Il romanzo narra la storia di un gruppo di ragazzi del piccolo borgo di Cabiaglio, vicino a Varese.
La loro l’estate è fatta di rituali condivisi, tra cui il pane con l’uva preparato da Aristide, figlio di un fornaio ucciso dai fascisti. Intorno al forno di famiglia, grazie alla madre Innocenta, si raccoglie la comunità.
Aristide fa parte del gruppo di sette amici uniti dall’infanzia, ma la serenità dell’ultima domenica del settembre 1938 precede la loro separazione causata dalla guerra.
Cinque anni dopo, all’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943, Aristide spera di non dover più combattere, ma è membro di una comunità ormai frantumata tra antifascisti, fascisti e soldati lontani.
Come in tutta Italia, anche a Cabiaglio i giorni successivi segnano scelte difficili e dolorose: decidere da che parte stare, chi salvare, e affrontare la guerra prima ancora di aver vissuto davvero.