Un incontro che non appartiene alla storia, ma alla dimensione della contemplazione.
In questa monumentale tela di Daniele Crespi, Maria porge maternamente Gesù Bambino a san Francesco, che lo accoglie tra le braccia. Non è il racconto di un episodio della vita del santo, ma una visione mistica, osservata sulla destra da san Carlo Borromeo, raccolto in una preghiera estatica.
Al centro, ai piedi dei personaggi, compare un teschio dipinto con grande realismo. È un richiamo alla fragilità della vita e alla dimensione ascetica e penitenziale che accomuna la spiritualità di san Francesco e quella di san Carlo.
Poco distante, sopra una pietra, il pittore appone la propria firma e si definisce “Mediolanensis”, milanese: una dichiarazione di appartenenza alla città che considerava la sua patria artistica.
In questo episodio scopriamo simboli, spiritualità e dettagli della Madonna con il Bambino e i santi Francesco e Carlo, conservata alla Pinacoteca Ambrosiana.