Per molto tempo la colazione è stata il pasto più trascurato della gastronomia. Non era terreno di chef, né pallino dei critici, o oggetto di racconti culinari. Era una cosa veloce: un caffè al banco, un cappuccino e un cornetto mangiati in piedi, con occhio fisso all’orologio. E quando non era veloce, restava comunque una faccenda domestica: la colazione nella cucina di casa, il latte caldo e i biscotti, la moka, magari una fetta di crostata. Un momento familiare, privato, piacevole perché dava lo sprint per la giornata, ma raramente memorabile dal punto di vista culinario. Ma a poco a poco quasi senza che ce ne accorgessimo, qualcosa è cambiato.