Questioni di Gusto

Questioni di Gusto

By OnePodcastSociety & Culture
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Questioni di Gusto episodes

  • Dai dealcolati ai proxy il vino cambia forma
    A Vinitaly, quest’anno, c’è un piano che vale la pena visitare. Non tanto per quello che offre, che i gusti sono gusti, ma per quello che sta cercando di diventare. Si chiama NoLo. Che è l’espressione con cui si sintetizza No alcohol, low alcohol.
    5 min
  • Il Prosecco, il Parmesan, l’Australia e altre parole contese
    C’è una notizia di qualche giorno fa di cui non si è parlato abbastanza e che racconta molto bene dove sta andando il cibo oggi. L’Unione Europea ha firmato un nuovo accordo commerciale con l’Australia. Dentro ci sono tante cose: litio, energia, auto. Ma anche – e soprattutto – formaggi, vini, prodotti simbolo. Parmesan. Prosecco. Ed è qui che la questione si fa interessante. Perché quando si negozia sul nome di un formaggio o di un vino, non si sta parlando solo di commercio. Si sta negoziando un pezzo di identità. Di linguaggio. Di immaginario.
    5 min
  • A Londra, polpetta Is the new burrata
    Dimmi cosa trovi in menu come antipasto e ti dirò in che città sei. Per anni, a Londra, la risposta è stata quasi scontata: burrata. Colore bianco candido e consistenza cremosa, quella promessa di autenticità italiana nel Regno Unito ha fatto sentire improvvisamente tutti un po’ pugliesi, almeno per il tempo di un antipasto. Adesso qualcosa sta cambiando. Come ha rilevato il magazine The Standard, nei ristoranti più in voga della capitale britannica la burrata sta cedendo il passo a un altro simbolo della cucina italiana: le polpette al sugo. E non si usa nemmeno la traduzione: c’è scritto proprio polpette al sugo.
    4 min
  • La scoperta della colazione
    Per molto tempo la colazione è stata il pasto più trascurato della gastronomia. Non era terreno di chef, né pallino dei critici, o oggetto di racconti culinari. Era una cosa veloce: un caffè al banco, un cappuccino e un cornetto mangiati in piedi, con occhio fisso all’orologio. E quando non era veloce, restava comunque una faccenda domestica: la colazione nella cucina di casa, il latte caldo e i biscotti, la moka, magari una fetta di crostata. Un momento familiare, privato, piacevole perché dava lo sprint per la giornata, ma raramente memorabile dal punto di vista culinario. Ma a poco a poco quasi senza che ce ne accorgessimo, qualcosa è cambiato.
    4 min
  • René Redzepi, il genio e il sistema
    René Redzepi è uno degli chef che hanno cambiato davvero la cucina contemporanea. Questo è un dato storico. Con il Noma ha spostato il baricentro dell’alta ristorazione, ha imposto un lessico nuovo – foraging, fermentazione, natura, territorio estremo – e ha contribuito a trasformare Copenaghen in una capitale gastronomica. Ha inciso sull’immaginario della cucina mondiale come pochi altri cuochi del suo tempo. Proprio per questo, però, il modello culturale che ha prodotto merita di essere indagato a fondo. Perché più un personaggio è influente, più vasta è la sua responsabilità.
    7 min
  • Piatto fuori stagione
    Negli ultimi 60 anni il concetto di stagionalità ha compiuto un percorso curioso. È passata dall’essere una necessità agricola, legata ai cicli naturali, alla disponibilità reale dei prodotti, a diventare una scelta culturale consapevole. E da lì, quasi senza accorgercene, si è trasformata in dichiarazione etica. Â
    5 min
  • Chianti, il prezzo del successo (e dei falsi)
    Se volete farvi un Chianti in salotto, sappiate che esiste un kit. Si chiama “VinClasse Chianti” e promette ricchezza di sentori in modalità bricolage. Basta acqua, zucchero, un po’ di fede e via: la Toscana in fermentazione accanto alla lavatrice.
    5 min
  • Dentro la tavoletta: il lato serio del piacere
    C’è un alimento che, come pochi altri, racconta una contraddizione tipica del nostro tempo: il cioccolato. Lo associamo al piacere più immediato, alla gratificazione, perfino alla consolazione emotiva, eppure dietro di lui si nasconde una delle filiere agricole più complesse e globali del pianeta.
    4 min
  • Tra medaglie e tiramisù: il lato più umano delle Olimpiadi
    In questi giorni guardiamo le Olimpiadi invernali soprattutto attraverso le immagini delle gare: discese velocissime, salti spettacolari, cronometri che decidono il destino di anni di allenamento. Eppure, se si scorrono i social degli atleti, c’è un altro racconto che sta emergendo con sorprendente forza: quello del cibo.
    4 min
  • L’hamburger di Marco Pierre White
    C’è un video che in questi giorni gira molto sui social. Protagonista è Marco Pierre White, uno dei cuochi più celebri e controversi della cucina britannica: il primo e più giovane chef nel Regno Unito ad aver conquistato tre stelle Michelin, all’inizio degli anni Novanta. Nel video White mangia un hamburger di McDonald’s e ci aggiunge sopra ketchup Heinz. Fine. Niente ironia, niente spiegazioni. Eppure, quel gesto fa rumore. Perché continuiamo a pensare che il cibo sia una dichiarazione morale, che mangiare bene significhi essere persone migliori, e che uno chef - soprattutto uno chef diventato un mito - debba vivere nell’empireo dell’alta cucina sempre, anche quando è fuori servizio.
    4 min

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