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Ovviamente negli Epstein files, tra gli altri, si trovano vicende e uomini che hanno a che fare con l'Asia, dove lo stesso Jeffrey aveva varie "attività": dall'Asia dell'Ovest a Giappone e Filippine passando per India e Cina. Questa trasmissione cerca di tenere insieme ministri e banchieri che si dimettono, scienziati, bambine e ragazze dalla pelle quasi sempre bianca stuprate e sfruttate, il Partito Comunista Cinese, fondi d'investimento, JP Morgan, il traffico di armi e scandali internazionali, del resto quello che vorremmo far emergere è come la classe dirigente che girava intorno a Epstein - la Epstein Class - fosse una realtà globale. Una trasmissione che parla del filo rosso tra bio-geo-politica e criminalità internazionale negli Epstein file in Asia.
- Ayekan di Fronte a la Moneda per 'salutare' il Governo uscente
- Chiamata per accompagnare i familiari dei Ppm del caso Quilleco alla Corte Suprema per ricorso (audio)
- Il collettivo di avvocati di Facundo Huala scrive sulla possibilità che resti in carcere ancora un anno
- Lof Temulemo denuncia divieto di igresso alla sala di udienza dei familiari del Lonko Juan Pichun e suo fratello Rafael Pichun
La guerra contro l’Iran sta mettendo in difficoltà anche i grandi fondi finanziari globali, quelli che spesso vengono definiti i “padroni del mondo”.
Il conflitto in Medio Oriente ha infatti provocato forti turbolenze nei mercati finanziari, soprattutto a causa della crisi energetica e delle tensioni nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il petrolio mondiale. Questa situazione ha fatto scendere il valore di molti titoli e strumenti finanziari.
Uno dei casi più evidenti riguarda BlackRock, il più grande gestore di fondi al mondo, il cui titolo ha perso circa il 12% in una sola settimana di guerra. Anche altri grandi operatori finanziari, come Vanguard, hanno subito perdite nei loro prodotti legati ai principali indici azionari, molto esposti alle grandi aziende tecnologiche statunitensi.
E l'Italia? Quali sono le conseguenze di natura economica che rischia il Paese?
Ne parliamo con Alessandro Volpi, docente all'università di Pisa e collaboratore di Altreconomia.
giovedì 12 marzo 2026 ore 18.30 Strike c.s.o.a. Via Umberto Partini, 21 Roma
Nel ricordare Assata Shakur, deceduta all’Havana il 26 settembre, 2025, vogliamo soprattutto celebrare il suo spirito rivoluzionario, la sua opposizione all’imperialismo degli Stati Uniti, e la sua profonda convinzione che la liberazione del suo popolo da 400 anni di oppressione sarebbe stata possibile solo in un contesto di lotta anticapitalista nel rispetto del principio dell’autodeterminazione dei popoli.
In un periodo durante il quale l’imperialismo statunitense esprime la sua faccia più aggressiva e repressiva – è notizia di oggi l’aggressione unilaterale contro l’Ecuador, in seguito a quella all’Iran a fianco di Israele – ricordare Assata significa rendere omaggio a una donna che ha dedicato alla lotta antimperialista tutto il suo essere. La scelta di Cuba come sua patria politica e spirituale dopo essere stata liberata dalle carceri statunitensi nel novembre 1979, non è stato un atto casuale ma una dichiarazione che, anche dall’esilio, avrebbe continuato quel percorso rivoluzionario che l’aveva portata alla scelta della lotta clandestina e all’adesione al Black Liberation Army.
Per tutto il periodo della sua carcerazione e dei suoi otto processi, Assata è stata sostenuta dal Black Liberation Movement, dai suoi alleati, in particolare gli altri movimenti di liberazione nazionali presenti in quel periodo storico sul territorio americano. Anche una parte del movimento antimperialista ha lottato per la sua liberazione. Questa alleanza politica basata sulla solidarietà e sul rispetto dell’autodeterminazione dei popoli ha creato le condizioni per la sua liberazione e per la sua incolumità.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di ripristinare il vero significato della sua resistenza a tutto quello che erano e sono gli Stati Uniti. La guerra interna scatenata dal potere imperialista degli Stati Uniti negli anni Settanta e Ottanta, meglio conosciuta come COINTELPRO, contro le forze progressiste e rivoluzionarie di quel periodo, avrebbe dovuto spazzare via per sempre ogni illusione sulla democrazia americana, e sulla possibilità di un cambiamento graduale e pacifista. Ma non sempre le verità più difficili perdurano nel tempo. Le realtà odierne all’interno di quel paese – la lotta spietata contro i migranti e l’uso di formazioni militari come ICE contro di loro, la soppressione del voto di quelle popolazioni invise a Trump, la transfobia e in generale il rifiuto di riconoscere le realtà LGBTQ+, la riabilitazione delle organizzazioni reazionarie che hanno guidato l’assalto del 6 gennaio, etc. – si riverberano e impattano anche sulla nostra società chiedendo delle risposte radicali. Questa serata è un’opportunità per ispirarsi allo spirito di resistenza dimostrato da Assata Shakur, un esempio che brilla tuttora.
Mentre Gualtieri procede nel suo intento nel silenzio dei media nazionali, il Comitato No Inceneritore a Santa Palomba insieme all’Unione dei Comitati contro l’inceneritore prosegue con la propria battaglia, indicendo un presidio a Piazzale Ostiense per venerdì 13 marzo, alle ore 15.00.
Gualtieri, il commissario prenditutto, che in deroga alle prerogative regionali in materia rifiuti si è approvato il Progetto Autorizzatorio Unico dando il via al venefico inceneritore di Acea-RenewRome gongola e pensa che i giochi sono ormai chiusi. Dimentica la determinazione a difendere in ogni modo la salute di centinaia di migliaia di persone e nostr figl che sarebbe compromessa per almeno tre decenni se l’impianto vedesse la luce.
Pre-rassegna stampa al presidio davanti al cancello di L38Squat.
Insieme ad Angelica, abitante del quartiere, e con un compagno di L38Squat, parliamo di Laurentino 38 e dell'esperienza del centro sociale.
Giù le mani dalle occupazioni!
Giù le mani dall'autogestione!
TUTTA SCENA CINEMA
giovedì 12 marzo 2026 ore 14
● il regista Rocco Papaleo presenta il suo film IL BENE COMUNE (Ita, 2026)
Rimini, 12>14 marzo 2026
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segnalazioni:
● i registi Santa De Santis e Alessandro D’Ambrosi presentano il loro film RIP (Ita, 2025)
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suggerimenti sui film in SALA a Roma e provincia:
● 2 Cuori e 2 capanne
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Tutta Scena / Visionari e il Cinema a ROR
Diari di Cineclub n°60, aprile 2018, pgg.59-60
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TUTTA SCENA CINEMA
trasmissione settimanale di cinema, il giovedì ore 14, sigla musicale: David Schacherl
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l'Archivio completto TuttaScenaCinema e Visionari:
2026 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenacinema/2026/01/archivio-tutta-scena-cinema-2026
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buon ascolto!
Mercoledì 11 marzo si è svolta un'altra udienza del processo che riguarda il carabiniere che, in borghese, ha ucciso Ugo Russo. Ugo Russo, ragazzo di 15 anni, è stato ucciso alla fine di febbraio 2020 dopo un tentativo di rapina al carabiniere stesso con una pistola giocattolo.
Articolo di Il Manifesto sulla vicenda uscito il 26 febbraio 2026
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