Respiro

Respiro

Download on the App Store

Respiro episodes

  • La Parola nella tua vita: Lampada o cero fumante?

    Non so se ti è già capitato di parlare con dei non udenti. Se si avrai notato che pur non potendo sentire, sanno però ascoltare. Si concentrano. Ascoltano con gli occhi e con un “sesto senso”. Leggono le parole sulle labbra con attenzione e concentrazione.

    Pochi giorni fa abbiamo incontrato una nostra conoscente non udente, è sempre un piacere scambiare due parole con lei. Ho già cercato di immaginare come sarebbe la mia vita senza l’udito. E tante volte mi chiedo, come posso migliorare il mio udire.

    Cosa, chi, dovrei ascoltare di più e chi, cosa, di meno, come potrei ascoltare meglio.

     

    La Bibbia ci invita ad essere ascoltatori della Parola di Dio.

    Deut. 5,27 “Avvicìnati tu e ascolta tutto ciò che il SIGNORE, il nostro Dio, dirà…”

    Una delle preghiere antiche del Pentateuco inizia con “Ascolta”. 

    Deut. 6,4 Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l'unico SIGNORE.

     

    Giacomo 1, 19: “Che ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira” Pronto ad ascoltare la Parola, perché? 

    Perché essa è potenza creatrice, fonte di vita. Ci ha rigenerati, e continua la sua opera di perfezionamento e di edificazione e benedizione in noi, ogni volta che l’ascoltiamo e ne facciamo tesoro. Dio vuole parlarci (non, in primo luogo, colpirci – o toccarci) – ma dialogare con noi, ammaestrarci, insegnarci la verità.

     

    Essa è la parola di verità e per questo siamo chiamati ad ascoltarla con particolare attenzione. Ma non solo, siamo chiamati ad essere ascoltatori e anche esecutori. Per questo motivo, abbiamo bisogno di ascoltarla e riceverla con cura.

    Non in modo rozzo, ma prestando attenzione a non romperla a non danneggiarla. Così dice il NT “ricevete con dolcezza la parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre…dopo aver deposto ogni spirito di malizia” (Gia. 1,21). Quando riceviamo la parola con cura, con dolcezza, cresciamo.

     

    La domanda che il testo di oggi ci invita a meditare è: Dove si trova la Parola nella tua vita? È bene in vista? Sulla lumiera?

    Nel centro della tua vita, dove può irradiare luce a tutta la tua persona? O è nascosta, dimenticata, sotto il moggio, sotto un recipiente, da qualche parte in uno sgabuzzino? 

    La Parola di Dio nella tua vita è una lampada oppure un cero fumante? Una volta forse brillava, ora fa soltanto fumo e il fumo negli occhi è irritante.

     

    Il posto che dai alla Parola è il posto che dai a Dio a Cristo stesso. Perché lo Spirito del Signore agisce in stretto contatto con la Parola, che lui stesso ha ispirato. 

    I profeti dell’AT illustrano bene questa verità. Nessun profeta di Dio veniva mandato senza esser equipaggiato dello Spirito del Signore, e della Parola del Signore. Annunciavano il giudizio, salvezza, portando grazia, vita e fertilità.

     

    Vedremo questo stamattina nel testo di 2Re 2, 15 – 22. Eliseo aveva lo stesso spirito di Elia, era ripieno dello Spirito Santo come lo era Elia. E, più sotto leggiamo che la Parola di Dio era sulla sua bocca: “così dice il Signore” v. 21.

    Lo Spirito e la Parola. Esattamente come disse anni dopo anche Gesù: le mie Parole sono “spirito e vita” (Giovanni 6, 63).

    43 min
  • Dirsi addio; abbandonarsi a Dio!

    Ci sono momenti che piacciono solo a pochi. Sono i momenti dell’addio.

    Momenti in cui ci si deve separare da persone care, per un periodo più o meno lungo, o per ragioni che sfuggono al nostro controllo.  

    Un terapeuta consigliava alle coppie di salutarsi quando uno esce di casa, non si sa mai se capita qualcosa per strada, e se si rientra. Così ci si è lasciati bene.

    Alcuni addii sono per sempre. È un normale processo di vita. Uno dei più famosi cantanti italiani, Lucio Battisti ha composto una canzone che s’intitola “separazione naturale”.  

    Quando ero ragazzo e frequentavo le scuole in un istituto di Lugano, alla fine dell’anno scolastico cantavamo la canzone: “E’ l’ora dell’addio, fratelli / E’ l’ora di partir / Il canto si fa triste: ‘che partir è un po’ morir!”

    Il testo biblico di oggi parla però di un altro addio. Si tratta di due persone, che si lasciano per sempre, uno passa nell’eternità, l’altro rimane, ma nessuno dei due muore. Questa separazione non è naturale ma soprannaturale. E in questo caso, partire non è morire. Partire è vivere. 

    Elia viene rapito in cielo, vivente, senza passare per la morte. Non sappiamo in quale momento preciso sia avvenuto il passaggio da questa vita alla prossima. Ma, comunque, Elia lascia vivo questa vita. Elia è l’uomo che non è mai morto. 

    Eliseo rimane ed è pronto per continuare da solo l’opera di Dio iniziata da Elia. Ha saputo imparare dal presente, dal passato ed è pronto per il futuro, come abbiamo visto la volta precedente. Egli ha il suo filo diretto con Dio, è pronto ad assumersi le sue nuove responsabilità.

     

    Lettura del testo: 2Re 2, 7 - 12

    39 min
  • Dio non vuole che tu sia sbadato/a, ma capace di apprendere

    Testo Biblico: 

    Testo: 2 Re 2, 1 – 7

    Dio non vuole che tu sia sbadato/a, ma capace di apprendere

    Questa è la volontà di Dio per tutti noi, la lezione del testo biblico che abbiamo letto. 

    Dopo la sua chiamata, in un primo tempo, Eliseo rimane nascosto, dietro le quinte, al servizio di Elia. Giunge però per lui il momento per proseguire da solo. Dio decide di riprendersi Elia, in modo unico e miracoloso, e sa che Eliseo è pronto per camminare da solo e per compiere i suoi passi dipendendo soltanto da Dio.

    Imparare a camminare da soli, dipendendo da Dio, senza appoggiarci più su delle persone, è una lezione da imparare per tutti e richiede capacità di apprendimento, e voglia di imparare. 

    Questa mattina vediamo tre modi per diventare persone non sbadate, ma capaci di apprendere: a) Usare bene il presente b) Imparare dal passato c) Prepararsi per il futuro. Lettura del testo: 2Re 2, 1 – 7.


      1. Usare bene il presente

      Pare che siano passati 10 anni, dalla chiamata di Eliseo in 1Re 19, che abbiamo approfondito la scorsa volta, agli avvenimenti descritti nel testo di oggi. Durante questo periodo Eliseo c’è, ma non si parla di lui. Non è al centro dell’attenzione. È al seguito di Elia. Per lui sono anni importanti, di apprendimento. Anni in cui ha imparato molto, ha tratto il massimo, stando con Elia. 

      Come e che cosa ha imparato?

      Ha osservato, per esempio, che Elia era paziente...

      41 min
    1. Anche tu sei chiamato

      Quali sono i motivi che ti fanno gioire di solito? Oppure, per quali ragioni non ti rallegri, o gioisci poco? Quali motivi ti impediscono di rallegrarti?

      Forse hai l’impressione di non aver alcun motivo per rallegrarti, per festeggiare, per celebrare.

      Tu sei chiamato da Dio, Questo è un motivo di festa.

      La tua chiamata è motivo di festa nei cieli!

      La parola festa si trova 112 volte nella NRV e 4 volte in Luca 15 “portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa… ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato” (v24 e 32) In Luca 15,10 Gesù dice: “Così, vi dico, v'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede.”


      E siccome nel cielo si vive la dimensione dell’eternità, possiamo immaginare che la mia e la tua festa in quella dimensione sta ancora continuando.

      E fino alla fine, avremo nella nostra (mia e tua) chiamata alla vita nuova, alla grazia, motivo per festeggiare.

      Per il profeta Elia fu una grande gioia, direi un sollievo, un motivo per festeggiare quando incontrò Eliseo e lo unse come profeta. 

      Infatti, Elia era appena passato per una grande crisi, per una forte depressione (Puoi approfondire in 1Re 19). Una profonda crisi esistenziale, per cui il NT ci ricorda che anche lui era un “uomo sottoposto alle nostre stesse passioni” (Giacomo 5,17).

       

      Elia aveva toccato il fondo dello scoraggiamento. Era deluso per i risultati della sua missione. Era inasprito contro la gente, che onorava Dio soltanto con le labbra.

      Era ferito nei sentimenti. Aveva creduto di essere l’unico rimasto dalla parte del Signore e della Sua causa, e che tutti gli altri gli fossero contro di lui e cercassero di ucciderlo. “I figli d’Israele hanno abbandonato il tuo patto, — dice Elia — hanno demolito i tuoi altari e hanno ucciso con la spada i tuoi profeti; sono rimasto io solo e cercano di togliermi la vita” (1 Re 19,14).


      Elia partì di là e trovò Eliseo, figlio di Safat, il quale arava con dodici paia di buoi davanti a sé; ed egli stesso guidava il dodicesimo paio. Elia si avvicinò a lui, e gli gettò addosso il suo mantello. 

      Eliseo, lasciati i buoi, corse dietro a Elia, e disse: «Ti prego, lascia che io vada a dare un bacio a mio padre e a mia madre, e poi ti seguirò». Elia gli rispose: «Va' e torna; ma pensa a quel che ti ho fatto!» 

      Dopo essersi allontanato da Elia, Eliseo tornò a prendere un paio di buoi, e li offrì in sacrificio; con la legna dei gioghi dei buoi fece cuocere la carne e la diede alla gente, che la mangiò. Poi si alzò, seguì Elia, e si mise al suo servizio. (Testo 1Re 19, 19 - 21)

      41 min
    2. Vicino a Dio

      Eccoci arrivati alla terza stagione. Questa volta ci immergiamo ancora più a fondo nelle scritture! 

      Lo scopo che Dio persegue è: attirarci a sé. Vuole guidarci alla sua presenza. E a nulla serve praticare riti, dire preghiere, leggere la parola, frequentare incontri cristiani, se tutto questo non ci porta vicino a Dio. A nulla ci giova leggere la Bibbia, se rimane una lettura fine a sé stessa, per la soddisfazione o il piacere personale, e non ci conduce da Dio.

      Dio ha un mezzo molto efficace per attirarci a sé. 

      Siccome nessuno può essere giusto sulla terra, Dio decide di trattarci non secondo giustizia, ma con la misericordia. 

      Nulla ci porta più vicino a Dio, quanto la sua grazia.

      La grazia di Dio è quanto il Vangelo ci annuncia. Ogni cristiano dovrebbe gioire nel sentire la parola grazia che ci ricorda ciò che Dio ha fatto nella nostra vita. 

      Che ha preso dei peccatori come noi, ci ha visti, quando eravamo lontani, ci ha preso in considerazione, ci ha scelti, ci ha perdonati, purificati, e ci ha trasformati in suoi figli. Per mezzo della sua grazia, noi che eravamo lontani, siamo stati portati vicino al suo cuore. 

      La grazia di Dio è ciò che il Nuovo Testamento ci annuncia, per portarci vicino a Dio. Della grazia di Dio non possiamo farne a meno per tutta la vita.

      Più cresciamo nella fede e più ce ne rendiamo conto. Lo Spirito Santo ci prende per mano, e ci accompagna vicino alla porta della stanza dell’Apostolo Paolo. Là ci fa ascoltare come quest’uomo lotta con Dio. Ce lo fa sentire soltanto, senza vederlo. Così sappiamo che lottava. Non sappiamo contro che cosa o contro chi.

      Poi ci fa sentire, questo grande apostolo, che è stato anche rapito anche in cielo, che ha avuto le visioni più grandi, ha operato miracoli, non è mai diventato sufficiente a se stesso; ha ancora bisogno della grazia di Dio. 

      E allora lo sentiamo quando smette di lottare e si arrende a Dio, e sentiamo Dio che gli dice: “La mia grazia ti basta… nella situazione in cui ti trovi ora – ti basta, perché la mia potenza si dimostra – si manifesta alla perfezione – nella debolezza”. 2Cor. 12,9

      Dopo essersi arreso, l’apostolo sperimenta la liberazione, la libertà per avvicinarsi al Signore – e grazie alla sua grazia – ora si trova ancora più vicino a Dio. 

      Quanto pensi che sia forte la tua debolezza davanti alla potenza di Dio? Arrenditi anche tu. Se sei un cristiano, hai ancora bisogno di arrenderti alla grazia.

      38 min
    3. Un Natale semplice.

      Poi disse loro: «State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall'abbondanza dei beni che uno possiede, che egli ha la sua vita». Luca 12,15

      Quando parli di Natale le persone pensano a cose, e più cose da ricevere. 

      Nel nostro tempo esistono tra i tanti, tre tipi di Natale: 

       

      A)  Il Natale nostalgico

      “Com’era bello”. La ricerca dei tempi passati. Si sa che i ricordi, dopo tanti anni tendono ad abbellire le esperienze vissute. Natale per alcuni può essere nostalgico. O triste. O anche nervoso.

       

      B)  Il Natale vuoto

      Natale può essera anche una festa vuota.

      E’ quel modo di vivere il Natale caratterizzata da insoddisfazione, e quindi una scusa per lasciarsi andare, mangiare, bere. Soprattutto il bere. Durante le festività natalizie si verificano in molti paesi del mondo, incidenti stradali dovuti all’eccesso di alcool. Sottovalutiamo spesso come cristiani il peccato di gola. Oppure per lasciarsi andare ai desideri inutili, acquisti compulsivi. Oggi, con internet, è ancora più facile cadere in questa trappola. Basta poco e l’ordine è partito. Il natale vuoto, cerca di colmare questa sensazione di mancanza di senso, col materialismo. 

      E quindi si spreca. E lo spreco è sicuramente una forma di peccato. 


      C)  Il Natale semplice

      Poi c’è ciò che è stato il primo Natale. In una sola parola: semplice.

      42 min
    4. L'esortazione dell'Avvento: Vegliate!

      Oggi è la seconda Domenica di Avvento. La scorsa volta abbiamo meditato sul mistero dell’Avvento, oggi si tratta di una esortazione collegata all’Avvento.  L’avvento è anche il periodo adatto per ricordarci stiamo in attesa. E siamo chiamati ad essere vigili. Anche se aspettiamo la festa di Natale, in realtà chi aspettiamo veramente è Gesù che torna. 

      Ma cosa facciamo mentre aspettiamo? E come vegliamo? Qualcuno una volta mi disse: sto facendo i turni di guardia di notte, ma non succede quasi mai niente. Allora Stasera sono di guardia e studio. 

      Questo è l’incarico che Gesù ha affidato ad ogni cristiano: Vegliate, e investigate le Scritture. Custodite ciò che avete e siate saggi per capire i tempi. Vegliate e lavorate finché io torno, ha detto il Signore. 

      Come vivi tu questo periodo? In cosa vorresti che quest’anno fosse diverso dal solito? 

      Sarebbe il periodo ideale per fermarci, tacere, meditare, stare in silenzio, eppure è diventato un tempo molto agitato. È quella parte dell’anno dove tendiamo ad attivarci ancora di più, mentre intorno a noi, il creato riposa.  

      39 min
    5. Misteri dell'avvento, perché Dio diventa uomo

      Ogni anno torna questo periodo e ogni anno, chi più chi meno, mentre andiamo incontro alla festa, entriamo in un’atmosfera che è tipica ed esclusiva dell’Avvento.

      Riaffiorano ricordi, delle feste del passato. Per alcuni bei ricordi, per altri brutti ricordi. Forse è venuto a mancare qualcuno in questo periodo o poco tempo prima. Mancano delle persone oggi, che un tempo c’erano e ci hanno lasciato. Ognuno entra in una certa atmosfera. 

      Ma tante volte, riguardo al Natale, ci giriamo soltanto intorno e non cogliamo la sostanza.

      È bello sentire gli odori e i profumi di questo periodo, gustare un buon panettone, e altre delizie di questo tempo, ma se tutto si riduce solo a questo? Al mangiare e al bere? 

      E non c’è nulla di male nell’andare nei negozi, visitare mercatini, farsi dei regali e scambiarsi gli auguri, ma se alla fine si tratta solo di questo? Ci giriamo intorno, e manchiamo l’essenza della festa. 

      Mi sono fermato a pensare e a meditare ogni anno su fatti che riguardano si la storia del Natale, ma qual è vero focus? Ho riflettuto troppo poco sulla realtà e sul perché Gesù è venuto sulla terra. 

      Si perché Gesù non è nato semplicemente nato, Gesù è venuto a visitarci e a vivere con noi, è venuto dall’eternità. Il Dio infinito è entrato nel nostro tempo e nella nostra storia. Perché? Perché lo ha fatto? Perché ha voluto e doveva farlo? Perché Dio ha preso una natura umana? 

      E così nei giorni scorsi ho cercato nella Bibbia le parole di Gesù dove dice: “Sono venuto per…” O “Sono venuto”. Per guardare al centro della festa e non solo al contorno!

      Invito anche voi a farlo. Cercate nella Bibbia i passi dove Gesù stesso dice il perché Egli è venuto.

      Cosa c’è di particolare in questa festa così importante nella cristianità? Qual è il vero senso. Perché è così invitante, ci attira? Perché ci fa bene, ci da speranza. Cosa racchiude, e cosa c’è dietro. 

      Innanzitutto, credo che l’attrazione per il Natale sia dovuta in parte al mistero della realtà che Dio diventa uomo. Sotto certi aspetti l’incarnazione è qualcosa che ancora avvolta in un mistero per noi, e ci incuriosisce...

      44 min
    6. Infondere Coraggio

      Nella libreria la Fonte stiamo diffondendo coraggio. Non solo perché diffondiamo il nostro libretto che porta questo nome, ma perché vediamo persone incoraggiate, per esempio dalla nostra vetrina. Una signora è entrata in libreria e ci ha detto proprio questo: Si ferma a guardare la nostra vetrina più volte al giorno e la incoraggiano i temi che sono esposti.

      È un periodo in cui molti hanno bisogno di essere incoraggiati. C’è molta paura, insicurezza, malattia. La signora incoraggiata ha fatto un passo: è entrare in libreria, si è guardata intorno. Poi ha preso due copie di “Coraggio”.

      Questa esperienza ha dato coraggio anche a noi. Da cosa sei stato incoraggiato negli ultimi tempi? Pensa a un’esperienza che ti ha dato coraggio nei giorni scorsi…

      Tempo fa sono stato incoraggiato dalla testimonianza di una signora, o meglio di una coppia, dopo essersi lasciati, tra molte difficoltà hanno trovato Dio. Poi, grazie all’amore che Dio ha messo nei loro cuori, sono riusciti a perdonarsi e sono ritornati insieme. Dio li ha salvati e guarito una famiglia. 

      Ho seguito questa persona fino a quando si è battezzata nella sua chiesa. È incoraggiante sapere e vedere da vicino, che Dio agisce e salva ancora oggi.

      La Bibbia è un libro interessante e straordinario, per questo: mette in discussione la nostra vita, ci porta a desiderare un cambiamento profondo, nel nostro modo di pensare e vivere. 

      La bibbia racconta di persone, cambiate, trasformate da Dio. Particolarmente prezioso, come libro di testimonianze è il libro degli atti degli apostoli à Lettura: Atti 11,19-26

      Il testo narra di persone che annunciano “il lieto messaggio del Signore Gesù”, e di un numero grande di persone che accettano il messaggio. Menziona un uomo, di nome Barnaba, che è incaricato e mandato, dal nucleo storico della chiesa di Gerusalemme, per aiutare i nuovi credenti e per insegnare loro il cammino della fede. 

      Per incoraggiare i nuovi convertiti nel cammino con Gesù Cristo. Ma perché proprio lui?

      45 min
    7. Ciò che l'Apocalisse rivela sulla felicità

      Che cosa dice l’Apocalisse sulla felicità? È una domanda che può spiazzare qualcuno, perché siamo abituati ad associare a questa parola la catastrofe o una grave tragedia. Invece, la parola Apocalisse significa rivelazione. 

      È la rivelazione di Gesù Cristo, che vuole infondere coraggio e pace nei cuori dei credenti, facendo vedere loro che Dio è Colui che regna. A Lui non sfugge niente. E un giorno Cristo trionferà di nuovo, in modo definitivo e noi cristiani siederemo con lui sui troni, nei nuovi cieli e nella nuova terra. 

      Come possiamo essere felici? 

      Gli antichi greci dicevano che non si può dichiarare felice una persona finché è viva, perché non si può sapere cosa la vita gli riserva per il futuro. 

      Si racconta che un giorno un re dei Medi, di nome Crespo, mostrò a un uomo saggio, di nome Solone, tutta la sua ricchezza, il suo oro i suoi diamanti, e gli chiese: Dimmi se io sono la persona più felice del mondo!  Solone rispose: Che tu sei il più felice di tutti, ora non posso dirlo. Potrò dirlo soltanto se un giorno vedrò come morirai. 

      Che cosa dice il libro della Rivelazione sulla felicità? 

      La parola usata per descrivere chi è veramente felice, chi è felice dall’ottica divina, è: Beato. Questo termine ha un significato ancora più grande di quanto intendiamo noi. 

      Possiamo dire che se la Bibbia ci chiama "Beati" allora siamo davvero felici. Siamo in grado di attraversare gli alti e i bassi della vita, e possiamo sopportare parecchio.

      Abbiamo bisogno di questa beatitudine.

      41 min

    About Respiro

    From the publisher's feed

    Benvenuti nel mio podcast con riflessioni e messaggi di edificazione spirituale.