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00:30 1. Ucraina: i non innocenti abbagli dell'informazione partigiana in un editoriale di Belpietro
06:30 2. Ricordando la Belgrado del '99 per capire meglio anche il presente
13:10 3. L'invio di armi in Ucraina (e le prospettive del conflitto) secondo Franco Cardini
18:05 4. Il mito di Draghi smontato in un saggio di La Torre da oggi in libreria
1. Covid: informazione a senso unico (se ne accorgono anche gli studiosi) 2. Pornowar, la guerra dissolta fra chiacchiere da bar e Lolite: un commento di Alessandro Robecchi 3. Italia: siam pronti alla guerra (ma un po' di nascosto) 4. Torna in una nuova traduzione uno dei capolavori di P. Dick: "Le tre stigmate di Palmer Eldritch".
1. Nazisti in Ucraina? Rileggendo un articolo del 2014 improvvisamente cancellato 2. Ucraina: oltre ad Azov c'è Centuria 3. L'Università italiana rompe con gli studiosi russi: il caso di Trento e non solo 4. Panorama su Biden (padre e figlio) e gli "affari di famiglia" a Kiev.
. La Rand Corporation e il piano anti-Russia datato 2019 (così Dinucci lascia il Manifesto)
. La patologizzazione del nemico non piace neanche a Padellaro
. Legge sul fine vita: porte aperte al suicidio assistito
. Al via la sperimentazione del vaccino anti-infarto
. Guerra e industria della paura: Arlacchi torna sull'Ucraina
. La verità nuda e cruda su crisi e assetti globali
. Etica 3.0: discorsi apparentemente cauti (in realtà molto inquietanti)
. Vaccini: la terza dose dura meno
. Arriva la task force europea contro la disinformazione russa (e torna anche Riotta)
. Su Rai Way, il via libera di Draghi (e non è solo un problema di trasparenza)
. L'inconsulto bisogno di un nemico a Est (Barbara Spinelli torna a parlare di Ucraina e Russia)
. Saman e le altre prigioniere (contemporanee degli atti vandalici ai danni di ProVita)
. Gli improvvisi cambi di casacca dei "videologi" (gradevoli sorprese fra le pagine di Libero)
Il Grande Reset della conoscenza, l'istruzione governata dagli algoritmi, le piattaforme private che entrano prepotentemente nelle aule (e con la DaD anche nelle case) per incidere sugli apprendimenti e sulla formazione del futuro. Ne parliamo insieme al professor Domenico Fiormonte, docente di Sociologia della Comunicazione all'Università di Roma Tre, e alla dottoressa Elisabetta Frezza, avvocato, da tempo impegnata sui temi legati alla scuola.
Aifa tira fuori le carte sulle reazioni avverse e, oltre al trionfalismo di alcuni media che strombazzano basse percentuali di morti, c'è dell'altro: ce ne parla La Verità (unico giornale che, fra l'altro, ha aperto una rubrica per dare voce agli "invisibili del pass"). Poi l'alternanza scuola-lavoro: se lo schema è vecchio, il nuovo è anche peggio, come argomenta Il Fatto, mentre su Libero Feltri si pente (piuttosto tardivamente) dell'entusiasmo con cui, trent'anni fa, accolse l'inchiesta giudiziaria che ha distrutto la Prima Repubblica. Infine il no papale all'eutanasia, il caso Attanasio (con le lunghe ombre che proietta sull'Onu) e l'esperimento al Jet di Oxford sulla fusione nucleare.
Sono le testate estere a spiegarci l'entità della sconfitta di Draghi nella corsa al Colle (visto che le nostre sono perlopiù affannate nell'arrampicarsi sugli specchi), mentre impietosi arrivano i dati dell'indice Pmi a suggerire l'entità del disastro del governo dei lasciapassare. Impietosi quasi quanto i cittadini, che bocciano sostanzialmente tutti gli attori della tragicommedia quirinalizia, senza appello. Che c'entri anche il continuo straparlare di misure restrittive e obblighi vaccinali (Locatelli dichiara la propria fede nella somministrazione sotto i 5 anni anche se i dati ancora non ci sono) mentre il resto del mondo (OMS anzitutto) dichiara la sostanziale fine della pandemia? E per concludere: l'epilogo della vicenda Rackete, con tanto di rivelazioni tramite intervista, ma anche la Loggia Ungheria e la probabile apertura di un nuovo vaso di Pandora.
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