Podcast Rimosso

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Podcast Rimosso episodes

  • Jerry Bergonzi, sassofonista (1./3)

    Dedichiamo questa serie di Birdland a Jerry Bergonzi, uno dei più influenti didatti del sassofono dagli anni ’80. Insieme a George Garzone e Larry Schneider, fa parte della cosiddetta scuola di Boston che ha avuto importanza centrale nell’era post-coltraniana.

    Nato nella capitale del Massachusetts nel 1947, Bergonzi ha acquisto notorietà nei primi anni ’70 grazie alle feconda collaborazione con Dave Brubeck, con tour internazionali e molti album pubblicati. Ha al suo attivo una corposissima discografia da leader (più di 40 pubblicazioni a partire da metà anni ’80) e pure come sideman. Ha pubblicato pure diversi libri didattici (spesso accoppiati a CD e video), tra questi la serie a più volumi Inside Improvisation.

    29 min
  • Mike Brecker, la discografia personale (5./5)

    Nove album a proprio nome tra il 1987 e il 2003, quasi tutti per Impulse!, a parte gli ultimi per Verve e un decimo postumo, Pilgrimage, uscito per HeadsUp nel maggio 2007 a qualche mese dalla scomparsa.

    È il lascito come leader del grande sassofonista Mike Brecker, che Claudio Sessa ha isolato - nel mare di una discografia ben più ampia, se consideriamo i tanti album come co-leader, quelli con i Brecker Brothers, con gli Steps Ahead e altro ancora – per dare vita a questa intensa serie di Birdland dedicata ad uno dei più influenti stilisti del sax tenore del post Coltrane.

    27 min
  • Mike Brecker, la discografia personale (4./5)

    Nove album a proprio nome tra il 1987 e il 2003, quasi tutti per Impulse!, a parte gli ultimi per Verve e un decimo postumo, Pilgrimage, uscito per HeadsUp nel maggio 2007 a qualche mese dalla scomparsa.

    È il lascito come leader del grande sassofonista Mike Brecker, che Claudio Sessa ha isolato - nel mare di una discografia ben più ampia, se consideriamo i tanti album come co-leader, quelli con i Brecker Brothers, con gli Steps Ahead e altro ancora – per dare vita a questa intensa serie di Birdland dedicata ad uno dei più influenti stilisti del sax tenore del post Coltrane.

    28 min
  • Mike Brecker, la discografia personale (3./5)

    Nove album a proprio nome tra il 1987 e il 2003, quasi tutti per Impulse!, a parte gli ultimi per Verve e un decimo postumo, Pilgrimage, uscito per HeadsUp nel maggio 2007 a qualche mese dalla scomparsa.

    È il lascito come leader del grande sassofonista Mike Brecker, che Claudio Sessa ha isolato - nel mare di una discografia ben più ampia, se consideriamo i tanti album come co-leader, quelli con i Brecker Brothers, con gli Steps Ahead e altro ancora – per dare vita a questa intensa serie di Birdland dedicata ad uno dei più influenti stilisti del sax tenore del post Coltrane.

    28 min
  • Mike Brecker, la discografia personale (2./5)

    Nove album a proprio nome tra il 1987 e il 2003, quasi tutti per Impulse!, a parte gli ultimi per Verve e un decimo postumo, Pilgrimage, uscito per HeadsUp nel maggio 2007 a qualche mese dalla scomparsa.

    È il lascito come leader del grande sassofonista Mike Brecker, che Claudio Sessa ha isolato - nel mare di una discografia ben più ampia, se consideriamo i tanti album come co-leader, quelli con i Brecker Brothers, con gli Steps Ahead e altro ancora – per dare vita a questa intensa serie di Birdland dedicata ad uno dei più influenti stilisti del sax tenore del post Coltrane.

    27 min
  • Mike Brecker, la discografia personale (1./5)

    Nove album a proprio nome tra il 1987 e il 2003, quasi tutti per Impulse!, a parte gli ultimi per Verve e un decimo postumo, Pilgrimage, uscito per HeadsUp nel maggio 2007 a qualche mese dalla scomparsa.

    È il lascito come leader del grande sassofonista Mike Brecker, che Claudio Sessa ha isolato - nel mare di una discografia ben più ampia, se consideriamo i tanti album come co-leader, quelli con i Brecker Brothers, con gli Steps Ahead e altro ancora – per dare vita a questa intensa serie di Birdland dedicata ad uno dei più influenti stilisti del sax tenore del post Coltrane.

    28 min
  • Charles Lloyd & Bill Frisell: visioni di Big Sur (2./2)

    La regione di Big Sur in California - a sud di Monterey, vera meraviglia della natura – fu per lungo tempo un luogo impenetrabile ed inesplorato. Malgrado la colonizzazione da parte spagnola nel secondo ‘700 (loro è il nome del luogo, El país grande del sur ), un certo uso industriale nell’800 (per il legname) e una maggior accessibilità dagli anni’40 con la costruzione di una grande strada, il luogo mantenne parte i suoi caratteri primigeni, restò pochissimo abitato e con gli anni ’50 e ’60 iniziò ad attirare scrittori, artisti, adepti delle filosofie orientali e della nascente New Age, mistici e bohémiens di ogni genere. Bref: Big Sur divenne posto di riferimento della controcultura negli USA.

    Charles Lloyd (che vi si fissò negli anni ’70) e Bill Frisell hanno dedicato alla regione una propria visione musicale. Il primo con l’introvabile album Big Sur Tapestry del 1979 (per flauti e oboe solo) e il classico ECM in quartetto Notes from Big Sur del 1992, il secondo con un omonimo album del 2013 al crocevia dei più diversi generi della musica americana.

    27 min
  • Charles Lloyd & Bill Frisell: visioni di Big Sur (1./2)

    La regione di Big Sur in California - a sud di Monterey, vera meraviglia della natura – fu per lungo tempo un luogo impenetrabile ed inesplorato. Malgrado la colonizzazione da parte spagnola nel secondo ‘700 (loro è il nome del luogo, El país grande del sur ), un certo uso industriale nell’800 (per il legname) e una maggior accessibilità dagli anni’40 con la costruzione di una grande strada, il luogo mantenne parte i suoi caratteri primigeni, restò pochissimo abitato e con gli anni ’50 e ’60 iniziò ad attirare scrittori, artisti, adepti delle filosofie orientali e della nascente New Age, mistici e bohémiens di ogni genere. Bref: Big Sur divenne posto di riferimento della controcultura negli USA.

    Charles Lloyd (che vi si fissò negli anni ’70) e Bill Frisell hanno dedicato alla regione una propria visione musicale. Il primo con l’introvabile album Big Sur Tapestry del 1979 (per flauti e oboe solo) e il classico ECM in quartetto Notes from Big Sur del 1992, il secondo con un omonimo album del 2013 al crocevia dei più diversi generi della musica americana.

    27 min
  • Steve Lacy: visioni di Monk (3./3)

    Il grande specialista del sax soprano Steve Lacy è stato il primo, verso la fine degli anni 50, a rileggere le composizioni di Thelonious Monk in un momento dove la musica di Monk la suonava solo…Monk!

    È da quel momento, dallo storico album Reflections, che il mondo del jazz ha finalmente certificato quanto le composizioni del pianista neroamericano stavano influenzando il jazz moderno, un repertorio che è poi diventato una miniera di standard con cui tutti avrebbero in seguito dovuto fare i conti.

    Partendo proprio da quel disco Riccardo Bertoncelli ci propone una ricognizione nell’universo monkiano riletto da parte del suo primo grande interprete, un percorso che spazierà poi attraverso i tanti altri lavori discografici del sassofonista - in gruppo o in solitaria con il suo sax, monografici ma non soltanto – dove la musica di “Sphere” grazie a Lacy assume nuova luce.

    28 min
  • Steve Lacy: visioni di Monk (2./3)

    Il grande specialista del sax soprano Steve Lacy è stato il primo, verso la fine degli anni 50, a rileggere le composizioni di Thelonious Monk in un momento dove la musica di Monk la suonava solo…Monk!

    È da quel momento, dallo storico album Reflections, che il mondo del jazz ha finalmente certificato quanto le composizioni del pianista neroamericano stavano influenzando il jazz moderno, un repertorio che è poi diventato una miniera di standard con cui tutti avrebbero in seguito dovuto fare i conti.

    Partendo proprio da quel disco Riccardo Bertoncelli ci propone una ricognizione nell’universo monkiano riletto da parte del suo primo grande interprete, un percorso che spazierà poi attraverso i tanti altri lavori discografici del sassofonista - in gruppo o in solitaria con il suo sax, monografici ma non soltanto – dove la musica di “Sphere” grazie a Lacy assume nuova luce.

    29 min

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