I viaggi in macchina, la colonna sonora perfetta per iniziare o terminare la giornata e un eterno dubbio: cosa fare quando alla radio passano proprio quella canzone? Restare in macchina, con il rischio di timbrare il cartellino all'ultimo secondo utile oppure mettere da parte le nostre emozioni e incamminarci mestamente verso il luogo di lavoro? Difficile decidere, anche perché i cantanti non stanno lì a suonare per risolvere i nostri dilemmi: più prosaicamente, il loro mestiere è fatto di musica e parole. Un connubio magico e potentissimo, soprattutto quando diventa il terreno di incontro per due fuoriclasse: uno è il leader di un gruppo che si è affacciato da poco all'elettronica, l'altro è un camaleonte che - archiviata anzitempo la sbandata new wave di inizio anni Ottanta - sta per cambiare pelle. Freddie Mercury, spalleggiato dai suoi sodali di sempre, e David Bowie si ritrovano in campo neutro (uno studio di registrazione in Svizzera) per registrare uno dei più grandi duetti della storia della musica leggera: un brano che parte con un soffice giro di basso, punteggiato timidamente dal pianoforte. Sembra quasi una falsa partenza, ma ci vuole poco per capire che quella melodia così sospesa, in realtà, è il preludio a un'esplosione di suoni e voci che si rincorrono, si superano e quasi si scontrano. Fino all'epilogo, quando le luci si abbassano e resta solo uno schiocco delle dita a volteggiare nell'aria. Come se non bastasse, il dilemma dell'inizio è rimasto lo stesso: scendere o restare in auto ad ascoltare? Chi ci vuole bene saprà pazientare. (Il nostro datore di lavoro un po' meno).
La passione per la musica interrotta sul più bello è il pretesto per parlare di Under pressure, una delle pietre miliari della carriera dei Queen e di David Bowie, a cui è dedicata la tredicesima puntata di Una musica può fare - Storie di canzoni che ci hanno cambiato la vita, il podcast di Radio Venti dedicato ai grandi classici della musica italiana e internazionale.
Il curatore e conduttore del programma, Carmine Marino, ringrazia Rosamaria Trunzo per l'amichevole collaborazione.