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Da lunedì 3 a venerdì 7 gennaio 2022
Quella di Mary Lou Williams è una figura femminile di assoluta preminenza nella storia del jazz, se non consideriamo le molte importanti cantanti che si affacciarono alla ribalta della musica afro-americana sin dalla Golden Age.
Nata ad Atlanta nel 1910 e cresciuta a Pittsburgh, talento precocissimo, fondamentalmente autodidatta, si fece un nome già in tenera età con concerti ed esibizioni in città nelle situazioni le più diverse.
Diventata la signora Williams dopo aver sposato a 16 anni il caporchestra John Williams, iniziò a scrivere arrangiamenti, a comporre e a sviluppare la sua musicalità al pianoforte.
Entrò nel 1930 nella band di Andy Kirk e fu quello il palcoscenico che la rivelò al grande pubblico. In quel contesto poté esprimere le sue qualità di strumentista e di arrangiatrice, che le valsero le successive collaborazioni con i grandi dello swing: Louis Armstrong, Benny Goodman, Tommy Dorsey. E soprattutto la nomea di First Lady del jazz strumentale.
L’innato senso musicale la portò ad avvicinarsi al nascente be-bop, successivamente allo sviluppo del jazz degli anni ’50, fino alle esperienze più radicali. Uno spirito aperto, in perenne divenire, il suo: sempre attento alle novità che la musica afro-americana ha saputo esprimere.
Prima emissione da lunedì 12 a venerdì 16 aprile 2021
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Da lunedì 3 a venerdì 7 gennaio 2022
Quella di Mary Lou Williams è una figura femminile di assoluta preminenza nella storia del jazz, se non consideriamo le molte importanti cantanti che si affacciarono alla ribalta della musica afro-americana sin dalla Golden Age.
Nata ad Atlanta nel 1910 e cresciuta a Pittsburgh, talento precocissimo, fondamentalmente autodidatta, si fece un nome già in tenera età con concerti ed esibizioni in città nelle situazioni le più diverse.
Diventata la signora Williams dopo aver sposato a 16 anni il caporchestra John Williams, iniziò a scrivere arrangiamenti, a comporre e a sviluppare la sua musicalità al pianoforte.
Entrò nel 1930 nella band di Andy Kirk e fu quello il palcoscenico che la rivelò al grande pubblico. In quel contesto poté esprimere le sue qualità di strumentista e di arrangiatrice, che le valsero le successive collaborazioni con i grandi dello swing: Louis Armstrong, Benny Goodman, Tommy Dorsey. E soprattutto la nomea di First Lady del jazz strumentale.
L’innato senso musicale la portò ad avvicinarsi al nascente be-bop, successivamente allo sviluppo del jazz degli anni ’50, fino alle esperienze più radicali. Uno spirito aperto, in perenne divenire, il suo: sempre attento alle novità che la musica afro-americana ha saputo esprimere.
Prima emissione da lunedì 12 a venerdì 16 aprile 2021
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Da lunedì 27 a giovedì 30 dicembre 2021
A cent’anni dalla nascita, Maurizio Franco si china in questa serie di "Birdland" sulla figura di Erroll Garner, straordinario pianista venuto alla ribalta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
A metà strada tra la tradizione del ragtime e dello swing da una parte, l’avanguardismo del bop dall’altra, il suo indefinibile stile e le sue straordinarie doti di improvvisatore divennero molto popolari con la seconda metà degli anni '40, riconosciute da un gran successo di pubblico. Scrisse alcuni temi diventati veri e propri standard del jazz.
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Da lunedì 27 a giovedì 30 dicembre 2021
A cent’anni dalla nascita, Maurizio Franco si china in questa serie di "Birdland" sulla figura di Erroll Garner, straordinario pianista venuto alla ribalta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
A metà strada tra la tradizione del ragtime e dello swing da una parte, l’avanguardismo del bop dall’altra, il suo indefinibile stile e le sue straordinarie doti di improvvisatore divennero molto popolari con la seconda metà degli anni '40, riconosciute da un gran successo di pubblico. Scrisse alcuni temi diventati veri e propri standard del jazz.
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Da lunedì 27 a giovedì 30 dicembre 2021
A cent’anni dalla nascita, Maurizio Franco si china in questa serie di "Birdland" sulla figura di Erroll Garner, straordinario pianista venuto alla ribalta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
A metà strada tra la tradizione del ragtime e dello swing da una parte, l’avanguardismo del bop dall’altra, il suo indefinibile stile e le sue straordinarie doti di improvvisatore divennero molto popolari con la seconda metà degli anni '40, riconosciute da un gran successo di pubblico. Scrisse alcuni temi diventati veri e propri standard del jazz.
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Da lunedì 27 a giovedì 30 dicembre 2021
A cent’anni dalla nascita, Maurizio Franco si china in questa serie di "Birdland" sulla figura di Erroll Garner, straordinario pianista venuto alla ribalta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
A metà strada tra la tradizione del ragtime e dello swing da una parte, l’avanguardismo del bop dall’altra, il suo indefinibile stile e le sue straordinarie doti di improvvisatore divennero molto popolari con la seconda metà degli anni '40, riconosciute da un gran successo di pubblico. Scrisse alcuni temi diventati veri e propri standard del jazz.
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Da lunedì 27 a giovedì 30 dicembre 2021
A cent’anni dalla nascita, Maurizio Franco si china in questa serie di "Birdland" sulla figura di Erroll Garner, straordinario pianista venuto alla ribalta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
A metà strada tra la tradizione del ragtime e dello swing da una parte, l’avanguardismo del bop dall’altra, il suo indefinibile stile e le sue straordinarie doti di improvvisatore divennero molto popolari con la seconda metà degli anni '40, riconosciute da un gran successo di pubblico. Scrisse alcuni temi diventati veri e propri standard del jazz.
La fine degli anni ’60 e l’inizio del decennio successivo è un periodo nel quale si assiste ad una serie di trasformazioni e rivolgimenti del mondo musicale che favorisce la nascita di nuove forme di espressione, anche a livello discografico, in molti ambiti.
Questa serie di trasmissioni vuole mettere in evidenza, a cinquant’anni di distanza, la straordinaria annata che fu il 1971 per il jazz.
Saranno considerati due album di piano solo realizzati da chi la storia sancirà poi maestri del pianismo jazz moderno. "Facing You" di Keith Jarrett e il primo volume delle Piano Improvisations" di Chick Corea sono lavori che tra l’altro inaugurano la fortunata serie di ECM in questo particolare format.
Joe Zawinul e Wayne Shorter da una parte, John McLaughlin dall’altra – fatto tesoro della loro esperienza con l’estetica rivoluzionaria proposta da Miles Davis in quegli anni – propongono in quel 1971 i visionari esordi di due gruppi che illumineranno il jazz-rock nascente: i Weather Report e la Mahavishnu Orchestra.
Uno spazio sarà infine dedicato a Oliver Nelson, in relazione alla prestigiosa serie di registrazioni live realizzate a Montreux che contribuirono sin dai primi anni alla diffusione del nome del festival nel mondo. Nella quinta ed ultima edizione al vecchio Casinò, che sarà distrutto per il noto incendio nel dicembre di quell’anno, l’esperto sassofonista, arrangiatore e direttore d’orchestra si presentò sul palco ospitando Gato Barbieri, il cui nome sboccerà definitivamente proprio in quel 1971 grazie anche al concerto con il suo gruppo sullo stesso palco di Montreux, ben presto pubblicato su disco con il titolo "El Pampero".
La fine degli anni ’60 e l’inizio del decennio successivo è un periodo nel quale si assiste ad una serie di trasformazioni e rivolgimenti del mondo musicale che favorisce la nascita di nuove forme di espressione, anche a livello discografico, in molti ambiti.
Questa serie di trasmissioni vuole mettere in evidenza, a cinquant’anni di distanza, la straordinaria annata che fu il 1971 per il jazz.
Saranno considerati due album di piano solo realizzati da chi la storia sancirà poi maestri del pianismo jazz moderno. "Facing You" di Keith Jarrett e il primo volume delle Piano Improvisations" di Chick Corea sono lavori che tra l’altro inaugurano la fortunata serie di ECM in questo particolare format.
Joe Zawinul e Wayne Shorter da una parte, John McLaughlin dall’altra – fatto tesoro della loro esperienza con l’estetica rivoluzionaria proposta da Miles Davis in quegli anni – propongono in quel 1971 i visionari esordi di due gruppi che illumineranno il jazz-rock nascente: i Weather Report e la Mahavishnu Orchestra.
Uno spazio sarà infine dedicato a Oliver Nelson, in relazione alla prestigiosa serie di registrazioni live realizzate a Montreux che contribuirono sin dai primi anni alla diffusione del nome del festival nel mondo. Nella quinta ed ultima edizione al vecchio Casinò, che sarà distrutto per il noto incendio nel dicembre di quell’anno, l’esperto sassofonista, arrangiatore e direttore d’orchestra si presentò sul palco ospitando Gato Barbieri, il cui nome sboccerà definitivamente proprio in quel 1971 grazie anche al concerto con il suo gruppo sullo stesso palco di Montreux, ben presto pubblicato su disco con il titolo "El Pampero".
La fine degli anni ’60 e l’inizio del decennio successivo è un periodo nel quale si assiste ad una serie di trasformazioni e rivolgimenti del mondo musicale che favorisce la nascita di nuove forme di espressione, anche a livello discografico, in molti ambiti.
Questa serie di trasmissioni vuole mettere in evidenza, a cinquant’anni di distanza, la straordinaria annata che fu il 1971 per il jazz.
Saranno considerati due album di piano solo realizzati da chi la storia sancirà poi maestri del pianismo jazz moderno. "Facing You" di Keith Jarrett e il primo volume delle Piano Improvisations" di Chick Corea sono lavori che tra l’altro inaugurano la fortunata serie di ECM in questo particolare format.
Joe Zawinul e Wayne Shorter da una parte, John McLaughlin dall’altra – fatto tesoro della loro esperienza con l’estetica rivoluzionaria proposta da Miles Davis in quegli anni – propongono in quel 1971 i visionari esordi di due gruppi che illumineranno il jazz-rock nascente: i Weather Report e la Mahavishnu Orchestra.
Uno spazio sarà infine dedicato a Oliver Nelson, in relazione alla prestigiosa serie di registrazioni live realizzate a Montreux che contribuirono sin dai primi anni alla diffusione del nome del festival nel mondo. Nella quinta ed ultima edizione al vecchio Casinò, che sarà distrutto per il noto incendio nel dicembre di quell’anno, l’esperto sassofonista, arrangiatore e direttore d’orchestra si presentò sul palco ospitando Gato Barbieri, il cui nome sboccerà definitivamente proprio in quel 1971 grazie anche al concerto con il suo gruppo sullo stesso palco di Montreux, ben presto pubblicato su disco con il titolo "El Pampero".
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