Fare oggi memoria del pogrom del 9 novembre 1938 assume una valenza particolare. Significa, io credo, uscire dalla trappola perfida e mortifera che vorrebbe in qualche modo censurare il passato e il presente dell’antisemitismo in nome della strage di Gaza. Nessuna barbarie cancella le altre.
Dietrich Bonhoeffer commentò il rogo delle sinagoghe con le parole del salmo 74, 8.: “Hanno arso tutti i luoghi delle assemblee divine nel paese. Noi non vediamo più nessun segno; non c’è più profeta”.
Prendendo spunto da questo post apparso sul profilo Facebook di Fulvio Ferrario, docente alla Facoltà valdese di teologia di Roma, Claudio Coppini e Roberto Vacca hanno riflettuto con il pastore Ferrario su quello che accadde 87 anni fa in Germania, sulle tiepide reazioni mondiali, sullo sgomento di Bonhoeffer, sul difficile rapporto tra memoria, colpa e responsabilità per i crimini dei nostri tempi.
Foto: da Facebook di Fulvio Ferrario
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