Radio Up&Down

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By Radio 24
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Radio Up&Down episodes

  • Radio Up&Down del 2 maggio 2026

    Le parole non servono solo a raccontare la realtà: la costruiscono. In questa puntata proviamo a capire cosa accade quando cambiamo il linguaggio con cui descriviamo noi stessi, gli altri e il mondo. Dalla Neurolinguistica alla Programmazione Neurolinguistica (PNL), fino alla Human Connections Engineering di Paolo Borzacchiello, esploriamo l’idea che il cervello non reagisca ai fatti, ma alle cornici con cui li definiamo/interpretiamo. E che, forse, modificare un frame non significhi mentire alla realtà, ma disvelarla.

    49 min
  • Libertà

    La libertà non è un punto di partenza. È una conquista che, a volte, nasce da un gesto radicale: disobbedire. La Resistenza ce lo insegna: uomini e donne comuni che, davanti a un’ingiustizia, hanno scelto di non obbedire più. Da lì è nata la nostra democrazia, da lì nasce ancora oggi ogni forma di partecipazione. In questa puntata attraversiamo la libertà come scelta, come responsabilità e come atto vivo: dalla memoria di chi ha lottato, alle parole che oggi la tengono accesa. E lo facciamo anche con lo sguardo di chi, come Paolo Rossi, usa il teatro e la satira per continuare a disobbedire con intelligenza, con ironia, con coscienza. Perché la libertà, come dice Calamandrei, è come l’aria: ci accorgiamo di quanto vale solo quando comincia a mancare.

    47 min
  • Stracult

    “Stracult” è una parola inventata da Marco Giusti. È un titolo televisivo, certo: Stracult, il programma andato in onda su Rai2 dal 2000 al 2020. Ma è anche qualcosa di più: una categoria mentale, un termine-ombrello sotto cui viene raccolto un intero pezzo di cinema italiano. Con Marco Giusti e con l’ingresso di Marco Baruffaldi, la puntata diventa un viaggio dentro un cinema che non chiede permesso, che non si giustifica, che vive di eccessi, corpi, violenza, risate, stereotipi, invenzioni. Un cinema che forse non è “nobile”, ma è stato fondamentale per capire chi siamo stati. E, in filigrana, chi siamo ancora.

    44 min
  • Poronkusema

    Esistono parole che non servono a comunicare, ma a rivelare. Rivelano una visione del mondo, un’idea di Dio, una cultura, un modo di stare nella realtà. In questa puntata, la parola diventa chiave di accesso a due territori diversi e complementari: il sacro e l’assurdo, la Scrittura e il linguaggio quotidiano. Con Igor Sibaldi e Antonello Taurino attraversiamo parabole, traduzioni sbagliate, parole intraducibili e immagini impossibili. Perché a volte una sola parola basta a svelare ciò che siamo, ciò che crediamo, e il mondo in cui viviamo.

    44 min
  • La felicità è un atto rivoluzionario

    In un mondo che educa alla rassegnazione, la felicità diventa un gesto sovversivo. Non uno stato d’animo, ma una presa di posizione: contro l’infelicità comoda, contro l’adattamento, contro l’idea che “così va il mondo”. In questa puntata, nelle parole di Igor Sibaldi, la felicità emerge come atto creativo, intimo e politico insieme. Essere felici significa smettere di restare nel buio, scegliere la luce, e accettare di essere visti. Perché chi è felice non si limita ad abitare il mondo che c’è: ne immagina e ne costruisce uno nuovo.

    44 min
  • Vizi(osi) e vizi(ati)

    Superbia, ira, accidia… ma oggi, siamo più viziosi o semplicemente viziati? Ripercorriamo i sette vizi capitali tra gironi danteschi, Guinness dei primati ed epoca social, per scoprire come si sono trasformati nel tempo. C’è chi li condanna, chi li esibisce, chi li confonde con le virtù. Paolo svela quello che per lui è “l’ottavo peccato capitale”: la tristezza. E ancora, dal numero 7 come simbolo sacro alle nuove ossessioni contemporanee, fino al rovescia-mento dei vizi in virtù, e viceversa. Una puntata che scava nel peccato… ma con un sorri-so.

    51 min
  • Traduci il tradimento

    Tradurre è portare altrove; tradire è consegnare via. In mezzo c'è una perdita (forse una nascita): il senso cambia casa. Come nella vita: amicizia, promessa, amore - ogni patto può incrinarsi e diventare gelosia, fino alla follia. Con Erika Bonura attraversiamo le due sponde: dalla lingua che non torna mai identica a sé, all'amore che non torna mai identico a ieri. Possiamo tradurre senza tradire? E, quando amiamo, possiamo restare fedeli senza smettere di cambiare?

    45 min
  • DeSÌderio

    Desiderio è una parola antica, che nasce guardando il cielo. Viene dal latino de-sidera: sentire la mancanza delle stelle. In questa puntata proviamo a restituire al desiderio la sua dignità profonda, distinguendolo dai bisogni e liberandolo dall'idea di capriccio. Con Igor Sibaldi attraversiamo linguaggio, etimologie e immaginario popolare per capire perché i desideri non siano illusioni, ma segnali. E perché, forse, dire "dè, sì" a un desiderio è il primo atto di libertà possibile.

    43 min
  • (Mal)essere o non (Mal)essere

    Che cos'è oggi il malessere? È una posa, un gin tonic in mano e il mocassino rosso? O è una parola seria, che racconta la fatica di attraversare un momento buio? In questa puntata, con Leonardo Decarli, partiamo dal suo personaggio più famoso - il tipico "red flag" di cui parla la GenZ sui social - per allargare lo sguardo sul nostro tempo. Perché dietro la gag c'è una generazione che oscilla tra ironia e fragilità, tra esibizione e depressione. E allora ci chiediamo: quando il malessere è maschera e quando è verità?

    45 min
  • Hoffman, non Dustin

    Da una gag tra Fiorello e Dustin Hoffman al viaggio dentro l'Istituto fondato da Bob Hoffman: un percorso per ritrovare l'io bambino e imparare a nutrire la parte migliore di sé. Con Giosè Milli, uno dei maestri dell'Istituto, Paolo racconta come si può tornare piccoli per diventare grandi davvero. Tra le pagine del suo nuovo libro, la sensibilità di Rido perché ti amo, le voci de Il Babysitter e Il Badante, scopriamo che crescere non significa spegnersi, ma riscoprire la luce nelle proprie tenebre. Una puntata che parla di vita, con ironia e profondità.

    0 min

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