Radio Onda Rossa

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  • Una sottoscrizione per Asterisco che rischia di chiudere

    Asterisco è una casa editrice che è nata nel 2019 con il desiderio e la necessità di fare militanza editoriale e culturale queer e transfemminista, e in questi anni abbiamo provato a farla cercando di navigare in quel mare caotico che è il mercato editoriale italiano, dove i pochi gruppi editoriali, Amazon e altre piattaforme online determinano i rapporti di forza in maniera sempre più evidente.

    L’editoria e le librerie indipendenti, la controcultura, le narrazioni autodeterminate dei gruppi marginalizzati sono presidi necessari per mantenere vive le storie di chi ha lottato e di chi lotta ogni giorno contro le violenze e le oppressioni.

    Lavoriamo in redazione tramite la partecipazione collettiva, cerchiamo di attraversare le contraddizioni in cui ci muoviamo inevitabilmente e raggiungiamo scelte condivise attraverso il consenso e non il voto; questa l’etica e gli strumenti che ci consentono di tenere viva la forza dirompente dell’asterisco, come margine in cui identificarsi, perché simbolicamente rimanda ad altro, ad una nota, ad una variante del canone, della norma.

    Questi ultimi anni sono stati particolarmanete pesanti economicamente, per l’incremento dei prezzi della carta e degli inchiostri, per l’incremento dei costi della logistica e per una (costante) precarietà delle vite delle singole persone in collettivo; abbiamo numerosi progetti in cantiere, su alcuni ci stiamo lavorando in queste settimane, ma la situazione del nostro conto bancario ci impone di fermarci un attimo e di chiedere sostegno a chi in questi anni non ha potuto fare a meno delle pubblicazioni di Asterisco e a chi ne sente ancora il bisogno.

    Se potete e volete vi chiediamo un supporto economico, dal 14 al 31 maggio potete donare attraverso il link di Produzioni dal Basso.

    Una donazione per rinforzare la base del progetto editoriale, aiutarci a coprire i debiti che abbiamo e proseguire con i nuovi progetti editoriali.

     

    Per donare: https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-asterisco-edizioni-sostieni-l-editoria-queer/

     

    15 min
  • Presentazione di 181 giorni contro il 41bis

    In questa corrispondenza presentiamo il documentario "181 giorni contro il 41bis. Lo sciopero della fame di Alfredo Cospito". Un documentario che parla della mobilitazione al fianco di Alfredo Cospito contro il 41bis e l'ergastolo ostativo. 

    In questa corrispondenza commentiamo anche la nuova uscita del documentario "Silenzio stampa" di cui alleghiamo il link dove potete trovare il video: https://www.youtube.com/watch?v=GwP1ubpzvvY 

     

    17 min
  • [Ponte Radio] No CPR No Frontiere

    Nella prima parte abbiamo intervistato un compagno del collettivo No CPR No Frontiere FVG ed abbiamo affrontato il problema del CPR di Gradisca d'Isonzo.

    Nella seconda parte abbiamo intervistato dei collettivi spagnoli tra cui l'Asamblea Anticarcelaria Transfeminista Madriz, che sono ad un presidio fuori al parlamento spagnolo e portano avanti la campagna LUCHA CONTRA LA DESATENCIÓN SANITARIA EN LAS CÁRCELES.

    1 hr 51 min
  • [split] Cold war

    38 Spesh - Cold war

    Psycho Realm - Circles of sin

    UFO Fev - Motion

    E P M D - Stricly business

    Recognize Ali & Giallo Point - Criminal kind

    Eric B & Rakim - I ain't no joke

    Jpeg Mafia - Lights

    De La Soul - Pain

    Doechii - Crazy

    Sampa the Great - Shadows

    Little Simz - That's a no no

    Ty - Wait a minute

    Mike D - What we got

    NWA - Appetite for distruction

    9th Wonder - Supreme rmx

    Dr Dre - Let's get high

    Planet Asia - The chief rocka

    Wyclef Jean - Gone till november

    Dos du Muni - Mon jardin

    Assalti Frontali - Sognatori

    AK 47 - Nella mischia

    Yung Paninaru - Ratata

    Carenza 503 - Scena trans

    Sam Arcanda - Corri baby corri

    Kento - Collutorio

    Tara - Remake

    Cuba Cabbal - Circuito chiuso

    Fuksia - Bella mer

     

    1 hr 34 min
  • Gioia Tauro: porto in sciopero

    Calabria, porto di Gioia Tauro. Oggi in sciopero uno dei principali porti del traffico di navi che trasportano materiale per uso militare in Israele; ne parliamo con la giornalista e attivista italo palestinese Dalia Ismail. 

    Di seguito il comunicato:

    "FUORI LA GUERRA DAI NOSTRI PORTI"

    Con lo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra Ore 18.30 conferenza stampa – lungomare di San Ferdinando

    Il Coordinamento Calabria per la Palestina convoca per venerdì 29 maggio alle ore 17.00 un presidio davanti al Porto di Gioia Tauro, aderendo allo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra, lanciato dall’appello dei Giovani Palestinesi d’Italia e raccolto da realtà sindacali, sociali e politiche in tutto il Paese. A partire dalle ore 18.30 si terrà una conferenza stampa sul lungomare di San Ferdinando per rilanciare l’azione di lotta contro la filiera bellica e l’economia di guerra. Facciamo nostro il senso profondo della dichiarazione dei GPI: oggi la Palestina, da Gaza a Gerusalemme, chiama alla mobilitazione generale contro il genocidio, contro la pena di morte dei prigionieri palestinesi, contro l’economia di guerra e contro la complicità degli Stati che permettono, finanziano, armano e proteggono l’occupazione coloniale israeliana. Il genocidio non si compie solo con i bombardamenti. Si compie anche con la firma su un contratto militare, con un veto al Consiglio di Sicurezza ONU, con il silenzio scelto davanti a decenni di prigionieri palestinesi brutalizzati dalle forze criminali dell’esercito israeliano. ridotti a oggetti di

    scherno. Noi non aspettiamo che le vittime abbiano i passaporti giusti per indignarci.

    Per questo diciamo con chiarezza: i porti non possono essere retrovie della guerra. Gioia Tauro non può essere trattata come una semplice infrastruttura neutrale dentro un’economia globale che trasporta armi, profitti, sfruttamento e morte. Ogni porto attraversato dalla filiera bellica è parte di un sistema che rende possibile il genocidio: dalla produzione militare alla logistica, dai contratti commerciali alle coperture diplomatiche, dalle basi militari alle rotte del commercio internazionale. Non lavorare per la guerra significa interrompere la catena logistica che rifornisce l’esercito israeliano. Significa rifiutare che il lavoro venga arruolato nella macchina bellica. Significa rompere la normalità della complicità. Significa dire che nessuna banchina, nessun container, nessuna

    infrastruttura del nostro territorio deve servire al massacro del popolo palestinese. La nostra azione dal basso ha già dimostrato che fermare le armi nei porti è possibile. La Calabria sa bene cosa significhi essere trattata come una periferia sacrificabile, da sfruttare e militarizzare. La logica coloniale, razzista ed estrattiva che devasta la Palestina è la stessa che trasforma il Mediterraneo in una frontiera armata, i nostri porti in snodi bellici e il lavoro in un
    ingranaggio di morte.
    Per questo lo sciopero del 29 maggio non riguarda solo la Palestina. Riguarda tutte e tutti noi. Riguarda il diritto di sciopero, attaccato e represso proprio quando prova a colpire i nodi reali del potere economico. Riguarda le lavoratrici e i lavoratori della logistica, dei porti, dei trasporti, dei servizi, chiamati a scegliere se continuare a essere usati dentro l’economia di guerra o diventare forza capace di interromperla. Come ricordano i Giovani Palestinesi d’Italia, la repressione contro chi ha scioperato e manifestato non è un fatto isolato: si inserisce nella politica di guerra dello Stato italiano, che restringe gli spazi di dissenso mentre aumenta le spese militari, sostiene Israele, criminalizza la solidarietà e tenta di colpire lo sciopero come strumento politico decisivo. È il momento di allargare la mobilitazione e bloccare la filiera bellica.

    Invitiamo tutte le realtà solidali, sociali, sindacali, politiche, studentesche, ecologiste, femministe e antirazziste della Calabria a unirsi al presidio. Venerdì 29 maggio, ore 17:00 Presidio davanti al Porto di Gioia Tauro

    Conferenza stampa ore 18.30 – lungomare di San Ferdinando Con lo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra Blocchiamo la filiera bellica. Fuori la guerra dai nostri porti. Non lavoriamo per il genocidio. Palestina libera.
    Firmato (In ordine alfabetico) BDS Calabria e gruppo embargo militare Coordinamento Calabria per la Palestina Global Sumud Calabria global-intifada.org Thousand Madleens to Gaza

    14 min

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