Un’Agenda per il Paese: invertire la rotta tra diritti e dignità.
La "Nave dei Folli" e il silenzio del dibattitoL'attuale stagione italiana somiglia sempre più a una
stultifera navis, una nave dei folli che naviga a vista in un mare di trasformazioni radicali, spesso subite senza un vero dibattito pubblico. Dalla "smartizzazione" dell'esistenza alla gestione tecnocratica delle emergenze, assistiamo a una narrazione rozza, divisa tra il fideismo cieco verso gli "esperti" e un catastrofismo paralizzante.In questo scenario si inserisce il volume
"Un’agenda per il Paese" (Editoriale Scientifica, 2026), curato da Carlo Iannello, Guido Cappelli e Ciro Silvestri. Un’opera che, come sottolinea il Professor Giustiniani, non si limita a contemplare il declino, ma propone tre livelli di intervento:
- Politico-istituzionale: Invertire la contro-rivoluzione economica degli anni ’70.
- Filosofico: Superare il positivismo "sciancato" dell'economia attuale.
- Spirituale: Promuovere un risveglio contemplativo generale.
Ricostruire l'Italia- Il Lavoro e il Sindacato: Ciro Silvestri invita a trasformare la rabbia in proposta. Il sindacato deve tornare a essere motore di conflitto sociale per l'emancipazione, rompendo lo schema delle "emergenze perenni" che sospendono i diritti.
- La Persona al Centro: Pasquale Giustiniani indica nella riscoperta dell'essere umano il criterio cardine per le politiche pubbliche, specialmente in ambiti vitali come la salute.
- La Politica Estera e la Sovranità: Salvatore Minolfi critica il carattere gregario dell'Italia nel post-Guerra Fredda, auspicando un ritorno allo spirito del 1989 e a un'architettura di sicurezza indivisibile.
- Servizi Pubblici e Mercato: Carlo Iannello denuncia come, dal 1994, i servizi essenziali (come l'energia) siano stati consegnati a logiche speculative. La soluzione? Un percorso inverso rispetto alle liberalizzazioni selvagge degli anni '90.
- Lo Sfacelo dell'Istruzione: Elisabetta Frezza descrive una scuola "malata di riformite" e vittima dell'abuso digitale che riduce la neuroplasticità dei giovani. Carmela Cappelli lancia l'allarme sull'università, soffocata da burocrazia e metriche quantitative (ANVUR) che uccidono la libertà di ricerca.
- Cultura e CEOpolitica: Federico Greco mette in guardia dalla "CEOpolitica", dove i grandi soggetti privati sovranazionali dettano l'agenda culturale a scapito dello Stato.
- Tecnologia e Controllo: Stefano Isola analizza la "smartizzazione" come progetto di controllo cibernetico, un’automatizzazione della vita che ci consegna a una condizione di minorità intellettuale.
La linfa del cambiamentoNelle conclusioni di Gabriele Guzzi emerge una verità fondamentale: la democrazia vive di premesse etiche che non può produrre da sola. Questa linfa, storicamente individuata nel Cristianesimo, può ancora alimentare una nuova fioritura politica, purché si abbia il coraggio di una marcia indietro rispetto ai modelli disumanizzanti degli ultimi decenni.Un'agenda, dunque, che è un atto di coraggio: per trasformare la paura in speranza e restituire lo Stato ai suoi cittadini.