
Sign up to save your podcasts
Or


Provocare non è cercare la rissa ma accendere una scintilla che costringe il pubblico a guardare da un'altra prospettiva quello che dava per scontato. È salire su un palco e sfidare l'immaginario di chi ascolta usando solo la comicità come arma, senza bisogno d'altro. Stasera lo raccontiamo con chi di questo mestiere ne ha fatto una vita intera: quasi trent'anni a cambiare maschera e format, sempre con lo stesso obiettivo, stupire chi pensava di averlo già inquadrato.
Esiste una spinta ad essere diversi anche quando il DNA dice il contrario: due persone identiche che rivendicano il diritto di assomigliare solo a sé stesse. Joshua e Benjamin tornano per raccontare cosa succede quando il mondo (genitori, scuola, amici, ma anche sconosciuti per strada) si aspetta che siano una cosa sola, e loro vogliono essere, semplicemente, due anime uniche.
Osare non è solo il salto grande, quello che si racconta dopo. È anche la versione minima e quotidiana: cambiare rotta senza sapere cosa c'è dopo, ricominciare da zero quando sarebbe più comodo restare fermi, mettersi accanto a chi è l'opposto di te e costruirci qualcosa insieme. Stasera lo raccontano due persone che il rischio l'hanno preso in due modi diversi: chi ha lasciato tutto per il mestiere, e chi il mestiere l'ha trovato per caso, nel momento più fermo di tutti.
Caino e Abele è la prima storia di fratelli mai raccontata e la prima a parlare di invidia, sangue, e del peso di stare vicino a chi ti somiglia troppo. Stasera la portiamo nel presente con Joshua e Benjamin Israel, gemelli nella vita reale, che quella domanda (restare uniti o cercare la propria strada?) l'hanno vissuta sulla pelle. Non c'è un fratello buono e uno cattivo: c'è solo la fatica, bellissima, di crescere in due.
I numeri sembrano fatti per contare, misurare, mettere ordine. Ma da sempre l’uomo li usa anche per cercare senso: nei testi sacri, nei simboli, nelle date, nelle coincidenze, nelle ferite, nei cicli della vita. In questa puntata ritroviamo Giulia Valerio, zia Giulia, che non parla di numerologia come di un oroscopo, ma come di una piccola caccia spirituale dentro i numeri che attraversano il Vangelo, la Genesi, le tradizioni religiose, i tarocchi e l’invisibile. Con lei “dare i numeri” diventa un modo per parlare di Dio, fede, traduzioni, guarigione, bene e male, realtà e immaginazione. Una puntata leggera e profondissima, che prova a chiedersi se i numeri servano solo a spiegare il mondo, o anche a sentirlo e percepirlo.
L’energia non accende soltanto le case: muove economie, guerre, città, abitudini e intere civiltà. In questa puntata attraversiamo il rapporto tra ambiente, potere e futuro insieme a Luca Mercalli, partendo dalle fonti che hanno trasformato la storia - dal fuoco al carbone, dal petrolio alle rinnovabili - per arrivare al clima che cambia e ai limiti di un sistema fondato sulla crescita continua. Con Gioele e Lorenzo allarghiamo lo sguardo alle scelte quotidiane, alla tecnologia e al modo in cui ciascuno abita il proprio ambiente. Una puntata che prova a capire non soltanto che tempo farà, ma che mondo stiamo preparando.
La danza comincia dal corpo. Comincia da un corpo presente, che respira, cerca spazio, trova ritmo, prova a raccontare qualcosa. In questa puntata attraversiamo la danza come arte del limite e della libertà, con tre ballerini che portano in scena tre modi diversi di abitare il corpo: Giulia Balla, Daniele Terenzi e Simona Atzori. Sindrome di Down, supporti prostetici, focomelia (assenza di alcuni arti) non diventano ostacoli da superare, ma grammatiche diverse del movimento, modi nuovi di sentire la musica, occupare la scena, aprire le danze. Dopotutto, ballare significa proprio questo: non chiedere al corpo di essere ideale, ma permettergli di diventare linguaggio, presenza, racconto.
Essere gemelle significa assomigliarsi prima ancora di parlare. Significa condividere un volto, un’origine, spesso un immaginario, e poi passare la vita a dimostrare che somigliarsi non vuol dire essere la stessa persona. In questa puntata attraversiamo il mondo delle gemelle come fenomeno biologico e culturale: dai gemelli monozigoti/eterozigoti agli stereotipi sulla telepatia, dagli esperimenti più discussi della storia alle gemelle famose dello spettacolo, dei social e del cinema. Con Giulia e Silvia Provvedi (in arte, le Donatella), proviamo a raccontare il doppio non come copia, ma come mistero dell’identità. Perché a volte la domanda non è “chi è chi?”, ma quanto siamo davvero riconoscibili per quello che siamo.
Il culturismo comincia dal corpo, ma non si ferma ai muscoli. In questa puntata attraversiamo il mondo del bodybuilding insieme ad Andrea Presti, uno dei culturisti italiani più importanti degli ultimi decenni, capace di riportare l’Italia vicino ai vertici del Mr. Olympia. Raccontiamo la storia di una cultura nata tra palestre, miti americani, sacrificio sportivo e barattoli di proteine, ma anche i suoi stereotipi, i suoi equivoci e le sue zone più delicate. Perché il culturismo non è solo “diventare grossi”: è chiedersi fino a che punto si possa trasformare il corpo in progetto, presenza, limite e linguaggio.
La maternità non è un’etichetta da appiccicare davanti a una donna. È una parte importante della vita, ma non dovrebbe diventare l’unica lente attraverso cui guardare una persona. In questa puntata partiamo dalle “mamme equilibriste” per raccontare cosa significa oggi essere madri e lavoratrici, tra carriera, figli, congedi, nidi, nonni, corpi che cambiano e desideri che non spariscono. Lo facciamo con Lodovica Comello e Chiara Lippi, due artiste che conoscono bene il palco, la comicità e il caos bellissimo della vita familiare. Perché alla fine non si tratta di chiedere alle madri di essere perfette, ma permettere loro di essere intere: professioniste, donne, compagne, stanchezze e contraddizioni.
From the publisher's feed
Un format temerario che sfida le logiche radiofoniche: una coppia di conduttori che si autodefinisce “improbabile”, composta da Paolo Ruffini e Federico…