
Sign up to save your podcasts
Or


torniamo in onda dopo alcune settimane, e torniamo a pubblicare il podcast di twentyfive o'clock dopo alcuni mesi, riproponendo la formula del "tripvirus": la manipolazione alterata, lisergica, priva di finalità estetiche o comunicative stabili, stabilite, casuali. ci è ancora per una volta di ispirazione un vecchio episodio della serie di fantascienza anni ’70 spazio 1999. di qui: l’ultimo_tramonto_tripvirus
la playlist
sonic youth - disconnection notice
l'ultimo tramonto tripvirus
Con Meri, una voce storica della radio, parliamo ancora di quanto sta accadendo a Gaza, ormai completamente dimenticata nel discorso pubblico e dalla stampa mainstream. Nonostante affermazioni propagandistiche di ogni sorta, il genocidio e i bombardamenti non sono mai terminati, mentre la popolazione civile è ormai forzatamente ristretta in un'area che corrisponde a circa il 20% del territorio in precedenza disponibile. Gli aiuti umanitari e le organizzazioni internazionali continuano a non potere entrare nella striscia, mentre sono rimasti solo i report delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali a indicare l'entità e la violenza dei continui attacchi mirati sulla popolazione civile. La situazione è drammatica anche in Cisgiordania, dove gli assalti dei coloni continuano senza sosta, con il pieno sostegno dell'esercito israeliano. Le mobilitazioni a sostegno della popolazione palestinese, però, continuano anche attraverso una serie di progetti e iniziative di informazione e di produzione culturale a cui partecipano, tra l'altro, le stesse persone palestinesi che intendono continuare a denunciare la situazione.
Nella notte di sabato un'altra violenta aggressione si è consumata a Roma, nel quartiere Pigneto, ai danni di una donna che rincasava. L’intervento di un residente che ha aperto la finestra e ha gridato forte, ha messo in fuga l’aggressore. Sappiamo che queste aggressioni non sono casi isolati o privati. Si inseriscono in un clima politico e mediatico che incentiva la violenza lungo le linee del genere e della razza. Una situazione politica, nazionale e globale, che nega la violenza di genere, maschilista, abilista, patriarcale e razzista e parallelamente alimenta la cultura dello stupro, sdoganando comportamenti aggressivi e predatori. La spirale di odio e risentimento viaggia velocemente. Le parole di chi ci governa e dei politici di turno si traducono in azioni violente, precise e mirate nei luoghi che abitiamo ogni giorno. Ci inquieta la violenza propagata sui social e nella manosfera, strumento di legittimazione di un sistema patriarcale che discrimina, confina, odia, uccide. Il circo mediatico, che ha volutamente falsificato quanto avvenuto, contribuisce ad alimentare la dinamica razzista e violenta anche negli spazi digitali, senza mai prendere in considerazione chi queste violenze le subisce. Ci sentiamo bersagliatə negli spazi fisici e digitali, ma non accettiamo di normalizzare questa violenza patriarcale. E non accettiamo la strumentalizzazione razzista della violenza di genere, agita dalle forze politiche e dai media. Per questo torniamo in strada a portare la nostra rabbia. Torniamo in strada perché non vogliamo stare in silenzio. Torniamo in strada perché non vogliamo fare finta di niente, per tornare a gridare forte “sorella non sei solə”. Più presidi di polizia e l’istituzione di nuovi reati non sono la soluzione. Serve ricostruire trame sociali, solidarietà e cooperazione, in strada, negli spazi in cui viviamo, nei quartieri che frequentiamo. Ascoltarci, riconoscerci, tenerci per mano. Insieme. Fermarci, non girarci dall’altra parte, aprire le finestre, urlare. Urlare forte. Anche per chi non ha voce.
Nel dicembre 2024 alcun* compagn* portano la protesta fin dentro la sede della Leonardo di via Tiburtina, con un piccolo corteo interno, per denunciare la corresponsabilità della spa a controllo pubblico con il genocidio a Gaza e l'economia di guerra. Due mesi dopo, le guardie private di Leonardo denunciavano per "turbativa di possesso" due delle persone che avevano partecipato alla manifestazione. La Leonardo si è costituita parte civile e richiede alle due persone centocinquantamila euro di danni. Ne parliamo con la compagna sotto processo
In una corrispondenza con Tony , diamo innanzitutto un aggiornamento sulla situazione degli attivisti e delle attiviste che sono stati liberati ieri dalle carceri libiche: tutti e tutte sono arrivati a Tunisi nella prima serata di ieri sera, mentre stamani Matias, Dina e Domenico sono atterrati a Fiumicino, esattamente un mese dopo il sequestro avvenuto al confine di Sirte. Domenico e Dina hanno raccontato quanto è accaduto durante il periodo di detenzione, vissuto senza alcun contatto con l'esterno. Grande pressione diplomatica, per la loro liberazione, è stata esercitata soprattutto da parte della Turchia, nonostante non ci fossero persone turche sotto sequestro; nessuna forma di condanna, invece, è stata espressa da parte del governo italiano, anche a causa della forte influenza esercitata nel nostro paese dall'entità sionista. Passiamo quindi a tracciare un bilancio delle ultime due missioni della Sumud che, a causa delle politiche repressive e della violentissima propaganda, non hanno conosciuto gli stessi livelli di sostegno e di indignazione di massa dell'autunno scorso. D'altra parte, l'unica maniera di fare argine quando le istituzioni falliscono è la mobilitazione dal basso, che deve continuare con forza per contrastare tutte le violazioni del diritto internazionale e umanitario, soprattutto In Italia, dove, in generale, il livello di mobilitazione e di consapevolezza su quanto accade in Palestina è potenzialmente abbastanza elevato.
Oggi alle 17.30 nella sede della Stampa estera a Palazzo Grazioli si tiene la prima presentazione della graphic novel Morte di un poeta di Marina Collaci e Paolo Quinti.
La vicenda è quella di Peppino Marotto, pastore, poeta, cantore e sindacalista, ucciso nel 2007 ma è anche l'occasione di parlare di un territorio, la Sardegna, colonizzato e sfruttato ma anche terra di resistenza.
Bande de femmes, #BDF, banda di donne, gang di donne, ma anche gioco linguistico con Bande dessinée (il termine francese per indicare le strisce illustrate dei fumetti) è un festival di fumetto e illustrazione a partire dalle artiste, illustratrici e fumettiste organizzato dalla Libreria femminista Tuba che coinvolge molti altri spazio al Pigneto.
L'edizione 2026, la tredicesima, si svolgerà il 30 giugno con la Notte a colori, il 1 e 2 luglio con Blossoms e il 3 e 4 Luglio 2026 con gli incontri a via Pesaro.
Ne parliamo con una delle curatrici
Il 17 giugno 2016 è morto Carlo Ginzburg, noto storico che alla cultura popolare ha dedicato studi fondamentali come I benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento (1966), Il formaggio e i vermi. Il cosmo di un mugnaio del Cinquecento (1976), Storia notturna. Una decifrazione del sabba (1989).
Ne parliamo con Cora Presezzi, storica della stregoneria e autrice tra gli altri dell'articolo "Frammenti di vite lontane, sconosciute e familiari. In ricordo di Carlo Ginzburg".
Vi proponiamo anche di riascoltare la lunga intervista rilasciata da Ginzburg nel 2015 a Radio Onda Rossa
From the publisher's feed