Rimbalzi

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By Angelo Carotenuto – ChoraSports
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Rimbalzi episodes

  • Ep.70 - Il Roland Garros senza Nadal

    Considerarlo solo un giocatore da terra rossa è forse il torto più grande che sia stato fatto a Rafa Nadal. Eppure il torneo parigino del 2023 senza il suo campione lascia l’amaro in bocca perché è un assaggio di quello che succederà, dal 2025 in poi. Non ci saranno più i suoi colpi mancini, i suoi “vamos!”, i suoi tic e tutta la bellezza del suo tennis.


    I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla telecronaca di Nadal-Burgsmuller 2005 dal canale YouTube della ATP; dalla telecronaca di Nadal-Federer da Wimbledon 2008 a cura di Clerici e Tommasi per Sky, disponibile su YouTube; dal Fiorello Show trasmesso da Sky Uno (frammento su YouTube); dal discorso d’addio di Roger Federer (YouTube) e dalla conferenza stampa di Nadal del 18 maggio scorso, disponibile sul sito di Eurosport.

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    16 min
  • Ep.69 - Le notti dell'Inter

    Era il 1964 e l'Inter di Helenio Herrera vinceva allo stadio Prater di Vienna la sua prima Coppa dei Campioni. Dopo quella notte, ce ne furono tante altre meno fortunate, tanto che qualcuno poi cominciò a parlare di "pazzia" e di “insuccesso" come destino. Fino all'arrivo di un allenatore portoghese, José Mourinho, arrivato nella Milano nerazzurra per mettere fine allo sconfittismo senza la necessità di smantellare l’ideologia e il racconto della "pazza Inter", anzi esaltandolo ancora di più.



    I contributi audio di questo episodio sono tratti dal cinegiornale dell'Istituto Luce del 3 giugno 54; dalla telecronaca Rai di Inter-Real Madrid del 27 maggio 64; dall’intervista di Gianni Minà a Gianni Brera per la Rai, contenuta nel documentario Arcibrera; dalla Domenica Sportiva del 18 febbraio 68; dalla conferenza stampa di Mourinho del 3 marzo 2009 trasmessa da Sky; dalla telecronaca Inter-Bayern del 22 maggio 2010 trasmessa da Sky.

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    17 min
  • Ep.68 - La storia della conquista dell’Everest

    Il 29 maggio del 1953, per la prima volta, un piede si posava sulla cima dell’Everest. Edmund Hillary e Tenzing Norgay portarono le bandiere del Regno Unito di Gran Bretagna e del Nepal a 8mila 848 metri. La notizia dell’impresa, però, si seppe solo due giorni dopo, grazie allo scoop di James Morris, giovane giornalista del Times che usò un linguaggio in codice per trasmettere il suo dispaccio e battere sul tempo gli altri reporter.


    I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla cerimonia di incoronazione della regina Elisabetta trasmessa dalla BBC il 2 giugno 1953, primo evento in Eurovisione: dai cinegiornali dell’Istituto Luce del 3 luglio e dell’8 luglio 1953. I frammenti sono disponibili su YouTube.

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    17 min
  • Ep.67 - Quella forza della natura che chiamiamo Bebe Vio

    È il 2008, Beatrice ha 11 anni, la febbre e la cefalea. I medici sospettano un caso di meningite: nella provincia di Treviso si stanno moltiplicando perché molti ragazzini non sono stati inclusi nella campagna di vaccinazione dell’anno precedente, riservata ai più piccoli. Beatrice resta in ospedale 104 giorni. Quando esce, non ha più gli avambracci né le gambe, ma ha ancora la voglia di salire in pedana e tirare di scherma.


    I contributi audio di questo episodio sono tratti da un’intervista a Bebe Vio del 2011 di Ability Channel; da un’intervista a Oscar Pistorius del Tg1 delle 20 del 29 gennaio 2008; dalla puntata del programma Rai Che Tempo Che Fa condotto da Fabio Fazio del 9 ottobre 2022.

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    16 min
  • Ep.66 - Adriano Panatta, l’uomo che ha reso pop il tennis

    Mentre i benestanti giocavano sui campi da tennis, lui stava in disparte con una racchetta di seconda mano, a tirare la palla contro un muro. Nessuno, all’epoca, poteva immaginare che quel ragazzino avrebbe cambiato i connotati sociali a quello sport da ricchi. Invece, negli anni ‘70 Adriano Panatta riuscì a far innamorare tutta l’Italia.


    I contributi audio di questo episodio sono tratti dal discorso di Aldo Moro in Parlamento del 9 marzo 77; dalla telecronaca Rai della partita Panatta-Vilas del 30 maggio 1976; dalla settimana Incom del 19 aprile 52 [sul sito dell’Istituto Luce]; dalla puntata del programma Rai “Che tempo che fa” del 6 maggio 2018; da un’intervista a Panatta del Tg1 del 27 settembre 1976.

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    18 min
  • Ep.65 - Il Decamerone di Spalletti

    Come Giovanni Boccaccio, anche Luciano Spalletti viene da Certaldo. E anche lui a un certo punto è arrivato a Napoli. E’ il terzo allenatore a vincere uno scudetto in questa città. Ma è il primo ad averlo fatto senza Maradona. Come Boccaccio, ha dovuto scrivere il suo Decamerone: ha raccolto decine di novelle individuali e le ha rese un romanzo collettivo.


    I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla conferenza stampa di Spalletti alla vigilia di Salernitana-Napoli del 21 gennaio 2023; dal monologo di Orazio Orlando nella commedia “Mia Famiglia” di Eduardo De Filippo, nella versione televisiva trasmessa dalla Rai; dalla Domenica Sportiva del 10 maggio 1987; dall’incontro pubblico di Spalletti con i tifosi a Dimaro nell’estate 2022; dal film “Non ci resta che piangere”, regia di Massimo Troisi e Roberto Benigni [1984, produzione di Mauro Berardi, Ettore Rosboch]; dalla conferenza stampa di Spalletti alla vigilia di Liverpool-Napoli del 1 novembre 2022

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    17 min
  • Ep.64 - Il salto di Sara Simeoni

    Come tutte le bambine italiane del tempo - e il tempo sono gli anni '60 - anche lei vuole fare danza. Ma con il passare degli anni i centimetri di altezza si accumulano fino quasi a toccare il 1 metro e 80 di statura, e quando il piede cresce fino alla misura di 41, è costretta ad abbandonare le scarpette. Inizia a calzarne altre: servono per correre, darsi lo slancio e saltare in alto. Nell'estate del 1978 una donna italiana vola più di tutte le altre: è Sara Simeoni.



    I contributi audio di questo episodio sono tratti dall’edizione straordinaria del Tg2 del 16 marzo 78; dalla telecronaca Rai di Paolo Rosi agli Europei di atletica del 30 agosto 1978; dall’intervista di Nico Forletta a Sara Simeoni per il Gr1 del 12 marzo 2023; dalla manifestazione femminista dell’8 marzo 1972 a Campo de’ Fiori in Roma; da un’intervista di Alfredo Pigna a Sara Simeoni per la Domenica Sportiva dell’11 marzo 1973. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.

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    15 min
  • EP.63 - L’attentato a Monica Seles

    È il 30 aprile del 1993 e siamo ad Amburgo, dove Monica Seles, la tennista n. 1 al mondo sta giocando contro la bulgara Magdalena Maleeva. Durante un cambio campo succede qualcosa che cambia la storia: un uomo accoltella Monica Seles. Qualcuno pensa a un movente politico, si scoprirà invece che il gesto nasce dall’ossessione del tedesco per Steffi Graf, la tennista a cui Monica Seles aveva sottratto il primato in classifica. Dopo quell’attentato, la Seles non sarà mai più la stessa, e forse nemmeno il tennis.


    I contributi audio di questo episodio sono tratti dall'audio originale della partita Seles-Maleeva del 30 aprile 1993, dalla telecronaca della tv francese della finale del torneo di Parigi 1990 Seles-Graf, dall'intervista a Monica Seles realizzata dalla tv americana Abc. Tutti i frammenti sono disponibili su YouTube

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    16 min
  • Ep.62 - L’ultimo canestro di Michael Jordan

    E’ il 16 aprile del 2003 e mancano 2 minuti e 35 secondi alla fine della partita tra i Philadelphia 76ers e Washington Wizards. Gli ospiti sono sotto, Micheal Jordan è già in panchina da un po’ quando la folla inizia a scandire quel coro. Allora il coach Doug Collins si volta, lo guarda e gli dice: “Li senti Mike? Devi entrare, anche se non vuoi”. E allora lui stringe i lacci delle scarpe, si alza, entra in campo e segna. Per l’ultima volta.


    I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla telecronaca di Espn della partita Philadelphia-Washington del 16 aprile 2003; da una presentazione pubblica del libro di Flavio Tranquillo “Basket R-Evolution”; da una lezioine-conferenza di Federico Buffa su LeBron James e Michael Jordan. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.

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    13 min
  • Ep.61 - La giacca più famosa dello sport

    Non è un verde qualsiasi, è Pantone 342, nella catalogazione ufficiale delle palette dei colori. E’ il verde che dal 1937 indossano i membri dell'Augusta National Golf Club, il campo su cui ogni anno a inizio aprile si gioca il Masters, uno dei quattro tornei più importanti del golf. La prima versione della giacca verde era confezionata con una stoffa troppo spessa e scomoda. Il club allora decise di cambiare fornitore. Da allora, la giacca più famosa dello sport è un monopetto a tre bottoni con lo spacco sul retro. È il rito che si porta dietro a renderla così speciale: il vincitore del torneo viene aiutato a indossarla dal campione uscente. Può tenerla un anno, indossarla in occasioni ufficiali, ma quando si torna in campo, 12 mesi dopo, deve riconsegnarla al club.


    I contributi audio di questo episodio sono tratti dal monologo “Gli inutili” di Giorgio Gaber, dal film “Tin Cup” del 1996, regia di Ron Shelton, prodotto dalla Warner Bros, con Kevin Costner e René Russo; dalla telecronaca del Masters 1997 dal canale YouTube del torneo. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.

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    15 min

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