Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Castelsardo, intreccio di influenze linguistiche (Sardegna - Borghi più Belli d'Italia)
    Castelsardo, talvolta Castel Sardo, (Castheddu Sardhu in sassarese, Calteddu nella parlate locale in castellanese, Casteddu Sardu in sardo) è un comune facente parte della Rete metropolitana del Nord Sardegna, della provincia di Sassari, i cui abitanti son detti castellanesi, casthiddani in sassarese (variazione locale caltiddani).
    La città è inserita in diverse reti, fra le quali "I Borghi più Belli d'Italia", "Les Plus Beaux Villages de la Terre", "Città regie della Sardegna" e la "Conferenza permanente delle Città storiche del Mediterraneo".
    Attraversata la spessa cinta muraria ci si trova subito immersi in un’atmosfera senza tempo.
    Il silenzio è rotto solo dallo stridio dei gabbiani e dal fruscio del maestrale che s’insinua nei vicoli. Nel loro volteggiare radente, i gabbiani indicano la strada per il mare e per gli antichi vicoli, che dal Castello dei Doria portano alla cattedrale e al ponte levatoio.
    Scorci affascinanti si aprono all’improvviso per far apparire i riflessi, i colori e le trasparenze del mare che cambia sfumatura nel breve volgere di un’ora.
    Nelle giornate più limpide lo sguardo spazia dalla Corsica all’Asinara, oppure si posa sulle donne che sull’uscio di casa, con un’abilità tramandata nei secoli, si dedicano ad intrecciare cestini, chiacchierando nel loro musicale dialetto, che raccoglie le influenze linguistiche dei dominatori genovesi, aragonesi e corsi.
    La mescolanza delle culture ha prodotto, alla fine, un’armoniosa sintesi che costituisce la vera peculiarità di questo borgo, la sua anima.
    Non solo nella lingua, ma pure nella gastronomia, nel folclore e nell’originale artigianato artistico si ritrova il frutto di questi incroci culturali mediterranei.

    Castelsardo: https://maps.app.goo.gl/ctyS7dnqWcM9rpGK8
    2 min
  • Carloforte, anima ligure (Sardegna - Borghi più Belli d'Italia)
    Carloforte (U Pàiže, ossia "Il Paese" in ligure tabarchino, Carluforti in sardo campidanese) è un comune sardo della provincia del Sud, i cui abitanti son detti carlofortini, tabarchin in ligure, carlufortinus in sardo.
    Carloforte è stato anche un comune onorario dell'ex provincia di Genova e fa parte del circuito dei "I Borghi più Belli d'Italia".
    Inosim era il nome cartaginese dell’isola di San Pietro. I greci la chiamavano Hieracon Nésos, i romani Accipitrum Insula, ma il significato era sempre lo stesso: “isola degli sparvieri”.
    Il veleggiare dei falchi sulle rocce laviche della piccola isola disabitata, adagiata su un mare blu scuro e spazzolata dal maestrale, è il primo atto di fondazione.
    La seconda presa di possesso porta la data del 1738, quando vi sbarcarono gli abitanti di Tabarka, isola tunisina e colonia ligure, per fondarvi una città.
    Ancora oggi Carloforte appare come un pezzo di Liguria trapiantato in Sardegna: liguri sono i colori delle case, il dialetto, le abitudini, i modi dell’abitare.
    L’architettura è mediterranea con ballatoi, scalinate, carruggi e inserti arabi (a sbarrare le mura di cinta ai pirati barbareschi c’era la Porta Cassebba, da kasba).
    Case e palazzetti sette-ottocenteschi di un certo decoro fanno da quinta alla marina.Carloforte, isola nell’isola, è l’esempio di una comunità marinara aperta ai traffici e capace di sintetizzare le diverse culture del Mare Nostrum, dai remoti fenici e cartaginesi ai naviganti greci, dai romani che qui facevano rifornimento di grano ai liguri tunisini, che vi hanno lasciato l’ultima e definitiva impronta.

    Carloforte: https://maps.app.goo.gl/zxsZaLKB2EwDD4MK6
    2 min
  • Bosa tra acqua dolce e salata (Sardegna - Borghi più Belli d'Italia)
    Le palme del lungofiume mosse dal vento, la linea di casette basse delle Concerie, i viottoli in sasso di fiume del quartiere medievale; e oltre, il verde nelle sue sfumature, il mare azzurro e, se si è fortunati, il volo del grifone intorno al Castello dei Malaspina.
    Questa è Bosa: luogo dal fascino strano, incerto tra fiume e mare, dai colori indefinibili, dai sentimenti forti ma introflessi, come di chi si sente ben radicato nella propria cultura.
    L’intera vita di Bosa si svolge sull’acqua: fondata dai marinai e dai mercanti fenici sulla costa nord-occidentale della Sardegna, la cittadina si snoda tra fiume e mare.
    Nel contrasto tra acqua dolce e salata, è riuscita a far convivere il pastore col pescatore, le reti a maglie larghe di quest’ultimo con le piccole reti del ricamo femminile cui ancora si dedicano le donne anziane sulla soglia di casa.
    L’acqua immobile del fiume Temo che attraversa Bosa, le barche ancorate, le vecchie concerie ottocentesche, le case sul lungofiume, i colli intorno e, dall’altra parte, la marina: è una visione d’incanto che, per essere apprezzata appieno, deve proseguire dentro il quartiere Sa Costa, con il suo intreccio di vicoli e slarghi, con le sue case colorate che scendono fino alla riva del fiume, animata dal leggero movimento delle palme al vento.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Bosa: https://maps.app.goo.gl/A7XK4fRYRTGHGt7w6
    3 min
  • Atzara: mente, mani e cuore (Sardegna - Borghi più Belli d'Italia)
    Sono almeno quattro motivi per arrivare sin qui:l’antico tessuto urbano di origine aragonese;l’uso dei conci in granito e trachite accomuna le architetture; l’aura artistica, in un intreccio di pittura, arte tessile e arte vitivinicola; le opere dei pittori spagnoli che 100 anni fa vennero a dipingere scorci e vita di Atzara.
    Conca, manos e coro: «mente, mani e cuore» riassumono lo spirito di Atzara, villaggio sulle pendici occidentali del Gennargentu.
    La mente si affanna a considerare prezioso e intoccabile il vecchio tessuto urbano aragonese con le sue piccole case in granito e trachite, che nella chiesa gotico-aragonese di Sant’Antioco trova la sua espressione più alta.
    Le mani sono quelle che intagliano il legno, tessono tappeti e arazzi su vecchi telai, lavorano le vigne del Mandrolisai e realizzano costumi come quelli che a inizio 1900 incantarono i pittori spagnoli della scuola «costumbrista» e che ancora indossano le anziane.
    Il cuore è quello della gente di questo angolo di Barbagia, accogliente oltre misura, orgogliosa delle tradizioni e del suo vino che consacra l’amicizia.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Atzara: https://maps.app.goo.gl/gLap7CaowPMx6dJF7
    3 min
  • Vico del Gargano un presepe slabbrato (Puglia - Borghi più Belli d'Italia)
    Vico del Gargano (fino al 1862 ufficialmente denominata Vico; Vàico in dialetto locale) è un comune pugliese della provincia di Foggia, i cui abitanti son detti Vichesi e il suo santo patrono è San Valentino.
    La sua bellezza non è solo quella della pietra scolpita, ma abbraccia anche la natura circostante, le colline di uliveti e agrumeti e di pini d’Aleppo.
    Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano e della rete delle "Città sane".
    Scolpita nel filone della pietra di Monte Sant’Angelo con la quale ha costruito le sue case, a metà strada tra la Foresta Umbra e il mare, Vico è un presepe slabbrato, il centro storico più affascinante del Gargano, col suo reticolo di edifici in stato di semi-abbandono nei tre rioni più antichi, con l’incredibile ricchezza di portoni, inferriate, stemmi, scalinate e comignoli, con i suoi capitelli ingrigiti e sconnessi che pendono da archi quasi piegati da terremoti e sventure.
    Eppure, questi merletti di pietra trionfante e incrostata di storia, queste volte a crociera che sembrano sorreggere il cielo, devono la loro permanen­za allo svuotamento del borgo, all’emigrazione.
    È così che si sono salvate le architetture tradizionali come la cucina “monacesca”, è così che Vico non si è snaturata, nel confronto col turismo di massa, come le vicine Peschici e Vieste.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Vico del Gargano: https://maps.app.goo.gl/JCk6K5pdg8mSCXQo7
    5 min
  • Specchia, luce che sa di Oriente (Puglia - Borghi più Belli d'Italia)
    Specchia (fino al 1873 chiamata Specchia De' Preti) è un comune pugliese della provincia di Lecce, i cui abitanti son detti Specchiesi e il suo santo patrono è San Nicola di Bari o da Myra.Specchia è un riflesso di una meraviglia accecante, di una luce che sa di Oriente.
    L’anima della terra di Leuca e salentina in generale, è l’ospitalità, la sacralità dell’ospite, che viene accolto nella profusione di colori di questo angolo di Mediterraneo: quelli della pietra leccese, dei muri delle case ricoperti da infiniti strati di calce bianca, degli ori barocchi nelle chiese, dell’azzurro del mare vicino e del cielo.
    Specchia è un riflesso di questa meraviglia accecante, di questa luce che sa di Oriente, di un paesaggio che a tratti sembra messicano: è la bellezza del “passo stanco del vecchio contadino che sale faticosamente le scale del centro storico e della sua vita” (come scrisse Antonio Penna).
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia

    Specchia: https://maps.app.goo.gl/s2m2nZGCAJZj3MbU7
    5 min
  • Roseto Valfortore, dalla rosa alla pietra (Puglia - Borghi più Belli d'Italia)
    Roseto Valfortore (Rusìte in dialetto locale, fino al 1862 chiamata Roseto) è un comune pugliese della provincia di Foggia, i cui abitanti son detti Rosetani e il suo santo patrono è San Filippo Neri.
    Già nel nome c’è il profumo di rose e fiori. Il borgo vive in simbiosi con il suo meraviglioso bosco ceduo, chiamato Vetruscelli.
    “Il bosco - cantano i rosetani - è un vasto incanto di mistero”, dove si spegne l’amarezza di una vita incompiuta, da riscattare altrove.
    Basta, allora, uscire a fare due passi nel bosco, tra orchidee selvatiche e altre varietà di fiori, per cercare come Proust il fiore amoroso di Swann, la “catleia” che racchiude la fragile bellezza delle forme viventi.
    Ci si ristora tra numerose fonti di acque sorgive ed è dolce, nelle sere d’agosto, godersi dal belvedere del “Giro Coste” il cielo stellato e la fresca brezza che viene dal bosco.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Roseto Valfortore: https://maps.app.goo.gl/ZeT4xr78r2iyjEEA7
    4 min
  • Presicce - Acquarica, Città dell’Olio e dei frantoi ipogei (Puglia - Borghi più Belli d'Italia)
    Presicce-Acquarica è un comune pugliese della provincia di Lecce, i cui abitanti son detti Presiccesi o Mascarani (per Presicce), Acquaricesi o Patimori (per Acquarica) e il suo santo patrono è Sant’Andrea.
    A Presicce si concentra tutto il sapore del sud, infatti Presicce è Città dell’Olio e Città degli Ipogei, e tutto ruota intorno all’oro giallo, al quale è dedicata anche una festa.
    La terra rossa del Salento con i suoi ulivi dai tronchi contorti e i muretti a secco, accoglie il visitatore che già respira libero l’aria del mare.
    Le masserie fortificate sono un’altra meraviglia, anche se, in qualche caso, la trasformazione in resort con piscina toglie la magia.
    Per tornare all’autentico, basta entrare nel centro storico e inoltrarsi nel bianco labirinto di spazi in cui si alternano palazzetti nobiliari e cinquecentesche case a corte, insomma quello che fu il popolo della gleba di fronte ai signori.
    Le stradine lastricate, pavimentate “a basolato”, si lasciano percorrere con la giusta indolenza, sotto un cielo senza nuvole, e ti portano davanti a un’edicola mariana, a un edificio importante come palazzo Arditi o al giardino pensile di gusto secentesco che macchia di verde le superfici del palazzo Ducale.
    Ogni palazzo qui ha il suo giardino o cortile, e il suo frantoio ipogeo: sotto la città barocca si nasconde la città della fatica, quella dei frantoi scavati sottoterra per la frangitura delle olive.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia

    Presicce - Acquarica: https://maps.app.goo.gl/E9bNgxPhcVpMCYdt8
    5 min
  • Pietramontecorvino l’araba fenice della Daunia (Puglia - Borghi più Belli d'Italia)
    Pietramontecorvino (Préte in dialetto petraiolo) è un comune pugliese della provincia di Foggia, i cui abitanti son detti Petraioli e i suoi santi patroni sono Sant’Alberto e Compatrona Santa Maria di Costantinopoli.
    Come l’araba fenice, Pietra risorge dalle sue ceneri.
    Nasce la prima volta accogliendo nelle sue caverne i profughi della vicina Montecorvino, devastata dal re Ruggero di Sicilia.
    Poi assorbì nuove energie dopo la seconda e definitiva distruzione di Montecorvino, che sparì dalla storia lasciando a futura memoria i ruderi di una torre normanna.
    Infine, rinasce ai giorni nostri dalle sue stesse rovine grazie al recupero del suo centro storico, la Terravecchia, fortemente voluto da cittadini e amministratori.
    La maestosa chiesa madre, la torre superba con le sue eleganti bifore, il palazzo ducale, tornano così a vegliare le casette aggrappate le une alle altre di questo borgo scavato nella roccia.
    Bello, intorno, è il paesaggio della Daunia: campagne assolate con il grano, gli ulivi, le viti, le strade deserte.

    Pietramontecorvino: https://maps.app.goo.gl/G69zQEhYcJ4GRVx39
    5 min
  • Otranto la porta d’Oriente (Puglia - Borghi più Belli d'Italia)
    Otranto (Uṭṛàntu in dialetto salentino, Derentò in greco salentino) è un comune pugliese della provincia di Lecce, i cui abitanti son detti Otrantini o Idruntini o Derentini e i suoi santi patroni sono i santi Antonio Primaldo e compagni martiri di Otranto e compatroni: San Francesco di Paola e la Madonna dell'Altomare.
    Otranto è posto nella punta più estrema della penisola salentina e risulta il comune più orientale d'Italia: il capo omonimo, chiamato anche Punta Palascìa, a sud del centro abitato, è il punto geografico più a est della penisola italiana.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Otranto: https://maps.app.goo.gl/ZkfC44DqXkva3rk89
    5 min

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