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A sei anni rimase appesa al poggiapiedi della seggiovia, penzolando nel vuoto. Qualunque altra bambina, dopo un’esperienza del genere, avrebbe odiato lo sci. Non lei, non Sofia Goggia. Lei è Braveheart, è follia e passione, ostinazione e incoscienza. E’ la sciatrice che più di tutte ci ha commosso e stupito, tornando in pista dopo soli 23 giorni da un infortunio.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle telecronache di Eurosport dei Giochi olimpici 2018 e 2022, dalla serata finale del festival di Sanremo 1988 trasmesso dalla RAI, dall’intervista di Linus e Nicola Savino realizzata nell’aprile 2017 per Radio Dee Jay, dal trailer del film Braveheart di Mel Gibson del 1995. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.
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Nel 1973 quella che oggi si chiama Ocean Race si chiamava ancora Whitbread Round the World ed era alla sua prima edizione. Si iscrissero 18 barche, tra cui Sayula, l’imbarcazione di Ramón Carlìn, che aveva 50 anni e pochissima esperienza di vela. Veniva dal Messico, e per questo sui giornali lo prendevano in giro con vignette in cui portava il sombrero e faceva una siesta. Eppure…
I contributi audio di questo episodio sono tratti dal film I Pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna e dal documentario The Weekend Sailor: i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.
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Il 2023 sarà ricordato come il primo anno d.F., dopo Federer. Il campione svizzero si è ritirato dai campi da tennis e il tennis, senza di lui, non sarà più lo stesso. Roger Federer ha inventato colpi che non esistevano e ha giocato quelli vecchi in modo nuovo. Ma per diventare il più grande di tutti ha dovuto battere il nemico più ostinato: se stesso.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla traccia sonora senza commento della finale di Wimbledon 2019 e da una scena del film Il Terzo Uomo, entrambi disponibili su YouTube; dall’intervista di Adriano Panatta a Giorgio Porrà per il programma L’Uomo della domenica, disponibile sul sito di Sky Sport; dalla telecronaca di Rino Tommasi e Gianni Clerici della finale di Wimbledon 2008, trasmessa da Sky e disponibile su YouTube.
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Ypres è un paesino delle Fiandre. E’ un luogo di confine, dunque strategico. Nel 1914 la linea del fronte passa proprio lì: da una parte ci sono le truppe tedesche, gli invasori. Dall’altra, gli inglesi. Papa Benedetto XV aveva chiesto una tregua agli eserciti, ma i generali non lo ascoltarono. Così i soldati fecero da soli: la notte di Natale, gli inglesi scorsero una serie di luci e poi una voce che da un megafono diceva “Non sparate”, e poi, in un inglese stentato, “Merry Christmas”. Seguì uno scambio di doni, e una partita di calcio che resterà nella storia per aver fermato la guerra, anche solo per una notte.
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I rigori sono il gesto del calcio più studiato. Ma davanti al dischetto tutte le teorie sono sconfitte dalla gestione delle emozioni. La sera del 9 luglio 2006, i cinque tiratori italiani hanno di fronte Fabien Barthez, il portiere francese che in carriera ha vinto tutto. L’ex capitano della nazionale Laurent Blanc, aveva l’abitudine di baciargli la testa lucida prima di ogni partita. Ma in quella sera del 2006 Blanc ha smesso di giocare ormai da tre anni, e il capitano della Francia è Zidane. Che con la testa combina un disastro.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle telecronache Sky e dalla radiocronaca Rai di Italia-Germania e Italia-Francia 2016 con le voci di Fabio Caressa e Riccardo Cucchi, dalla telecronaca della tv francese per Francia-Brasile 98, dalla lettura delle sentenze di primo grado del processo sportivo Calciopoli, in onda su Rai 1 nel luglio 2006 e dal film “Per un pugno di dollari” per la regia di Clint Eastwood, tutti disponibili su Youtube.
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La guerra era cominciata con un inganno: dei finti balenieri argentini erano sbarcati al porto col pretesto di comprare del materiale da pesca ma, appena avevano messo piede a terra, avevano innalzato la bandiera argentina, ammainando quella inglese. Dopo quell’atto politico arrivarono le armi. Nel 1986, quattro anni dopo quella guerra durata due mesi e 12 giorni, Argentina e Inghilterra tornano a scontrarsi, stavolta su un campo di calcio. E, anche stavolta, c’è di mezzo un inganno: quello della mano de dios, o meglio, la mano di Maradona.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla telecronaca Rai di Argentina-Inghilterra a cura di Giorgio Martino e dalla cronaca di Victor Hugo Morales per Radio Argentina disponibili su YouTube. La canzone finale è tratta dal documentario Maradona by Kusturica. Il discorso di ringraziamento di Paolo Sorrentino agli Oscar del 2014 è disponibile su YouTube, così come sulla pagina YouTube di Netflix Italia sono disponibili i brani tratti dal suo film E’ stata la mano di Dio.
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Il minuto più famoso nella storia del calcio è quello che si gioca allo stadio olimpico di Monaco di Baviera, alle quattro di pomeriggio del 7 luglio del 74. E’ la finale tra la Germania Ovest e la nazionale più bella di tutte: l’Olanda. In questo minuto l’Olanda ha messo in fila quindici passaggi senza che la Germania toccasse mai la palla. E’ il calcio totale, è l’arancia meccanica. Una squadra di capelloni che hanno condotto dopo il calcio vite assai improbabili. Chi ha gestito una sala congressi, chi ha esposto dipinti, chi ha tenuto reading di poesie, chi ha visto fallire i propri negozi, chi s’è innamorato in New Mexico, un altro ha fatto il barista, l’importatore di fiori, il pulitore di tappeti. E poi c’è Jan Jongbloed, il portiere.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle telecronache della Rai dei mondiali di calcio 1974 e dal trailer del film “Arancia Meccanica” di Stanley Kubrick, disponibili su Youtube.
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Il 1958 è l’anno dei primi Mondiali per il Galles. La squadra è una sorpresa, arriva ai quarti di finale e si prepara a scendere in campo nello stadio di Göteborg. Dall’altra parte c’è il Brasile e nel Brasile c’è un ragazzino che non ha ancora 18 anni e che al portiere gallese Jack Kelsey sembrò sbucato dal nulla, quando stoppò un pallone di petto, se lo fece scivolare sul piede destro e lo infilò in porta. A Kelsey pensò di avere davanti un diavolo. Ma non era il diavolo, era Pelè.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle cronache delle partite di Pelé alla radio brasiliana, dalla telecronaca di Brasile-Italia per la Rai a cura di Nando Martellini, dai film La Dolce Vita di Federico Fellini e Operazione San Gennaro di Dino Risi, dal servizio dell’Istituto Luce sul discorso alla Luna di papa Giovanni, disponibile sul sito dell’istituto e come tutti i frammenti precedenti anche su YouTube.
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È il 16 luglio 1950 e allo stadio Maracanã di Rio de Janeiro si gioca la partita più raccontata dagli scrittori del Sudamerica. Eduardo Galeano disse che per vederla, i moribondi rinviarono la loro morte e i neonati si sbrigarono a nascere. Al Brasile basta un pareggio per vincere i Mondiali, perché una finale vera e propria non c’è, contano i punti dei gironi. Ma mentre l’intero Paese si prepara alla festa, un pallone si infila tra il palo e la mano del portiere brasiliano Moacir Barbosa. Si racconta di decine di infarti allo stadio, per quella sconfitta che nessuno perdonò a Barbosa.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle radiocronache della partita Brasile-Uruguay di Radio Nacional e di Radio Globo, dal servizio dell’Istituto Luce sulla tragedia di Superga e dal trailer del film Salvatore Giuliano per la regia di Francesco Rosi, tutti presenti su YouTube
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La prima edizione dei campionati mondiali di calcio è quella del 1930. Si gioca in Uruguay, ma i lavori dello stadio da 80mila spettatori della capitale sono in ritardo. Così, la prima partita dei mondiali si disputa in un campo da mille posti nel quartiere di Pocitos, a Montevideo. Il primo gol della storia del campionato del mondo lo segna Lucien Laurent, un operaio della Peugeot presente grazie a un congedo di due mesi. In porta, a raccogliere il pallone rotolato oltre la riga, c’è Óscar Bonfiglio. Fa il portiere perché suo padre, un generale dell’esercito messicano, un giorno gli ha detto: “Chico, il Messico lo puoi servire con le armi ma anche parando un calcio di rigore”.
Il contributo audio dell’episodio è tratto da un’intervista di Lucien Laurent per un documentario sui Mondiali del 30 dell’Institut National de l’audiovisuel di Francia. È disponibile sul suo sito e parzialmente su YouTube.
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