Podcast Rimosso

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  • L'avventura del be-bop (1./5)

    ®

    Da lunedì 30 marzo a venerdì 03 aprile 2020

    In concomitanza con l’anniversario di Charlie Parker (1920-1955), a cui sarà dedicato un doppio ciclo di trasmissioni, “Birdland” propone, con la sapiente guida di Claudio Sessa, anche una riflessione sul fenomeno del be-bop, rivoluzionario movimento nato nei primi anni ’40 di cui Parker fu protagonista insieme a colleghi quali Dizzy Gillespie, Bud Powell, Max Roach, Thelonious Monk, per non citare che i più noti.

    In reazione a quello che era all’epoca il dominio delle grandi orchestre swing, Parker e Co. iniziarono a pensare ad una musica liberata da certe strutture formali, dalle troppo sfruttate formule armoniche, dai canonici accompagnamenti ritmici, un jazz che si contrapponesse a quella che era considerata ormai una musica troppo commerciale. Il be-bop sarà così il primo tipo di jazz a nascere ai margini e contro lo show-business.

    A partire dai primi anni ’40, in coincidenza con l’entrata in guerra degli Stati Uniti, un drappello di giovani musicisti, finito il lavoro ordinario in big band, si ritrovava tardi la notte in alcuni oscuri locali di Harlem quali il Minton’s Playhouse o il Monroe’s Uptown House, per sperimentare nuovi tipi di brani caratterizzati da grande virtuosismo e serrata competizione fra i solisti, uso degli strumenti al limite delle loro possibilità, tempi spesso vertiginosi, un utilizzo quasi sistematico del “levare” e delle accentuazioni dei tempi deboli.

    Anche il recording ban, il boicotto indetto dal forte sindacato dei musicisti dall’agosto del ’42 al novembre del ‘44 delle sale di registrazione - per ottenere dalle case discografiche migliori condizioni di pagamento delle royalties, contribuì in parte allo sviluppo sotterraneo del nuovo genere, che si manifestò in tutta la sua evidenza nel 1945 quando in poco tempo il mercato discografico fu stravolto dalle prime registrazioni ufficiali di Gillespie, Parker e gli altri. Il be-bop iniziò a diffondersi su una più larga scala e si “ufficializzò” con l’apertura degli storici locali a Manhattan, sulla 52.a strada, nella zona di Broadway: il Bop City, il Birdland, il Royal Roost.

    Prima emissione da lunedì 02 a venerdì 06 marzo 

     

    25 min
  • Il genio di Michel Legrand, pianista, compositore, arrangiatore (5./5)

    Marcello Lorrai rende omaggio al genio di un musicista la cui notorietà è uscita dallo stretto ambito del jazz per abbracciare la musica per film, quella di varietà, la canzone francese, la musica colta.

    Michel Legrand, parigino verace, era nato nel 1932 ed è scomparso nel gennaio 2019.

    Cresciuto in una famiglia molto musicale, dopo gli studi al Conservatorio si innamora del jazz e inizia ventenne la sua lunga carriera, accanto ad Henri Salvador.

    Subito dopo, siamo a metà dei ‘50, compone l’album I love Paris, pubblicato da un’etichetta statunitense, Sarà un incredibile successo che lo farà conoscere anche al pubblico americano. E di lì a poco è chiamato a lavorare con i grandi del jazz, Miles Davis in primis.

    Poco prima dei trent’anni entra nel giro che sarà decisivo per l’altra parte della sua carriera, quella di compositore per il cinema. Scrive per Godard, Demy e tantissimi altri registi per un repertorio complessivo di oltre 200 colonne sonore. Tre gli Oscar vinti (1968, 1971 e 1983) e 5 i Grammy (tre nel 1972 e due nel 1975).

    E accanto a tutto ciò non dobbiamo dimenticare la sua prolifica attività di pianista (anche classico), di arrangiatore, di direttore d’orchestra e di big band!

    29 min
  • Il genio di Michel Legrand, pianista, compositore, arrangiatore (4./5)

    Marcello Lorrai rende omaggio al genio di un musicista la cui notorietà è uscita dallo stretto ambito del jazz per abbracciare la musica per film, quella di varietà, la canzone francese, la musica colta.

    Michel Legrand, parigino verace, era nato nel 1932 ed è scomparso nel gennaio 2019.

    Cresciuto in una famiglia molto musicale, dopo gli studi al Conservatorio si innamora del jazz e inizia ventenne la sua lunga carriera, accanto ad Henri Salvador.

    Subito dopo, siamo a metà dei ‘50, compone l’album I love Paris, pubblicato da un’etichetta statunitense, Sarà un incredibile successo che lo farà conoscere anche al pubblico americano. E di lì a poco è chiamato a lavorare con i grandi del jazz, Miles Davis in primis.

    Poco prima dei trent’anni entra nel giro che sarà decisivo per l’altra parte della sua carriera, quella di compositore per il cinema. Scrive per Godard, Demy e tantissimi altri registi per un repertorio complessivo di oltre 200 colonne sonore. Tre gli Oscar vinti (1968, 1971 e 1983) e 5 i Grammy (tre nel 1972 e due nel 1975).

    E accanto a tutto ciò non dobbiamo dimenticare la sua prolifica attività di pianista (anche classico), di arrangiatore, di direttore d’orchestra e di big band!

    28 min
  • Il genio di Michel Legrand, pianista, compositore, arrangiatore (3./5)

    Marcello Lorrai rende omaggio al genio di un musicista la cui notorietà è uscita dallo stretto ambito del jazz per abbracciare la musica per film, quella di varietà, la canzone francese, la musica colta.

    Michel Legrand, parigino verace, era nato nel 1932 ed è scomparso nel gennaio 2019.

    Cresciuto in una famiglia molto musicale, dopo gli studi al Conservatorio si innamora del jazz e inizia ventenne la sua lunga carriera, accanto ad Henri Salvador.

    Subito dopo, siamo a metà dei ‘50, compone l’album I love Paris, pubblicato da un’etichetta statunitense, Sarà un incredibile successo che lo farà conoscere anche al pubblico americano. E di lì a poco è chiamato a lavorare con i grandi del jazz, Miles Davis in primis.

    Poco prima dei trent’anni entra nel giro che sarà decisivo per l’altra parte della sua carriera, quella di compositore per il cinema. Scrive per Godard, Demy e tantissimi altri registi per un repertorio complessivo di oltre 200 colonne sonore. Tre gli Oscar vinti (1968, 1971 e 1983) e 5 i Grammy (tre nel 1972 e due nel 1975).

    E accanto a tutto ciò non dobbiamo dimenticare la sua prolifica attività di pianista (anche classico), di arrangiatore, di direttore d’orchestra e di big band!

    29 min
  • Il genio di Michel Legrand, pianista, compositore, arrangiatore (2./5)

    Marcello Lorrai rende omaggio al genio di un musicista la cui notorietà è uscita dallo stretto ambito del jazz per abbracciare la musica per film, quella di varietà, la canzone francese, la musica colta.

    Michel Legrand, parigino verace, era nato nel 1932 ed è scomparso nel gennaio 2019.

    Cresciuto in una famiglia molto musicale, dopo gli studi al Conservatorio si innamora del jazz e inizia ventenne la sua lunga carriera, accanto ad Henri Salvador.

    Subito dopo, siamo a metà dei ‘50, compone l’album I love Paris, pubblicato da un’etichetta statunitense, Sarà un incredibile successo che lo farà conoscere anche al pubblico americano. E di lì a poco è chiamato a lavorare con i grandi del jazz, Miles Davis in primis.

    Poco prima dei trent’anni entra nel giro che sarà decisivo per l’altra parte della sua carriera, quella di compositore per il cinema. Scrive per Godard, Demy e tantissimi altri registi per un repertorio complessivo di oltre 200 colonne sonore. Tre gli Oscar vinti (1968, 1971 e 1983) e 5 i Grammy (tre nel 1972 e due nel 1975).

    E accanto a tutto ciò non dobbiamo dimenticare la sua prolifica attività di pianista (anche classico), di arrangiatore, di direttore d’orchestra e di big band!

    29 min
  • Il genio di Michel Legrand, pianista, compositore, arrangiatore (1./5)

    Marcello Lorrai rende omaggio al genio di un musicista la cui notorietà è uscita dallo stretto ambito del jazz per abbracciare la musica per film, quella di varietà, la canzone francese, la musica colta.

    Michel Legrand, parigino verace, era nato nel 1932 ed è scomparso nel gennaio 2019.

    Cresciuto in una famiglia molto musicale, dopo gli studi al Conservatorio si innamora del jazz e inizia ventenne la sua lunga carriera, accanto ad Henri Salvador.

    Subito dopo, siamo a metà dei ‘50, compone l’album I love Paris, pubblicato da un’etichetta statunitense, Sarà un incredibile successo che lo farà conoscere anche al pubblico americano. E di lì a poco è chiamato a lavorare con i grandi del jazz, Miles Davis in primis.

    Poco prima dei trent’anni entra nel giro che sarà decisivo per l’altra parte della sua carriera, quella di compositore per il cinema. Scrive per Godard, Demy e tantissimi altri registi per un repertorio complessivo di oltre 200 colonne sonore. Tre gli Oscar vinti (1968, 1971 e 1983) e 5 i Grammy (tre nel 1972 e due nel 1975).

    E accanto a tutto ciò non dobbiamo dimenticare la sua prolifica attività di pianista (anche classico), di arrangiatore, di direttore d’orchestra e di big band!

    29 min
  • Dischi storici. Keith Jarrett Trio “Standards vol. 1 e 2” (2./2)

    Maurizio Franco rilegge i primi due storici album del trio di Keith Jarrett, a cui il pianista statunitense diede vita nei primi anni ’80, con Gary Peacock al contrabbasso e Jack DeJohnette alla batteria.

    Standards vol. 1 & 2, usciti per ECM, sono il fondamento di una lunga avventura che ha contribuito a riscrivere la storia del piano trio, una storia interrotta in anni recenti dopo la scomparsa di Peacock e il ritiro forzato dalle scene del pianista.

    28 min
  • Dischi storici. Keith Jarrett Trio “Standards vol. 1 e 2” (1./2)

    Maurizio Franco rilegge i primi due storici album del trio di Keith Jarrett, a cui il pianista statunitense diede vita nei primi anni ’80, con Gary Peacock al contrabbasso e Jack DeJohnette alla batteria.

    Standards vol. 1 & 2, usciti per ECM, sono il fondamento di una lunga avventura che ha contribuito a riscrivere la storia del piano trio, una storia interrotta in anni recenti dopo la scomparsa di Peacock e il ritiro forzato dalle scene del pianista.

    28 min
  • Jerry Bergonzi, sassofonista (3./3)

    Dedichiamo questa serie di Birdland a Jerry Bergonzi, uno dei più influenti didatti del sassofono dagli anni ’80. Insieme a George Garzone e Larry Schneider, fa parte della cosiddetta scuola di Boston che ha avuto importanza centrale nell’era post-coltraniana.

    Nato nella capitale del Massachusetts nel 1947, Bergonzi ha acquisto notorietà nei primi anni ’70 grazie alle feconda collaborazione con Dave Brubeck, con tour internazionali e molti album pubblicati. Ha al suo attivo una corposissima discografia da leader (più di 40 pubblicazioni a partire da metà anni ’80) e pure come sideman. Ha pubblicato pure diversi libri didattici (spesso accoppiati a CD e video), tra questi la serie a più volumi Inside Improvisation.

    29 min
  • Jerry Bergonzi, sassofonista (2./3)

    Dedichiamo questa serie di Birdland a Jerry Bergonzi, uno dei più influenti didatti del sassofono dagli anni ’80. Insieme a George Garzone e Larry Schneider, fa parte della cosiddetta scuola di Boston che ha avuto importanza centrale nell’era post-coltraniana.

    Nato nella capitale del Massachusetts nel 1947, Bergonzi ha acquisto notorietà nei primi anni ’70 grazie alle feconda collaborazione con Dave Brubeck, con tour internazionali e molti album pubblicati. Ha al suo attivo una corposissima discografia da leader (più di 40 pubblicazioni a partire da metà anni ’80) e pure come sideman. Ha pubblicato pure diversi libri didattici (spesso accoppiati a CD e video), tra questi la serie a più volumi Inside Improvisation.

    27 min

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