: è il Casentino, terra di castelli e pievi romaniche, di luoghi danteschi e terrecotte robbiane, dove più forte ancora è l’impronta del medioevo.
    Se di là, nella Toscana del giglio, c’è un’eleganza fiorentina, geometrica, armonica, rinascimentale, da questa parte, dove l’Arno si apre la strada in mezzo ai monti dell’Appennino, verso i confini di Romagna, tutto è più fosco, più feudale, più boscoso e più mistico.
    Sono due diverse concezioni, due stati d’animo.
    L’abbondanza d’acqua e di boschi ha reso questi luoghi prediletti da mistici ed eremiti e fonte d’ispirazione per poeti, anche piuttosto inquieti come Dino Campana.
    Poi ci si è messa Emma Perodi, nel 1800, con le sue novelle, a fantasticare su questo Casentino medievale, di dame e castelli, di passaggi segreti, di streghe e prodigi.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Poppi: https://maps.app.goo.gl/8woKSMisYTXrzGpRA
    4 min
  • Pitigliano la piccola Gerusalemme toscana (Toscana - Borghi più Belli d'Italia)
    Pitigliano (Pitiglianu o Pitijjanu nel dialetto locale) è un comune toscano della provincia di Grosseto, i cui abitanti son detti Pitiglianesi e il cui patrono è San Rocco.
    Il caratteristico centro storico è noto come la piccola Gerusalemme per la storica presenza di una comunità ebraica da sempre ben integrata nel contesto sociale che qui ha la propria sinagoga.
    Qui gli uomini nei secoli hanno preferito scavare più che costruire.
    Grazie alla facilità di lavorare la roccia vulcanica, è nata una “civiltà del tufo” di cui hanno lasciato impronta gli etruschi, il popolo dell’oltretomba, e gli ebrei, il popolo della Legge.
    Scavando tenacemente nelle viscere del terreno, gli etruschi costruirono tombe, ipogei, cunicoli e le misteriose “vie cave”: il loro mondo era quello semioscuro dei sotterranei, come se solo addentrandosi nel cuore della terra, tagliando la dura e fredda roccia, potessero coglierne la sua profonda spiritualità, sconfiggere la paura della morte e risalire alla luce del sole.
    Anche gli ebrei, vissuti a Pitigliano per cinquecento anni, sistemarono nelle grotte gli ambienti del loro culto.
    Ancora oggi lo spettacolare abitato di Pitigliano nasconde sotto di sé un’altra città sotterranea, fatta di oratori rupestri, gallerie e cunicoli per il drenaggio delle acque, colombari con le cellette dei piccioni, stalle, cantine e antiche case rupestri trasformate in magazzini.
    In tali ambienti ancora si conservano tini, botti, torchi, frantoi.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Pitigliano: https://maps.app.goo.gl/EvaLeRRMvRtuPtdf8
    5 min

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