Il 17 marzo 2001, a 36 anni, Margarete Wifling, fu accoltellata a morte sotto ponte Matteotti. Il cadavere venne trovato in pieno giorno sotto un mucchio di coperte.
Era arrivata a Roma a 16 anni, scappando dalla casa di famiglia, a Graz, in Austria, dove abitava con il padre.
Un sogno da adolescente quasi impossibile, ma lei ci aveva provato lo stesso: riuscire a rintracciare sua mamma, che non aveva mai conosciuto perché l’aveva abbandonata, per trasferirsi in Italia, quand’era ancora in fasce. La vita di strada, però, a Margarete Wilfling fu fatale: dopo una breve relazione con un uomo ricco, la giovane austriaca entrò in un giro di amicizie sbagliate. Iniziò a dormire sulla riva del Tevere, a drogarsi e a prostituirsi, per comprarsi l’eroina, fino al tragico esito.
Il cadavere venne trovato in pieno giorno sotto un mucchio di coperte. Le indagini portarono all’arresto di un senzatetto cinquantenne di origini pugliesi, tal Giovanni Leone: l’uomo, che faceva il parcheggiatore abusivo e dormiva in macchina in zona Verano, da qualche anno aveva una relazione (a pagamento) con la vittima. Ma il processo in Corte d’assise si concluse nel 2003 con l’assoluzione. E così il giallo della bella e sventurata austriaca è rimasto irrisolto.