Radio Giap Rebelde - l'audioteca di Wu Ming - Archivio 2011 - 2016

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Radio Giap Rebelde - l'audioteca di Wu Ming - Archivio 2011 - 2016 episodes

  • Cent'anni a Nordest, presentazione a Trieste, part 1
    La prima presentazione del «Ventre della Bestia Tour» si è tenuta al Lunatico Festival di Trieste, nel parco di S. Giovanni, la sera dell’8 agosto 2015. Sono arrivate non meno di 250 persone, il dibattito è stato intenso e ne proponiamo la registrazione, divisa in due parti, ciascuna dotata di un indice ragionato.
    Prima parte. Si fa presto a dire Nordest
    Introduzione di Alessandro Metz:  La scrittura collettiva nell’interconnessione tra Giap e i libri – Il contributo della comunità dei giapster –  I fantasmi della Grande guerra aleggiano nella nostra città e nel Nordest – Perché Trieste, perché il confine a Nordest, da 54 in avanti.
WM1. Un “regnicolo” a Trieste – Come si presentano qui le tendenze che attraversano l’intero Paese – Di Trieste la maggioranza degli italiani ignora quasi tutto – Sul confine orientale le tendenze sono più marcate – La continuità tra Grande guerra e fascismo: il fascismo non come conseguenza della Grande guerra ma, ante litteram, come suo elemento scatenante – L’ideologia della “memoria condivisa” si capisce meglio parlando del confine orientale – Persino la questione del “degrado” urbano si presenta in modo parossistico – Da Point Lenana a Cent’anni a Nordest –  Che cos’è il “Nordest”? È l’irrisolto della Grande guerra – Com’è nato il reportage – Il centenario e il pus – La ministra Pinotti e «l’esercito marciava».
Andrea Olivieri. Il modo di lavorare della comunità che si ritrova su Giap – L’accusa di “esagerare” nel guardare agli epifenomeni – La visione “eccezionalistica” dei triestini – Il lavoro di WM1 è prima di tutto geografico, di racconto del paesaggio – La devastazione del paesaggio del Nordest durante la Grande guerra e oggi – “Poche pagine” – Nel libro Trieste è costretta a stare dentro una narrazione corale, a stare dentro il Nordest – Su Giap «si parla troppo di Trieste» o no? – Un altro modo di vedere la realtà triestina.
Metz. Quali sono le reazioni quando, in altre parti d’Italia, racconti della destra austronostalgica e del neoindipendentismo triestino? 
    WM1. Venetisti e neoborbonici – In entrambi i casi si parte da alcuni dati di verità per arrivare a conclusioni grottesche – Le “due destre” del Nordest, la loro complementarità e le loro differenze – La questione dello sguardo obliquo: mai guardare i fenomeni in modo frontale – Il centro è cieco, la visione dell’insieme si ha dal margine – Ancora una volta: la mattonella di Piazza del Nettuno – [N.B. A questo momento della presentazione si è ispirato Fausto Vilevich per il video Carolo Sex, che proponiamo più sotto] – Anche su Giap funziona così –  Nella frase “il centro è cieco”, quel centro è il discorso dominante – Che cos’è la Wu Ming Foundation: i gruppi di lavoro nati intorno a Giap – Cent’anni a Nordest non sarebbe stato possibile senza questa dimensione collettiva – Che cos’è Cent’anni a Nordest? È un resoconto psicanalitico – Si prenda ad esempio la scrittura di Sigmund Freud – L’inconscio collettivo del Nordest: gli aneddoti sono i sogni, le variazioni nei racconti sono i lapsus – «Scrive di cose futili», ma quelle «cose futili» sono le manifestazioni dell’inconscio del Nordest – I quattro fucilati di Cercivento e i “lapsus” degli Alpini – Un altro esempio di lapsus è l’uso dell’espressione “multiculturalismo triestino” come arma contro i migranti –  Bisogna saperci fare, col sintomo – L’austronostalgia è diffusa in tutto il Nordest – Cosa c’entra l’austronostalgia con i venetisti “serenissimi”? C’entra – L’anno chiave è il 1866 – Come il Veneto fu annesso all’Italia in modo truffaldino – La battaglia navale di Lissa come “ultima grande vittoria della Serenissima” – Nella visione degli indipendentisti veneti, l’impero di Franz Joseph fu un continuatore della Serenissima – L’audiodocumentario Gott über alles di Jonathan Zenti – Di cosa è sintomo l’austronostalgia? – Stiamo continuando a pagare la corsa a nord e a est dell’imperialismo italiano.
    50 min
  • «Emilio Comici Blues», radiodramma musicale di Wu Ming 1 e Funambolique
    WM1: Era la primavera del 2013 quando Luca Demicheli dei Funambolique lesse Point Lenana e, mentre ne discutevamo, ci venne l’idea di trarne un reading/concerto. Lanciammo lo spunto agli altri membri della band, che furono subito entusiasti.
Coi Funambolique avevo già collaborato nell’album Arzèstula e, soprattutto, nel recital tratto dall’album. Quella volta, però, avevamo lavorato su un racconto. Stavolta, con un libro-monstre come Point Lenana, il dilemma era: cosa estrapoliamo? Quale filo narrativo seguiamo?
    Ho deciso di mettere in fila tutti i capitoli dedicati al grande alpinista triestino Emilio Comici, e di lavorarci sopra. Molti lettori mi avevano detto – e continuo a sentirlo dire – di essersi commossi leggendone la storia. Quando appare, come suol dirsi, Emilio “ruba la scena” a Felice.
E Felice lo avrebbe trovato giusto.
    Dunque ci siamo messi all’opra, abbiamo modificato, rimontato, aggiunto… Emilio Comici Blues ha preso forma nel biennio 2013-2014, per successive riscritture, in una sequenza di concerti (quasi tutti nel Nordest) che erano prove a porte aperte.
    Quella che state per ascoltare è la versione “radiodramma musicale”, registrata negli studi Rai di Trieste il 29 novembre 2014 e andata in onda a puntate sulle frequenze del Friuli-Venezia Giulia, alle undici del mattino di tre domeniche consecutive, dal 15 gennaio all’1 marzo 2015.
    In questa line-up i Funambolique sono:
Paolo Corsini – piano, Fender Rhodes, tastiere
Sebastiano Crepaldi – flauto traverso, flauti di varie parti del mondo
Luca Demicheli – basso elettrico, rumori
Ermes Ghirardini – batteria
Le schede biografiche dei musicisti sono sul sito della band.
    Emilio Comici Blues è un’unica suite divisa in più “movimenti”:
[00’00”] 1. Cadere in alto
[06’16”] 2. Val Rosandra
[11’32”] 3. Camerata Emilio
[20’11”] 4. Le ali dell’angelo (prima parte)
[29’30”] 5. Voglio vivere così
[31’04”] 6. Le ali dell’angelo (seconda parte)
[38’06”] 7. La falciata della morte
[44’46”] 8. L’impronunciabile giorno
[55’23”] 9. Triste domenica
    1 hr
  • Scritture libere, racconto ibrido e incontri del Quinto Tipo
    Domenica 14 giugno, a Roma, abbiamo presentato Quinto Tipo, la collana di libri diretta da Wu Ming 1 per le Edizioni Alegre, al pubblico del festival di Letteraria, come ogni anno dedicato in memoriam a Stefano Tassinari (chi non sa il perché, ascolti l'audio che stiamo per proporre).
    Il festival - in realtà una sorta di “congresso annuale" di Alegre - è giunto alla quarta edizione ed è sempre più partecipato. Il laboratorio sociale occupato Communia, nel quartiere S. Lorenzo, letteralmente straripava di persone. Per l'ultimo appuntamento, la presentazione del libro Kobane. Diario di una resistenza, sono arrivate diverse centinaia di persone, tante che si è dovuto mettere uno schermo gigante all'esterno della sala, e c'era gente che ascoltava dal marciapiede di via dello Scalo, incurante dei rumori del traffico.
    A presentare Quinto Tipo con Wu Ming 1 c'erano Tommaso De Lorenzis e Goffredo Fofi.
    1 hr 23 min
  • Basaglia Esquema Novo. Presentazione del libro «La Repubblica dei matti», di John Foot
    La sera del 19 aprile scorso, alla libreria Modo Infoshop di Bologna, abbiamo presentato il libro di John Foot “La Repubblica dei Matti”. Franco Basaglia e la psichiatria radicale in Italia, 1961-1978 (Feltrinelli, Milano 2014).
È un dato di fatto: ogni volta che organizziamo una serata su questi temi – la follia, il potere psichiatrico, le istituzioni totali ecc. – arrivano tante persone e fioccano domande e interventi. Fu memorabile la «Serata Foucault» con Mario Galzigna al Bartleby occupato (audio della serata qui) ed è stato memorabile quest’ultimo evento. Buono a constatarsi, dato che il prossimo libro collettivo di Wu Ming parlerà (anche) di malattia mentale e psichiatria durante la Grande guerra. Guerra che, come tutti sanno, è ancora in corso.
Tra gli intervenuti al Modo Infoshop, del tutto inattesi e molto volentieri accolti, citiamo:
    Elena Boriosi Giacanelli. Autrice e traduttrice di libri su psichiatria e psicanalisi, ha vissuto la lotta contro il manicomio al fianco del marito Ferruccio Giacanelli, col quale ha scritto Le parole della psichiatria. Il cittadino e la salute mentale dopo la riforma sanitaria (1982). Compie gli anni proprio oggi, essendo nata il 12 maggio 1931.
    Ernesto Venturini. Amico e collaboratore di Basaglia prima a Gorizia e poi a Trieste, curatore del libro Il giardino dei gelsi. Dieci anni di antipsichiatria italiana (Einaudi, Torino 1979). Dal 1991 opera in Brasile, dove ha accompagnato la riforma psichiatrica nazionale, la legge 10.216/2001, fortemente ispirata alla nostra legge 180. Per saperne di più su di lui, utilissima quest’intervista fiume.
    Maria Stella Brandão Goulart. Docente al dipartimento di psicologia dell’Universidade federal de Minas Gerais (Belo Horizonte, Brasile), autrice di vari libri tra cui As Raízes Italianas do Movimento Antimanicomial (2007). Qui proponiamo il suo articolo del 2008 «La legge 180 e la riforma psichiatrica brasiliana: l’anniversario della lotta» (pdf).
    Gabriella Bollini. Sociologa, ha lavorato insieme alle istituzioni locali per trovare casa e lavoro agli ex-internati nel manicomio di San Giovanni in Persiceto (BO), da prima ancora che la 180 diventasse legge.
    N.B. Quando ha impostato l’intervento iniziale sul rapporto fra Trieste e il Brasile come “opera” postuma di Basaglia, Wu Ming 1 era del tutto ignaro della presenza in sala di Venturini e Brandão Goulart.
    2 hr 3 min
  • Toc e Patòc (da #Cantalamappa)
    Abbiamo scelto le sale del Museo civico medievale di Bologna per l’ultima data – la centoventesima! – del Révolution touR, il lungo giro di presentazioni de L’Armata dei Sonnambuli. Domenica 12 aprile alle 16, in via Manzoni 4 abbiamo coronato con un reading collettivo quest’anno di dialogo on the road con migliaia di lettrici e lettori. Un tour impegnativo se non sfiancante, ma necessario. Necessario non solo per promuovere un libro difficile, rimasto in cantiere per 5-6 anni e pensato come sintesi di un percorso, ma anche per rendere conto de visu della nostra decisione di non scrivere più romanzi storici.  
    Al Museo abbiamo letto passi da L’Armata dei Sonnambuli e della nuova uscita Cantalamappa (Electa Kids, 2015). Questo è il racconto che parla della tragedia del Vajont.
    8 min
  • Partigiani d'oltremare. Africani nella Resistenza italiana
    Dal sito del CSA Sisma di Macerata:
    «La storia di Carlo Abbamagal e dei 50 dell’Oltremare ha impiegato quasi 70 anni ad emergere, dopo anni di lavoro e grazie alle ricerche di Matteo Petracci – dottore di ricerca in storia, istituzioni e politica dell’area euromediterranea presso l’Università di Macerata – così che il corso degli eventi inizia ora ad apparire sempre più nitido e chiaro e da passato si fa presente, strumento di lotta contro le mistificazioni e le dimenticanze storiche, ascia di guerra contro i razzismi e i fascismi di oggi.
    Il 7/8 marzo al CSA Sisma di Macerata Wu Ming 2 per due giorni, grazie al seminario “Racconti d’Oltremare”, ha lavorato con i corsisti alle vicende degli africani concentrati a Villa Spada di Treia, attraverso i materiali d’archivio che parlano di come “alcuni di essi si sono dati alla macchia unendosi ai ribelli” esplicando “considerevole attività” e risultando “quanto mai feroci”. Di come insomma, dall’ottobre del ’43, nelle montagne del maceratese, le bande partigiane annoverassero nelle loro fila etiopi, eritrei e somali, tra i primi a battersi contro il regime fascista.
    […] Momento conclusivo di “Racconti d’Oltremare” è stato un incontro pubblico, nella serata di domenica, in cui Matteo Petracci e Wu Ming 2 hanno raccontato la storia di Carlo Abbamagal e degli altri 50 dell’Oltremare grazie anche a  documenti d’epoca e foto d’archivio. I temi e le vicende narrate sono quanto mai attuali: ci siamo lasciati giurandoci che questa storia non è ancora finita. Anzi, è appena iniziata.»
    2 min

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