Non c’è niente nella vita di più penoso e rovinoso che vivere da inconsapevoli.
Di converso possiamo dire che non c’è niente di così grandioso, di più appagante e intimamente soddisfacente che vivere da consapevoli.
Ma qual è la distanza che separa la consapevolezza dall’inconsapevolezza?
Nelle Upanishad, una delle più grandi opere della filosofia indovedica, si dice che tale distanza è paragonabile allo spessore dell’ala di una mosca.
Ma allora perché non facciamo questo passo dall’inconsapevolezza alla consapevolezza?
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