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Ha vinto la medaglia d'oro nel salto in alto ai Mondiali di atletica leggera di Budapest 2023 dopo quella ai Giochi di Tokyo.Eppure nel 2016 ha subito un infortunio che avrebbe fermato chiunque per sempre. Chiunque, ma non lui. Lui è Gianmarco Tamberi, il ragazzo che ha conservato un gambale di gesso per 5 anni, e che ha saltato più in alto di tutti.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dal sonoro del meeting di Montecarlo 2016 del circuito Diamond League, dall’intervista di Marco Sicari per il canale Atletica Italiana e dall’intervista di Federica Frola per Sky dopo la finale dei Mondiali 2023, dalle telecronache Rai di Franco Bragagna e Stefano Tilli alle Olimpiadi di Tokyo 2021 e ai Mondiali di Budapest 2023.
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Il Sud Sudan è un Paese nato nel 2011 da una guerra civile con 4 milioni di morti, ed è oggi tra i 10 paesi più poveri al mondo. Eppure, è lo scenario di un piccolo miracolo: in uno Stato che non ha nemmeno un palazzetto, la nazionale di basket si è qualificata per i mondiali, trascinata da Anunwa Nuni Omot, nato in un campo profughi nel 1994 e oggi entrato nella storia della pallacanestro.
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C’è un prima e un dopo in molte cose, e anche nella vita di Megan Rapinoe. Prima e dopo quella punizione calciata contro la Francia nell’estate del 2019. Prima, Megan era solo una giocatrice di calcio con i capelli colorati. Dopo, diventa la star del calcio femminile, ma non solo: diventa la bandiera dei diritti dei neri e della comunità Lgbt, diventa un’icona.
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Tutto è cominciato con Giovanna Trillini ai Giochi di Barcellona del 1992, parte da lì la lunga scia di vittorie della scherma femminile italiana, uno sport che è eleganza e assalto. Succede, in alcuni sport, che ci si trovi a gioire per le medaglie di squadra, e un attimo dopo ci si ritrovi sulla stessa pedana, una contro l’altra, a contendersi quelle per le gare individuali. Amiche e nemiche.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle telecronache Rai delle finali olimpiche del fioretto individuale ai Giochi di Barcellona 1992, di Atene 2004, di Londra 2012; dalla puntata del programma Rai Sfide dedicato alla Nazionale di scherma. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.
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Il record del mondo più vecchio nella storia dell’atletica è stato realizzato il 26 luglio del 1983 e non è ancora stato superato. Lo ha conquistato Jarmila Kratochvilova sugli 800 metri. C’era una lunga storia di pregiudizi intorno a questa gara: alcuni medici ritenevano che non fosse adatta alle donne, altri che facesse invecchiare presto. Jarmila Kratochvilova quel giorno vinse l’equivalente di 450 euro d’oggi ma il premio vero fu un permesso dalla fabbrica tessile dove lavorava come impiegata.
Fonti: I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla telecronaca Rai di Paolo Rosi dei 10mila metri ai Mondiali di atletica leggera del 1983 e da una intervista della tv Z1 del 18 giugno 2010. I frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.
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Tutti gli imitatori si sono azzardati a ripetere la sua voce grattugiata. Eppure quel timbro, che lui aveva trasformato in un marchio, era inimitabile. Non a caso, ancora oggi, la sua rimane la voce dello sport italiano. La voce di Sandro Ciotti. Questa è la sua storia.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla trasmissione radiofonica Tutto il calcio minuto per minuto del 28 marzo 1976, del 27 aprile 1975, del 12 maggio 1996; dalla trasmissione televisiva La Domenica Sportiva del 3 settembre 1989; dal documentario Il Profeta del gol del 1976 per la regia di Sandro Ciotti, prodotto dalla P.E.C.; dalla radiocronaca della finale olimpica di hockey su prato del 1960; da un’intervista di Corrado Augias a Sandro Ciotti per la Rai. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube. Su Rai Play è disponibile invece l’intervista di Sandro Ciotti a Mina del 1968.
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Dal ‘69 al ‘74 Eddy Merckx ha vinto il Tour de France cinque volte su sei. La sesta è di Luis Ocaña, un ragazzo spagnolo che viene dalla Mancha come Don Chisciotte e come Don Chisciotte combatte contro i suoi nemici. Morirà con un colpo di pistola alla tempia sinistra. Dicono che si sia suicidato: strano, perché non era mancino.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dai documentari "Maillot jaune, 100 ans de légendes: Luis Ocaña, soleil couché" di France Tv Sport e "Luis Ocaña, el héroe trágico" di Movistar. I frammenti ascoltati sono tutti disponibili su YouTube.
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La storia dei moschettieri di Dumas si apre nel mese di aprile del 1625, in mezzo a una rivoluzione, tra le grida di donne bambini e ugonotti. Esattamente tre secoli dopo, altre grida, altri suoni, altri colpi, avrebbero fatto nascere altri moschettieri e altri duelli, sui campi da tennis di mezzo mondo, dove la racchetta era una spada, tutti per uno e uno per tutti, usando le stesse parole di D’Artagnan.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dal film "Eroi senza patria" del 1933, per la regia di Colbert Clark e Armand Schaefer, prodotto da Nat Levine e Mascot Pictures; da un'intervista a Gianni Clerici alla televisione svizzera; dal film "Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri" del 2004, diretto da Donovan Cook e prodotto dalla DisneyToon Studios; dal discorso al pubblico di Henry Ellsworth Vines dopo la finale agli Us Open 1932. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.
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All’inizio del Novecento, cinque uomini su sei a Sequals si davano all’arte dei mosaici. Ogni tanto sfuggiva alla catena qualche contadino, un falegname, un calzolaio, un fornaio o un sacerdote. Anche Primo Carnera aveva lasciato perdere i mosaici: aveva mani troppi grandi per le minuzie, la circonferenza del pugno di 38 centimetri, due metri e cinque centimetri d’altezza. Lascia Sequals e salpa per l’America: va a fare il pugile e diventerà campione del mondo dei pesi massimi. Uno dei mosaici di Sequals, oggi, è dedicato a lui.
I contributi audio di questo episodio sono tratti da una puntata del programma Rai “Il musichiere” del 1960; da un servizio-documentario trasmesso all’interno del programma “Schegge” di Rai3; da una scena del film “Il colosso d’argilla” diretto da Mark Robson, prodotto da Philip Yordan nel 1956, con Humphrey Bogart e Rod Steiger. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.
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Nell’estate del 1983 non ci sono i Mondiali di calcio né l’Olimpiade. Nei juke-box gira “Vamos a la playa”. Così qualcuno pensò: prendiamo una barca italiana e portiamola alla America’s Cup. Nessuno, però, poteva immaginare che gli italiani cominciassero a mettere la sveglia di notte per guardare in tv uno sport che non era mai stato popolare, e poi parlarne la mattina al bar, in ufficio, in spiaggia. Nessuno poteva immaginare Azzurra.
I contributi audio di questo episodio sono tratti da un documento dell’archivio Rai recuperato da Radio Radicale in cui Piero Angela difende Enzo Tortora; dalla puntata del 1 gennaio 1982 del programma Rai Portobello, con la partecipazione di Paola Borboni (disponibile su Rai Play); dal film “I giorni di Azzurra”, produzione Filmgo (su YouTube); da un’intervista di Gianni Agnelli alla Rai da Newport (su Youtube); dal film “Fantozzi contro tutti” di Neri Parenti e Paolo Villaggio, prodotto nel 1980 da Bruno Altissimi e Claudio Saraceni con la Maura Film. Il frammento ascoltato è disponibile su YouTube.
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