Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Castelmola acropoli di Taormina (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Tra cielo e mare, Castelmola è la corona che sta in testa a Taormina: un balcone sullo Jonio, un terrazzo con vista sull’Etna, una favola narrata alle stelle.
    Certe stranezze Siciliane i “continentali” fanno fatica a capirle, ma poi sono proprio queste stranezze ad affascinare.
    A Castelmola, il bar dedicato al fallo, peraltro in una terra di antichi culti priapei [di carattere salace dedicati a Priapo, dio agreste della fertilità, Nei Priapea è quasi sempre il dio stesso che prende la parola per esibirsi in scherzose variazioni su pochi temi, continuamente ricorrenti: commenti alle enormi proporzioni dei suoi attributi virili e alle sue iperboliche prestazioni erotiche].
    O il vanto di aver dato i natali al “vero” amante di Lady Chatterley.
    O, ancora, l’iperbole con cui i locali descrivono ciò che hanno: splendidi panorami, aria buona, ottima gastronomia; tutto vero, verissimo, ma detto in modo da sottintendere quasi il timore d’essere inferiori in qualcos’altro.
    Retro-pensiero immotivato: perché i discendenti dell’antica Myle, l’acropoli di Taormina, hanno preso coscienza del valore della loro storia e della loro terra.

    Castelmola: https://maps.app.goo.gl/zJwStLw8EmCfVo4Q8
    5 min
  • L'eccidio di Andria da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    Alle Assise di Trani, nel luglio del 1948, si svolgeva il processo per i fatti di Andria.
    Tragici fatti al centro dei quali fu il martirio delle sorelle Porro, massacrate da una folla imbestialita. 29 imputati - li chiamavano i «Lupi di Andria» - erano nella gabbia, tutti giovanissimi.
    Gli imputati del processo per il diritto di Andria sono quindi tutti giovani, c’è anche un ragazzo di 17 anni, e sono quasi tutti reduci delle guerre italiane fra il 1935 e il 1944.
    In mezzo a loro si trovano braccianti, ma vi sono anche piccoli e medi proprietari.
    È possibile che in mezzo a essi si trovino innocenti, come pure che alcuni dei peggiori responsabili dell'assassinio e dello scempio delle sorelle Porro siano fuori di questa gabbia.
    Le condanne che vi saranno, e forse anche condanne di innocenti, potranno indurre i condannati a parlare e provocare la riapertura del processo.
    O forse i condannati sconteranno e taceranno, per quell’omertà che spesso nasce dal timore, in questi drammi dell'Italia meridionale.
    Tutti gli imputati sono iscritti al Partito Comunista, meno due che sono iscritti alla Democrazia Cristiana; e il processo assume, per molti, un colore politico.
    Ma diffiderei di chiunque volesse rappresentare Andria una roccaforte dei partiti di sinistra.
    Prenderei Andria come il segno più acuto della crisi della società meridionale.
    15 min
  • Il mercato degli schiavi da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    Il mercato dei ragazzi schiavi a Benevento ha suscitato fra le altre questioni, un quesito etimologico.
    In dialetto è il mercato dei «gualani» o «galani»; si è detto che tali parole siano la corruzione di «alano»; un mercato di persone umane considerate come cani.
    Se il popolo avesse creata una simile parola oltraggiosa per definire la vendita di un essere umano, avrebbe avuto la coscienza di una cattiva azione e invece non l'ha.
    Gualano, o galano, significa soltanto colui che lavora a pari e patta, uguale: «aequalanus», ugualano: è la parola che si trova nell'area dei dialetti meridionali dall'Irpinia alla Calabria e ha terminato col significare bifolco.
    16 min
  • Le rose di Paestum da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    «Siccome gli antichi vantano famose le rose di Pesto, ecco che davanti ai templi stanno piantando i rosai», disse uno degli amici con cui andavamo in viaggio.
    «Ma è vero», dissi.
    «Le rose vi crescono veramente splendide. C'era una villa isolata qua attorno, qualche anno fa quando io vi sostai un giorno. Il giardino era tutto un rosaio, e di maggio il terreno attorno era rosso delle rose che si sfogliavano, come se vi avessero versato un colore».
    E c'erano due donne, madre e figlia, una più bella dell'altra, tutte e due in una splendida età che quasi si confondevano, e raffinatissime.
    Questi sono tra i più begli incontri dei viaggiatori.
    Ricordano i vecchi racconti dei poemi, e per i giovani l'infinita ricerca della bellezza del mondo tutte le volte che passavo di qua in treno, guardando quella casa di campagna mi ricordavo di quelle due donne, e non calcolavo gli anni che erano passati, le immaginavo sempre le stesse, come ferme in un racconto.
    14 min
  • Calascibetta equidistante dai tre mari (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Calascibetta (Calaxibbetta in siciliano) è un comune del libero consorzio comunale di Enna, i cui abitanti son detti Calascibettesi o Xibetani.Calat-Xibet deriva dall’arabo: è infatti l’unione di due termini arabi: il prefisso Càlat che significa “castello” rocca fortificata dalla natura, seguito da xibet, “monte”, quindi “castello sulla vetta”, da cui è derivato nel tempo il nome “Calascibetta”.
    Ai confini del Val di Noto, nel cuore della Sicilia, si eleva sul monte Xibet Calascibetta.
    La posizione geografica è stata da sempre un punto di forza della cittadina e dei suoi abitanti: infatti è pressoché equidistante dai tre mari che bagnano l’isola.
    Il barocco siciliano trova nelle città della Val di Noto la sua massima espressione, pochi, però, conoscono il confine nord di questo antico Vallo, posizionato nel centro dell’isola.
    Calascibetta, tra i centri meno famosi di quest’area, offre una storia unica nel suo genere, diversificata dal proprio ambito territoriale.
    Il nucleo storico mantiene il suo impianto medievale e vanta origini normanne legate a Ruggero d’Hauteville (italianizzato Altavilla), dal quale ricevette un primo grande apporto allo sviluppo urbano.
    Gli orizzonti sconfinati ed i panorami mozzafiato ne arricchiscono il patrimonio intrinseco, tanto da lasciare incantato il visitatore.
    L’unicità di questa città si riscontra anche nel suo antico sistema viario esterno, in parte ancora oggi conservato.

    Calascibetta: https://maps.app.goo.gl/UPmWvbdmYdKN9X3w6
    5 min
  • Buccheri il paese delle neviere (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Buccheri (Bucchieri nel dialetto locale) è un comune del libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia, i cui abitanti son detti Buccheresi.
    Lo spirito del luogo si rifà alla forte vocazione turistica ed agricola.
    Ne è testimonianza tangibile l’eccellente tradizione enogastronomica, con prodotti tipici di eccellenza come l’olio extravergine di oliva, le carni e i salumi, i funghi e il tartufo.
    Buccheri è anche il paese delle Neviere, strettamente legate agli usi ed ai costumi degli abitanti fino alla seconda metà del 1900.
    Un antico detto recita: “Buccheri con la neve è impastata, rara è quell’annata che non ha nevicato”.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.

    Buccheri: https://maps.app.goo.gl/HbxLc1RfksVBXxeh7
    5 min
  • Sadali l'ovile della Barbagia (Sardegna - Borghi più Belli d'Italia)
    Sadali (Sàdili in sardo) è un comune della provincia del Sud Sardegna, nella subregione storica della Barbagia di Seùlo, i cui abitanti son detti sadalesi e in sardo sadilesus.
    Sadali sorge nella Barbagia di Seulo a circa 750 metri d’altitudine, al bordo dell’altopiano omonimo.
    La regione, in gran parte montuosa, è definita “isola nell’isola” per la peculiarità dei suoi paesaggi che disegnano un mondo a parte, selvaggio e straniante.
    Nel borgo, strette strade in ciottolato su cui si affacciano abitazioni antiche, lasciano spazio d’improvviso ad ampie vedute sulla vallata.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.
    S’aili è la zona dell’ovile destinata all’alloggio dei capretti: secondo la leggenda il borgo sarebbe stato fondato da un pastore, un custode di capre, in località Mesu Idda, dove si sarebbe sistemato col suo gregge.
    Più probabile è l'ipotesi che il toponimo derivi dal fenicio Sad - El, con il significato di “fortezza grande”.

    Sadali: https://maps.app.goo.gl/TKpWjeS6YtAHLTXBA
    4 min
  • Posada uno dei più antichi abitati sardi (Sardegna - Borghi più Belli d'Italia)
    Posada (Pasada in sardo) è un comune della provincia di Nuoro e il capoluogo storico della Baronia, i cui abitanti son detti posadini e pasadinos in sardo.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.
    Il nome Posada (in sardo Pasada) secondo diversi studi, deriverebbe direttamente dal verbo latino pausare “riposare, fermarsi”.
    Posada è uno dei centri abitati sardi più antichi in assoluto.
    La presenza umana si attesta già durante il Neolitico, tra 4500 e 1800 a.C.
    Più chiare sono le tracce risalenti all’età del Bronzo, durante il periodo nuragico, rappresentate dalle tombe dei giganti e dai tanti nuraghi.

    Posada: https://maps.app.goo.gl/AVQ4PuHetCBSU6xa8
    3 min
  • Lollove borgo rurale sospeso nel tempo (Sardegna - Borghi più Belli d'Italia)
    Lollove è una frazione di Nuoro che dista circa 15 chilometri dal capoluogo.
    Nei documenti la si trova menzionata come Loloe, Lolove o Loloy.In lingua sarda è chiamata Lollobe.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.
    All’origine dello spopolamento di questo piccolo borgo distante una quindicina di chilometri da Nuoro, di cui è frazione, c’è una leggenda: un gruppo di monache (forse francescane penitenti) cacciato dal villaggio per comportamenti indecenti, avrebbe lanciato una maledizione: “Lollove sarai come acqua del mare, non crescerai e non morirai mai”.
    La leggenda sarà vera o no, fatto sta che, quasi disabitato, il borgo non muore: rimane in piedi, per quanto a stento, acciaccato ma vivo, preziosa testimonianza di un passato che non si è ancora sgretolato completamente, come invece è accaduto a tanti altri villaggi spersi nelle campagne della Barbagia.
    Case basse in pietra, vicoli stretti in acciottolato: l’origine del luogo è chiaramente medievale.

    Lollove: https://maps.app.goo.gl/NQ1ktyNdgAhTiXq27
    4 min
  • La Maddalena tra mare e storia (Sardegna - Borghi più Belli d'Italia)
    La Maddalena (A Madalena in gallurese, Sa Madalena in sardo) è un comune della provincia di Sassari o Olbia-Tempio (il più a nord della Sardegna) costituito dall'arcipelago di La Maddalena facente parte dell'omonimo parco nazionale, formato da varie isole e isolotti, tra cui: l'omonima isola La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria, Razzoli.
    La città di La Maddalena, iniziata a popolarsi attorno al 1770, sorge a sud dell'isola principale e si affaccia verso il comune di Palau.
    Fa parte dell'Associazione Borghi più Belli d'Italia.
    Ponente: è lui che comanda, che spesso gestisce o limita le nostre azioni.
    È il netturbino del cielo e del mare, il pericolo e la bellezza.
    Spiritello che si nasconde regalando la calma assoluta, e poi emerge leggero e rinfrescante d’estate, a giocare con le onde o a spettinare i capelli.
    E poi si adira e sbuffa e ce l’ha con tutti: nessuno deve disubbidire, i pescatori lo sanno meglio degli altri. Ma quanto di buono regala!
    Pulisce il mare, offre colori inattesi, plasma le rocce che lo accolgono anche nelle sfuriate più violente.

    La Maddalena: https://maps.app.goo.gl/tFg1zeNUqNrtAfui8
    3 min

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