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La prima edizione del giro delle Fiandre, nel 1913, era partita alle sei del mattino da Gand, per arrivare a Mariakerke, attraverso 330 km di strade dissestate. Aveva vinto Paul Deman, diventato una spia durante la prima guerra mondiale: portava messaggi in codice agli alleati in Olanda, nascondendoli dentro il suo dente d'oro. Ma su queste strade - che spesso strade non sono - sono passate centinaia di storie di ciclisti. Perché è qui, più che altrove, che chi ama il ciclismo spera di tagliare il traguardo per primo.
I contributi audio di questo episodio sono tratti da un servizio dell’Istituto Luce sulle vittorie di Fiorenzo Magni; da una intervista di Rai Sport allo stesso Fiorenzo Magni; dalla telecronaca di Adriano De Zan per la Rai dell’edizione 1996; dalla telecronaca di Eurosport UK della gara femminile del 2019.
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Quando aveva 4 anni i Re Magi gli portarono la prima motocicletta elettrica. Da allora, Marc Marquez non ha mai smesso di correre. Lo ha fatto rincorrendo e poi superando il suo mito, Valentino Rossi. Lo ha fatto portando sulla scena una nuova maniera di guidare, sfidando ogni limite e riempiendosi di cicatrici: quattro interventi chirurgici, un viaggio negli abissi del motociclismo e di sé stesso. Un viaggio che Marquez non vuole che finisca: ha rinnovato il contratto fino al 2024 e ora è pronto per tornare in pista.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla telecronaca di Fox Sport del GP di Valencia 2013; dalle telecronache di Guida Meda per Sky dei GP di Laguna Seca 2008, Sepang 2015, Jerez 2020; da una conferenza stampa di Valentino Rossi dell’estate 2015, da un’intervista a Marquez realizzata da Sky nel febbraio 2023. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.
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Chiuso in quelle cornici bordate di nero disegnate da Charles M. Schulz, per 40 anni Charlie Brown ha provato a battere un home run, senza riuscirci. La sua goffaggine, la sua tenacia, la sua sfortuna e la sua tenerezza le conosciamo tutti: sono anche le nostre. Noi, perdenti nati, come lui. Lui che però un giorno - era il 30 marzo del 1993 - ha tirato la sua prima palla fuori dal campo, insegnandoci che “you can be hero just for one day”, come cantava David Bowie.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla telecronaca della partita di baseball Yankees-Texas dell’ottobre 2020, dal cartone Momenti di caccia dei Looney Tunes trasmesso dai Rai 2, dal canale YouTube della Major League, dal trailer del film The Natural del 1984, per la regia di Barry Levinson, prodotto da Delphi II e distribuito da Tri-Star Pictures, dal fumetto Nick Carter trasmesso dal programma della Rai, Supergulp; dall’episodio “Hey Manager” del Charlie Brown and Snoopy Show. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.
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Per molto tempo lo sport ha coltivato il culto del machismo. Hanno cominciato addirittura i Greci nell’antica Olimpia. Lo sport ha chiesto per anni ai propri campioni di essere forti, virili, e di non piangere mai. Per anni l’omosessualità nello sport è stata un tabù. Per anni, nel calcio, i giocatori omosessuali si sono dovuti nascondere. Ma il gesto di Jakub Jankto potrebbe cambiare le cose.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dal video di Jankto postato sulle sue pagine social e dalla telecronaca della Lega Serie A per il suo primo gol in campionato, segnato nella partita Juventus-Udinese; dalle interviste di Klaus Davi per il programma Klauscondicio a Luciano Moggi, Marcello Lippi e Demetrio Albertinida una conferenza stampa di Antonio Cassano in Nazionale del 2012da una intervista di Irma Testa al programma Rai “Belve” del 1 aprile 2022. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.
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Si era innamorato delle auto da bambino, anche se, quando era nato, la sua famiglia non ne possedeva ancora una. Le ha sognate, progettate, costruite, amate. Almeno quanto ha amato alcuni piloti, in cui sempre cercava qualcosa di suo figlio Dino, morto a 24 anni.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle interviste a Enzo Ferrari di Enzo Biagi e Gianni Minà, trasmesse dalla Rai nel 1983 e 1984. Dalla telecronaca di Mario Poltronieri per la Rai del GP d’Ungheria 1988. I frammenti ascoltati sono tutti disponibili su YouTube.
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Quando sbucò per la prima volta nel gruppo di testa del Tour de France del 1990, nessuno sapeva chi fosse. Era, per tutti, solo un gregario simpatico e nemmeno tanto giovane. Aveva già 27 anni e lo chiamavano Calimero. Ma, da quel Tour, iniziarono a chiamarlo El Diablo. Questa è la storia di Claudio Chiappucci, il campione uscito nato da una fuga bidone.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla telecronaca Rai di Bruno Pizzul per Italia-Irlanda del 30 giugno 1990, dal programma World Day della CNN del 3 luglio 1990, dal servizio di Mario Mattioli per Rai Sport del 22 luglio 1990 e un’intervista sempre di Rai Sport a Claudio Chiappucci, dalle immagini dell’Archivio Istituto Luce sul Giro d’Italia del 1954, dalla telecronaca di Adriano De Zan per la Rai della Minalo-Sanremo 1991, dalle telecronache di Davide De Zan e Giuseppe Saronni per Telemontecarlo del Tour 1992 e per Italia 1 del Giro 1994.
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Per molti anni aveva giocato a bandy, una disciplina a metà strada fra il calcio e l’hockey su ghiaccio. Poi però, quando scoprì il calcio, Nils Liedholm trovò la sua strada. Una strada che lo spinse a lasciare la Svezia e a trasferirsi in Italia, dove a tutti viene assegnato un soprannome. Il suo era “il barone”, per la sua eleganza e la sua ossessione verso la lealtà e la correttezza: 12 campionati trascorsi senza mai un’ammonizione. Quando ha smesso di giocare, si è seduto su diverse panchine, ha fatto debuttare molti giovani e a tutti ha sempre cercato di ricordare, con ironia, che una vita trascorsa a seguire un pallone è un privilegio.
I contributi audio di queste episodio sono tratti dalla Domenica Sportiva del 13 aprile 97, dal programma Punto Sette del 1988 condotto su Rete4 da Arrigo Levi, dalla radiocronaca di Milan-Bologna del 6 maggio 79 nella trasmissione Rai Tutto il calcio minuto per minuto, da un’intervista a Carmelo Bene del 1983 in Rai, dalla Domenica Sportiva dell’8 maggio 1983.
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il 5 aprile del 1984 Kareem Abdul-Jabbar segnò il punto n. 31.419, quello che gli valse il record. Un record rimasto imbattuto fino ai giorni nostri, fino a quando LeBron James non ha deciso di mettere il suo nome sotto un altro capitolo della storia del basket. Dopo essere diventato il paladino del movimento Black Lives Matter nell’NBA, LeBron è adesso l’uomo record della pallacanestro mondiale.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dallo speciale di Dan Peterson su Kareem Abdul-Jabbar trasmesso nel 1992 da Tele+2; dalla telecronaca di Flavio Tranquillo e Federico Buffa per gara-3 delle finali NBA 2012, trasmessa da Sky; dallo speciale The Decision trasmesso da Espn l’8 luglio 2010; dalla telecronaca di Lakers-Utah del 5 aprile 84. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube
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A venti minuti dal centro di Londra c’è lo stadio di rugby più grande del mondo. Chi entra, spera di uscire senza aver perso o almeno di uscire dopo aver segnato una meta. Un giorno di settembre del 1953 segnò, per la prima volta, un italiano. Forse nessuno ha mai visto la sua azione, tutti però abbiamo sentito almeno una volta la sua voce.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle telecronache di Paolo Rosi per la RAI, della finale dei duecento metri maschili e del salto in alto femminile alle Olimpiadi di Mosca del 1980, del match di pugilato Benvenuti - Griffith del 1968, della finale dei 10 mila metri ai mondiali atletica leggera di Helsinki del 1983, la Haka della nazionale All Blacks della nuova Zelanda e del film “Io sono un campione” per la regia di Lindsay Anderson, prodotto dalla Independent Artists e Julian Wintle/Leslie Parkyn Productions .Tutti i frammenti sono disponibili su Youtube.
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L’Amérique può essere considerato il Mondiale del trotto. Si corre ogni anno a le Plateau de Gravelle. Per quarant’anni l’ippica italiana aveva atteso che arrivasse un cavallo capace di trionfare, e nel frattempo si contavano i successi dei francesi. Poi arrivò Varenne, il cavallo che fece impazzire tutti e che qualcuno volle addirittura nominare cavaliere della Repubblica.
I contributi audio di questo episodio sono tratti dal trailer del film “Febbre da cavallo” per la regia di Steno e la produzione di Primex, dalle telecronache di Claudio Icardi dal Gran Prix d’Amérique 2001 e 2002 trasmesse dalla Rai, da una puntata del programma Rai Domenica In con Massimo Troisi ospite di Pippo Baudo, dalla telecronaca del Trot Mondial di Montreal 2002. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube.
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