Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Troina dove soggiornò papa Urbano II (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Troina è una città antichissima.
    I primi insediamenti nel territorio risalgono al periodo preistorico mentre il primo nucleo del centro abitato risale al 400 a. C.
    Molti studiosi identificano Troina con l’antica Engyon, sede del tempio preellenico dedicato al culto delle Dee Madri.
    La forma più antica dell’attuale nome è Traghina, derivante dall’aggettivo greco aspro e roccioso.
    Per la sua posizione geografica, Troina fu un’importante roccaforte militare sia nel periodo greco e romano che durante le dominazioni bizantine ed arabe.
    Prima capitale normanna di Sicilia, infatti durante il periodo normanno, nel 1060, fu scelta dal Conte Ruggero come sede del potere politico e militare negli anni della conquista.
    In questo periodo storico in Sicilia, arabi, normanni, latini, ebrei e bizantini convivevano per il bene comune e alla corte di Ruggero si incontrarono poeti, generali e scienziati con lo scopo di sviluppare una società che si affermò come potenza nel Mediterraneo.

    Troina: https://maps.app.goo.gl/5rffxKiW2pFUwD1Y9
    5 min
  • Sutera dove il passato rivive come in un’antica Palestina (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Tra i profumi del timo e del rosmarino, e le bizzarrie della geologia, a Sutera parla la storia.
    Nelle grotte e negli anfratti formati dai fenomeni carsici si è mossa la civiltà sicana.
    Negli ipogei restano tracce dei monaci basiliani.
    Gli Arabi hanno fondato il loro villaggio tra gli spuntoni di roccia, ammonticchiando i dammusi sotto la rupe gessosa del monte, dall’alto del quale nei giorni limpidi lo sguardo si posa sull’Etna e sul mare di Agrigento.
    Tra i vicoli in pietra lavica e calcarea del quartiere Rabato, tra i suoi cortili arabi, le crepe delle vecchie case di gesso e gli orti incolti dove fioriscono i pistacchi, il passato rivive come in un’antica Palestina. A Sutera, nelle luci tremanti della sera, la casbah si confonde con il presepe, che nei giorni di Natale s’incarna nei figuranti e nelle tradizioni locali, riportando il paese indietro di cento e più anni, alle sue radici contadine.
    Nel buio, le piccole case in pietrame di gesso e malta luccicano come cristalli, per le caratteristiche chimiche del composto: l’isolamento e l’emigrazione hanno custodito qui, nella valle del Platani, uno dei luoghi più belli di Sicilia.

    Sutera: https://maps.app.goo.gl/psarUWPZjsPhfqSe8
    5 min
  • Sperlinga dove tutto è roccia e grotte (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Qui tutto è cominciato nelle grotte.
    Fin dalla preistoria la parete rocciosa che sovrasta il paese è stata scavata dall’uomo per ricavarne rifugi che nel tempo sono diventati abitazioni.
    Oggi le grotte hanno porte, finestre, alcune addirittura balconi.
    Quelle scampate all’urbanizzazione, che non hanno dovuto fare posto a strade e cemento, sono solo poche decine, ma restano a testimoniare, forse per l’eternità, le antiche civiltà che hanno scelto questo luogo come dimora.
    Attraversando le sale del castello interamente scavato nella gigantesca mole di arenaria, sembra di tornare a vivere al tempo degli antichi Siculi che mille anni prima di Cristo si insediarono qui, amando questo paesaggio che allora era infinitamente più bello di adesso.
    Forse solo il vento e gli uccelli ricordano la regale dimora che essi scavarono per la loro regina.
    E solo il vento, che s’insinua tra la cavità della rocca e le feritoie del castello, resta a vegliare su questo mondo rupestre.

    Sperlinga: https://maps.app.goo.gl/2XZstvuzhBR3WiPT9
    5 min
  • Savoca per Sciascia sette facce per sette panorami (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Camminando su blocchi di pietra lavica, per capire il mistero di questo posto basta alzare lo sguardo verso ciò che resta del castello dei Pentefur, i mitici fondatori di Savoca, una comunità forse d’origine fenicia che si stanziò, in epoca imprecisata, sul colle che ancora ne porta il nome.
    S’intuisce che le pietre millenarie, i conventi, le piante, il vento, il mutevole paesaggio, persino il silenzio e i morti imbalsamati nelle catacombe, hanno una voce: raccontano storie affascinanti che emergono dal polveroso passato.
    Come quella dell’origine normanno-saracena del borgo, che non prenderebbe nome dalla pianta di sambuco - come credono i più - ma dall’arabo sabak, che significa unire, perché i saraceni avrebbero riunito in un unico mandamento i castelli della zona.
    Comunque sia, aveva ragione Leonardo Sciascia a dar credito al detto popolare secondo cui Savoca ha sette facce: Supra na rocca Sauca sta, setti facci sempri fa. Infatti, da qualsiasi parte si guardi, l’orizzonte offre scenari sempre nuovi: dall’azzurro del mar Ionio all’aspra costa calabra, dai verdi monti Peloritani all’Etna maestoso, dalle cisterne scavate nella roccia alle case separate da strapiombi dove attecchiscono il cappero e la ginestra.Sette panorami, potremmo dire, tutti diversi.

    Savoca: https://maps.app.goo.gl/euQxqE4cjbVhdjym8
    5 min
  • San Marco D'Alunzio lezioni di storia dell’arte in un museo a cielo aperto (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Lezioni di storia dell’arte: ventidue chiese, un museo archeologico e uno di arte sacra, rovine di un tempio ellenistico, ruderi normanni, affreschi bizantini, vasi greci d’argento a rilievo.
    È un museo a cielo aperto, questo antichissimo paese della provincia di Messina, alto sui Nebrodi, dai quali domina la costa tirrenica da Cefalù a Capo d’Orlando.
    Di qui sono passati tutti: vi ha lasciato l’impronta il dio Ercole nel suo tempio; dopo i greci, ecco i romani, e quindi bizantini, arabi, normanni.
    Le pietre di marmo rosso di San Marco ci raccontano la storia millenaria di un paese che anche nelle murature più ordinarie rivela materiali di architetture di epoche diverse, in una commistione culturale che è il fascino stesso della Sicilia.

    San Marco D'Alunzio: https://maps.app.goo.gl/abFUwqhcbdnjhNRR7
    5 min
  • Sambuca di Sicilia racchiude l’anima della Sicilia (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Sambuca ha un’anima plurale: non è, infatti, racchiusa nell’abitato, quel triangolo bianco e compatto adagiato sopra il lago Arancio, che si vede da lontano.
    La sua storia comincia in alto, dal sito originario di Adranon, fondato dai greci di Selinunte, distrutto e ricostruito dai cartaginesi; e poi continua sul colle dove gli arabi fondarono Zabut.
    Le stradine del quartiere saraceno, gli archetti che uniscono le casette dei vicoli, la fitta rete di abitazioni addossate le une alle altre, ma anche la toponomastica, i cognomi, gli usi linguistici, richiamano alla mente l’emiro Al-Zabut che, fondando questa fortezza, inaugurò quattrocento anni di dominazione araba.
    Poi, sopra il bastione fu costruita la chiesa Matrice e Sambuca acquistò un’altra anima.
    Il colore caldo, tipico della pietra arenaria, le chiese barocche, i cortili e le scale di sapore catalano, le processioni, le feste, i dolci: Sambuca racchiude l’anima della Sicilia.

    Sambuca di Sicilia: https://maps.app.goo.gl/JFJwDNp53CUTZtjp6
    5 min
  • Salemi città dei pani (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Salemi, in provincia di Trapani, è la “Città dei pani”: la lavorazione dei pani devozionali è infatti una pratica comune a diverse celebrazioni dalla tradizione secolare che ancora oggi si festeggiano nella cittadina.
    La città di Salemi è posta sul sito dell’antica città elima di Halyciae.
    Nell’827, cadde sotto l’egida degli arabi che la fecero prosperare e con i quali sembra avere avuto origine il nome Salemi.
    Salemi sorge in collina tra le vigne e gli uliveti della valle del Belìce, intorno al castello normanno svevo.
    La cittadina, di impronta medievale, si trova al centro della provincia di Trapani.
    L’antica Halicyae, di influenza elima, è ricca di testimonianze archeologiche, da Mokarta a Monte Polizo all’area di San Miceli.
    Il centro storico è uno scrigno di tesori architettonici che meritano una visita: palazzi storici realizzati con la locale pietra campanella, chiese, il quartiere ebraico della Giudecca e quello islamico del Rabato.

    Salemi: https://maps.app.goo.gl/2vQnNdBcczZjzFhc8
    5 min
  • Petralia Soprana d’autore di artisti e artigiani (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Una «montagna d’autore», si potrebbe definire questo borgo che dai suoi tre belvedere domina buona parte della Sicilia, dall’Etna al mare di Termini Imerese.
    Gli «autori» che hanno reso particolare Petralia Soprana non sono solo gli scultori della famiglia Gagini, frate Umile da Petralia o i fratelli Serpotta - tutti nomi che agli amanti dell’arte suggeriscono emozioni - ma anche gli anonimi artigiani della pietra, del ferro e del legno che hanno decorato portali di chiese e palazzi, balconi e cancelli, portoni di case.
    Nell’arroccato centro storico con vista sui campi, gli artigiani che producevano tappeti con gli antichi telai, i contadini e i pastori che rifornivano il borgo di verdure, formaggi e salsicce, i frati francescani - come frate Umile - che scolpivano crocifissi, rispondevano alle leggi di un mondo che non esiste più, ma che a Petralia sembra ancora incredibilmente vicino.

    Petralia Soprana: https://maps.app.goo.gl/P1XJ7idd5PMnC9gCA
    5 min
  • Palazzolo Acreide dalle sculture rupestri al barocco e alle architetture liberty (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Tremila anni di storia sono stratificati in un luogo dove sono passati vari popoli, lasciando un compendio di stili e presenze artistiche che va dalle sculture rupestri al barocco e alle architetture liberty.
    Risalendo l’altopiano degli Iblei nell’entroterra di Siracusa, appare su un’altura la settecentesca Palazzolo Acreide, dichiarata con altre sette città del Val di Noto “Patrimonio dell’Umanità” per le sue architetture barocche.
    Il terremoto del 1693 ha dato il via a una ricostruzione di chiese e palazzi che l’esuberante genialità delle maestranze locali ha reso meravigliosa.
    Ma Palazzolo non è solo barocco.
    Tremila anni di storia sono stratificati in un luogo dove sono passati Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Angioini, Aragonesi, lasciando un compendio di stili e presenze artistiche che va dalle sculture rupestri dei “santoni” legati al culto della Magna Mater alle architetture liberty del cimitero monumentale.
    I mascheroni antropomorfi dei mensoloni ci guardano con espressioni grottesche, sembrano prenderci in giro.
    Conoscono il passare del tempo e i segni del suo passaggio, come quelli rimasti imprigionati in un’area archeologica tra le più interessanti della Sicilia.

    Palazzolo Acreide: https://maps.app.goo.gl/LqWLednghGHkMDDd6
    5 min
  • Novara di Sicilia dove la pietra trionfa (Sicilia - Borghi più Belli d'Italia)
    Lasciata la costa tirrenica, la strada si contorce sempre più in un susseguirsi di tornanti, finché si apre alla vista un paese di pietra allungato su un costone roccioso che sbuca dai boschi.
    L’impressione di essere finalmente nel cuore dei monti, a Novara, è netta, e non solo d’inverno, quando il lento fioccare della neve imbianca gli spioventi tetti di tegole di cotto, le cime dei campanili, i sagrati delle chiese.
    Patria dei mitici Ciclopi, Novara ha accolto nell’abbazia il sommesso pregare dei monaci bianchi e, nei tortuosi vicoli, il transito degli animali da soma, facilitato dal minimo salto di rottura fra un gradino e l’altro.

    Novara di Sicilia: https://maps.app.goo.gl/Q8LXaDiTo6NqfXHQ8
    5 min

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