prof. Giustiniani reports

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prof. Giustiniani reports episodes

  • Angels on Israel and Ismael waiting for peace. Velletri, presentation of the book by Marcello del Verme
    Event title: Angels over Israel and Ishmael, Awaiting Peace
    When: Saturday, June 21, 2025, at 6:00 PM
    Where: Sala Paolini Angelucci, Diocesan Museum, Velletri (Rome)
    Speaker: Pasquale Giustiniani
    Book presented: Angels over Israel and Ishmael, Awaiting Peace by Marcello Del Verme (La Valle del Tempo, Naples 2025) This podcast discusses the new work by Christian scholar Marcello Del Verme, who uses the symbolic image of angels—Israel and Ishmael—as a vision of peace between the warring peoples of the Holy Land. Against the backdrop of a never-ending war, exacerbated by Israel’s June 2025 military strike on Iran, the book offers a spiritual, historical, and ethical reflection. Giustiniani underlines that these angels are not drones of war but messengers of reconciliation, metaphors for the children of Isaac and Ishmael. The narrative spans biblical history and personal memories, including Del Verme’s haunting vision of unburied corpses in post-conflict Jerusalem. The book criticizes the use of armed drones and autonomous weapon systems, echoing the Vatican’s call for a moratorium. Pope Francis is portrayed as a third angel of peace, alongside prophets Martin Buber, Carlo Maria Martini, and Yitzhak Rabin. Del Verme’s work is a plea to redirect technological power: from destruction to aid, from death to life. In the night of global conflict, his is a prophetic voice asking us to reprogram our drones—and our hearts—for peace.
    12 min
  • Angeli su Israel e Ismael in attesa della pace. Velletri, presentazione del libro di M. del Verme
    Angeli su Israel e Ismael in attesa della pace
    Sabato 21 giugno 2025, ore 18:00
    Sala Paolini Angelucci, Museo Diocesano, Velletri (Roma)
    Intervento di: Pasquale Giustiniani
    Libro presentato: Angeli su Israel e Ismael in attesa della pace di Marcello Del Verme (La Valle del Tempo, Napoli 2025) Il podcast riflette sulla presentazione del nuovo libro di Marcello Del Verme, esegeta e storico del cristianesimo, che usa la metafora degli angeli Israel e Ismael per rappresentare la speranza di pace tra i popoli israeliano e palestinese. La guerra infinita, aggravata da operazioni militari recenti come l’attacco di Israele all’Iran nel giugno 2025, è lo sfondo drammatico in cui il libro si inserisce come appello spirituale, storico e morale. Giustiniani evidenzia la visione simbolica proposta dall’autore: i due angeli non sono droni bellici, ma messaggeri di pace, proiezioni celesti dei popoli fratelli figli di Abramo. Il volume attraversa episodi biblici e tragiche esperienze personali, come il ricordo di Del Verme dei cadaveri insepolti a Gerusalemme nel dopoguerra. Il testo denuncia anche la disumanizzazione causata dai droni armati e dagli algoritmi di guerra. Richiama l’appello del Vaticano per una moratoria sugli armamenti autonomi. Papa Francesco viene ricordato come uno dei "tre angeli" della pace, insieme ai profeti Buber, Martini e Rabin. È un’opera che intreccia Bibbia, storia, attualità e teologia per rilanciare una speranza concreta: convertire i droni di morte in strumenti di vita. Un libro che, nella notte dei conflitti, invoca la voce dei profeti e un volo diverso, non più armato, ma fraterno.
    10 min
  • The Voice of the Gods. The Castrated Singers, and the Neapolitan Vocal School
    The volume, authored by Enzo Amato, Mario Brancaccio, Sandro Cappelletto, Umberto Rosario Del Giudice, Aurelio Gatti, and Francesco Nocerino, delves into the complex and fascinating history of the Neapolitan Musical School, with a particular focus on the figure of castrato singers.The book explores the extraordinary vocal prowess of legendary singers like Farinelli (Carlo Broschi, 1705-1782), whose voice was so enchanting it was considered divine. It recounts the anecdote of a London lady who, after hearing Farinelli, exclaimed: "One God, one Farinelli," testament to his vocal perfection. The book's authors also discuss how the figure of castrato singers was sometimes satirized, as in Ugo Foscolo's "Carme I Sepolcri," which associated them with idleness. However, the volume emphasizes that this view was reductive for the Neapolitan context, where the practice was intrinsically linked to a highly prestigious musical school.The research delves into the lives of castrati, young Neapolitan singers castrated to preserve their voices, embedding them within the broader and rich context of the Neapolitan Musical School. The volume includes valuable appendices, such as a catalog of libraries preserving 18th-century Neapolitan musical manuscripts and an extensive bibliography.The book's primary objective is to shed light on the Neapolitan Musical School which, despite having included world-renowned composers like Francesco Provenzale, Alessandro Scarlatti, Domenico Cimarosa, Saverio Mercadante, and Vincenzo Bellini, and having dominated the European musical scene in the 18th century (especially in sacred music), has remained unfairly unknown to the general public.The discussion also extends to the precedents of the Neapolitan Musical School, tracing back to the Roman-Christian era, with references to the philosopher Giuseppe Ferraro and anecdotes related to Seneca and the philosopher Metronatte, who held lessons near the Neapolis theater.A crucial point is the role of the Neapolitan Conservatories, which originated as charitable institutions for impoverished children and later evolved into centers of excellence for musical education. The four main male conservatories and numerous female conservatories are mentioned, with a tribute to key figures like Marcello Fossataro, founder of the Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo.The volume elaborates on the vocal characteristics of castrati, whose voices were admired for their sweetness, strength, and range, and illustrates how the Neapolitan Musical School excelled in all genres, from performances in royal palaces to court theaters.Finally, the book recounts the story of a relic of Saint Joseph, a cedar wood staff, which became the property of the castrato singer Giuseppe Grimaldi ("Nicolino"), and which gave rise to the famous Neapolitan saying "Non sfruculiare la mazzarella di san Giuseppe" (Don't mess with Saint Joseph's staff). The volume concludes with the historical-theological reflections of Umberto Rosario Del Giudice, who analyzes the motivations behind castration and the presence of castrato singers in Catholic liturgy, drawing a parallel with the current exclusion of women from ministerial roles at the altar. 
    Pasquale Giustiniani for Books&Museum summer edition 2025
    16 min
  • La voce degli dèi. Gli evirati cantori, e la Scuola vocale napoletana
    Il volume, scritto da Enzo Amato, Mario Brancaccio, Sandro Cappelletto, Umberto Rosario Del Giudice, Aurelio Gatti e Francesco Nocerino, affronta la complessa e affascinante storia della Scuola musicale napoletana, ponendo un focus particolare sulla figura degli evirati cantori, noti anche come castrati.Il libro esplora la straordinaria vocalità di cantori leggendari come Farinelli (Carlo Broschi, 1705-1782), la cui voce era così incantevole da essere considerata divina. Viene ripreso l'aneddoto di una lady londinese che, dopo aver ascoltato Farinelli, esclamò: "One God, one Farinelli," a testimonianza della sua perfezione vocale. Gli autori del libro discutono anche come la figura degli evirati cantori sia stata talvolta satirizzata, come nel "Carme I Sepolcri" di Ugo Foscolo, che li associava a contesti di ozio. Tuttavia, il volume sottolinea che questa visione era riduttiva per il contesto napoletano, dove la pratica era intrinsecamente legata a una scuola musicale di altissimo prestigio.La ricerca si addentra nella vita dei castrati, giovani cantori napoletani evirati per preservarne le voci, inserendoli nel più ampio e ricco contesto della Scuola musicale napoletana. Il volume include preziose appendici, come un catalogo di biblioteche che conservano manoscritti musicali napoletani del Settecento e una vasta bibliografia.L'obiettivo primario del libro è far conoscere la Scuola musicale napoletana che, pur avendo annoverato compositori di fama mondiale come Francesco Provenzale, Alessandro Scarlatti, Domenico Cimarosa, Saverio Mercadante e Vincenzo Bellini, e avendo dominato la scena musicale europea nel Settecento (specialmente nella musica sacra), è rimasta ingiustamente sconosciuta al grande pubblico.La discussione si estende anche ai precedenti della Scuola musicale napoletana, risalendo all'epoca romano-cristiana, con riferimenti al filosofo Giuseppe Ferraro e aneddoti legati a Seneca e al filosofo Metronatte, che teneva lezioni nei pressi del teatro di Neapolis.Un punto cruciale è il ruolo dei Conservatori napoletani, nati come istituzioni caritatevoli per bambini poveri e poi evoluti in centri di eccellenza per l'educazione musicale. Vengono menzionati i quattro principali conservatori maschili e numerosi conservatori femminili, con un omaggio a figure chiave come Marcello Fossataro, fondatore del Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo.Il volume approfondisce le caratteristiche vocali dei castrati, le cui voci erano ammirate per la loro dolcezza, forza ed estensione, e illustra come la Scuola musicale napoletana eccellesse in tutti i generi, dalle performance nei palazzi reali ai teatri di corte.Infine, il libro narra la storia di una reliquia di San Giuseppe, un bastone di legno di cedro, che divenne proprietà del cantante evirato Giuseppe Grimaldi ("Nicolino"), e che diede origine al celebre detto napoletano "Non sfruculiare la mazzarella di san Giuseppe". Il volume si conclude con le riflessioni storico-teologiche di Umberto Rosario Del Giudice, che analizza le motivazioni dietro l'evirazione e la presenza dei cantori castrati nella liturgia cattolica, tracciando un parallelo con l'attuale esclusione delle donne dalla ministerialità all'altare.
    Pasquale Giustiniani per Books&Museum summer edition 2025
    12 min
  • The Sack of Chios. Salerno, Ferrante Sanseverino Literary Cenacle
    This podcast traces the rich and tormented history of the island of **Chios** (Scio), a crossroads of cultures in the Aegean Sea, from the Byzantine period until its fall to Ottoman rule in 1566.
    It illustrates how Chios, with its iconic **Nea Moni Monastery** (founded in the 11th century after the miraculous discovery of an icon of the Virgin), was a cultural and spiritual jewel, fortified over time by the Byzantines, Genoese and Ottomans, witness to a glorious past and a more modest present.
    The narrative then shifts to a broader context, that of the clash between Christian Europe and Islam in the modern age, culminating in the **Battle of Lepanto in 1571**. The role of **Salerno** as a crossroads and the figure of **Ferrante Sanseverino**, Prince of Salerno and founder of a literary circle, persecuted for having opposed the Inquisition, are highlighted. There is also mention of the connection with the family of the poet **Torquato Tasso**, singer of the clash between Christians and Muslims.
    A particular focus is dedicated to the **Maona dei Giustiniani** in Chios. In 1347, the Republic of Genoa entrusted this society of merchants, a consortium of families (the Albergo dei Giustiniani), with the administration and commercial exploitation of the island, making the surname Giustiniani highly representative of Mediterranean history. The maona made profits from the extraction of mastic and the trade of alum.
    Finally, the relationship culminates in the **martyrdom of the Giustiniani of Chios** in 1566. With the Ottoman advance and the capture of Chios by Pialì Pasha, the leaders of the Maona and the bishop were imprisoned, the churches destroyed, and 200 young people were kidnapped and taken to Constantinople. Among them, twenty-one young Giustiniani, eighteen of whom were martyred on September 6, 1566 for refusing to renounce their Christian faith. This tragic event was one of the catalysts that pushed Pope Pius V to promote the Holy League that led to the decisive victory of Lepanto.
    21 min
  • Il sacco di Chios. Salerno, Cenacolo letterario Ferrante Sanseverino
    "Il Sacco di Chios" del Prof. Pasquale Giustiniani. Questo podcast ripercorre la ricca e tormentata storia dell'isola di Chios (Scio), crocevia di culture nel Mar Egeo, dal periodo bizantino fino alla sua caduta sotto il dominio ottomano nel 1566.Viene illustrato come Chios, con il suo iconico Monastero di Nea Moni (fondato nel XI secolo dopo il ritrovamento miracoloso di un'icona della Vergine), sia stata un gioiello culturale e spirituale, fortificato nel tempo da Bizantini, Genovesi e Ottomani, testimone di un passato glorioso e un presente più modesto.La narrazione si sposta poi a un contesto più ampio, quello dello scontro tra l'Europa cristiana e l'Islam in età moderna, culminato nella battaglia di Lepanto del 1571. Viene evidenziato il ruolo di Salerno come crocevia e la figura di Ferrante Sanseverino, principe di Salerno e fondatore di un cenacolo letterario, perseguitato per essersi opposto all'Inquisizione. Si accenna anche al legame con la famiglia del poeta Torquato Tasso, cantore dello scontro tra cristiani e musulmani.Un focus particolare è dedicato alla Maona dei Giustiniani a Chios. Nel 1347, la Repubblica di Genova affidò a questa società di mercanti, un consorzio di famiglie (l'Albergo dei Giustiniani), l'amministrazione e lo sfruttamento commerciale dell'isola, rendendo il cognome Giustiniani altamente rappresentativo della storia mediterranea. La maona lucrava profitti dall'estrazione del mastice e dal commercio dell'allume.Infine, la relazione culmina nel martirio dei Giustiniani di Chios nel 1566. Con l'avanzata ottomana e la presa di Chios da parte di Pialì Pascià, i capi della Maona e il vescovo furono imprigionati, le chiese distrutte, e 200 giovani furono rapiti e portati a Costantinopoli. Tra questi, ventuno giovani Giustiniani, di cui diciotto furono martirizzati il 6 settembre 1566 per aver rifiutato di rinnegare la loro fede cristiana. Questo tragico evento fu uno dei catalizzatori che spinsero Papa Pio V a promuovere la Lega Santa che portò alla decisiva vittoria di Lepanto.
    • Cenacolo Letterario
    Spero che questa sintesi e i tag siano utili per il tuo podcast!
    16 min
  • at La Nova meets, Naples debates which Church will be that of Pope Leo XIV - (corrected version)
    Giustiniani Report – (corrected audio version): What Church for Pope Leo XIV?
    At the June 4th event of La Nova Incontra in Naples, Professor Pasquale Giustiniani reflects critically on the first signals from the pontificate of Pope Leo XIV. Drawing on Armando Poggi’s book Pianticelle divelte?, the discussion revives the deep tensions between the spirit of Vatican II and the Church's enduring clerical traditions. The early speeches of Pope Leo XIV highlight a strong focus on traditional family values, with repeated references to the heterosexual nuclear family as a societal foundation, echoing past popes like Paul VI and John Paul II. This emphasis appears to marginalize alternative family models, despite a rhetorical call to uphold the dignity of all people, including the most vulnerable. Giustiniani raises a philosophical warning: even a small error in foundational principles may lead to great distortions over time. Could the Pope’s early gestures signal a restrictive vision of the Church, resistant to renewal? The episode interrogates what kind of Church Pope Leo XIV may be shaping—one rooted in restoration, or open to the complex realities of contemporary humanity.
    13 min
  • at La Nova meets, Naples debates which Church will be that of Pope Leo XIV
    What Church for Pope Leo XIV?
    At the June 4th event of La Nova Incontra in Naples, Professor Pasquale Giustiniani reflects critically on the first signals from the pontificate of Pope Leo XIV. Drawing on Armando Poggi’s book Pianticelle divelte?, the discussion revives the deep tensions between the spirit of Vatican II and the Church's enduring clerical traditions. The early speeches of Pope Leo XIV highlight a strong focus on traditional family values, with repeated references to the heterosexual nuclear family as a societal foundation, echoing past popes like Paul VI and John Paul II. This emphasis appears to marginalize alternative family models, despite a rhetorical call to uphold the dignity of all people, including the most vulnerable. Giustiniani raises a philosophical warning: even a small error in foundational principles may lead to great distortions over time. Could the Pope’s early gestures signal a restrictive vision of the Church, resistant to renewal? The episode interrogates what kind of Church Pope Leo XIV may be shaping—one rooted in restoration, or open to the complex realities of contemporary humanity.
    10 min
  • a La Nova incontra, si dibatte quale Chiesa sarà quella di Papa Leone XIV
    Nel nuovo episodio del Giustiniani Report, il prof. Pasquale Giustiniani riflette criticamente sulle prime scelte e dichiarazioni di papa Leone XIV, interrogandosi sul tipo di Chiesa che si va profilando all’inizio del suo pontificato. A partire dal libro di Armando Poggi "Pianticelle divelte?", si rievocano le tensioni post-conciliari sul celibato sacerdotale e il tentativo di riforma avviato dal Vaticano II, spesso poi ritrattato. Giustiniani mette in luce la linea esplicitamente conservatrice del nuovo papa, che esalta la famiglia tradizionale uomo-donna come unico modello possibile, citando Paolo VI e Giovanni Paolo II. L’omissione delle nuove forme familiari e l'insistenza su concetti come “alleanza coniugale” o “piccole chiese domestiche” fanno emergere un pontificato orientato alla restaurazione più che al discernimento inclusivo. Il rischio? Un “piccolo errore nei princìpi” che può tradursi in “grandi errori nelle conclusioni”, secondo l’avvertimento aristotelico caro a Tommaso d’Aquino.
    10 min
  • Towards a critical resumption of themes and problems of philosophical Leopardism
    In the new episode of the Giustiniani Report, Prof. Pasquale Giustiniani offers a dense reflection on the so-called "philosophical leopardism", relaunched by the recent conferences promoted by the Center for Italian Philosophy. At the center, not only the poetics of the landscape and the cosmic pessimism of the Recanatese, but the questioning of modern man, suffering as a natural destiny, and the comparison - unprecedented and stimulating - with contemporary thinkers such as Vico, Gravina and the Neapolitan neo-Thomism of Sanseverino.
    A journey between poetic pessimism and speculative philosophy, passing through Nietzsche, Schopenhauer, and nineteenth-century Christian thought. There is no shortage of references to the question of Leopardi's remains in Fuorigrotta and the controversial Catholic reception of his work.
    🎙️ An episode that questions the consistency of nothingness, the poetic vocation, and the modernity of Leopardi's thought in today's crisis.
    18 min

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Relazioni ed interventi del prof. Pasquale Giustiniani, Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia meridionale sezione San Tommaso: cultura contemporanea, metaverso, futuro ambientale, passione per…