SustainabiliTALKS©

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SustainabiliTALKS© episodes

  • Il futuro del turismo sostenibile: 22° SustainabiliTALKS©

    Il turismo sostenibile è il tema del 22° episodio dei SustainabiliTALKS©.

    L’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce il turismo sostenibile come quel turismo in grado di soddisfare i bisogni dei viaggiatori e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo di proteggere e migliorare le opportunità per il futuro.

    Come garantire la sostenibilità, e quindi la permanenza nel lungo periodo, del turismo?
    • Facendo un uso ottimale delle risorse ambientali che costituiscono un elemento chiave dello sviluppo turistico, mantenendo i processi ecologici essenziali e aiutando a conservare il patrimonio naturale e la biodiversità;
    • Rispettando l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conservando il loro patrimonio culturale costruito e vivente e i valori tradizionali, e contribuendo alla comprensione e alla tolleranza interculturale;
    • Garantendo operazioni economiche sostenibili e a lungo termine, fornendo benefici socio-economici a tutte le parti interessate che siano equamente distribuiti, tra cui occupazione stabile e opportunità di guadagno e servizi sociali alle comunità ospitanti, e contribuendo alla riduzione della povertà.
    • Come stanno cambiando le richieste e le aspettative dei clienti? E gli scenari economici e sociali?

      Il megatrend della sostenibilità sta travolgendo anche questo settore. I viaggiatori, come tutti gli utenti, sono sempre più attenti alla sostenibilità e al rapporto con i territori e la loro valorizzazione. Si predilige un turismo più lento, meno di massa, attento alla cultura locale, ai luoghi marginali, agli incontri lungo la via.

      Cambiano anche i viaggiatori, sempre più esploratori solitari, magari donne e/o con animali domestici al seguito.

      Non si viaggia obbligatoriamente alla ricerca del relax, cambia anche il budget a disposizione e addirittura si viaggia lavorando.

      Quale sarà il futuro del turismo sostenibile? È possibile anticipare il mercato per non farsi trovare impreparati? Come applicare la scienza dell’anticipazione all’industria del turismo?

      Parliamone con l’esperto

      Il nostro CEO Federico Fioretto ospita in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Valentina Boschetto Doorly, una dei pochi esperti europei di Futuro dedicati al Turismo & Ospitalità. Fully accredited member di APF (Association Professional Futurists), membro attivo di Copenhagen Institute for Futures Studies (C.I.F.S) e del Marketing Institute of Ireland.

      52 min
    • La città sostenibile: 21° SustainabiliTALKS©

      La città sostenibile è il titolo del 21° episodio dei SustainabiliTALKS©. L’urbanizzazione è uno dei megatrend dell’ultimo secolo. Circa metà della popolazione mondiale, 3,5 miliardi di persone, vive oggi nelle città. Si prevede che fino a 5 miliardi di persone andranno a vivere nelle città entro il 2030 e circa il 70% della popolazione mondiale entro il 2050. Come sarebbe la città sostenibile? La città sostenibile è una città progettata tenendo conto degli impatti ambientali, sociali ed economici del suo esistere, con l’obiettivo di preservare la resilienza degli ecosistemi per le presenti e future generazioni. 

      Ad oggi però, le città presentano problematiche dal punto di vista ambientale, sociale ed economico che le rendono ben lontane da un paradigma di sostenibilità. Crisi che la troppo rapida urbanizzazione sta accentuando. 

      Ambiente 

      Le città occupano solo il 3% della superficie terrestre, ma sono responsabili del 60-80% del consumo totale di energia e del 75% delle emissioni di carbonio. Ma non è tutto: l’urbanizzazione è una delle maggiori cause di consumo di suolo. La costruzione di nuovi edifici, infrastruttura e insediamenti urbani porta con sé la necessità di occupare territori, e quindi suolo, precedentemente dedicati ad attività agricole, naturali o semi naturali. Inoltre, molte città sono più vulnerabili ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali a causa della loro ubicazione geografica e dell’alta densità di popolazione. Quindi una progettazione resiliente e orientata alla sostenibilità è fondamentale per evitare perdite umane, sociali ed economiche. 

      Società 

      9 persone su 10 che vivono nelle aree urbane di tutto il mondo respirano aria inquinata a causa degli importanti impatti ambientali dovuti a un’economia tutt’ora alimentata da energia fossile. Questo ha enormi impatti sulla salute delle persone, soprattutto quelle appartenenti alle fasce più fragili come bambini e anziani. Ma il costo della rapida e mal progettata urbanizzazione non è solo ambientale e sanitario. Basti pensare al numero crescente di abitanti nelle periferie del mondo e delle metropoli occidentali, con conseguente sovraccarico e inadeguatezza dei servizi sanitari, idrici, sociali e delle infrastrutture come strade e traporto pubblico. Un circolo vizioso a danno dell’ambiente e della comunità. 

      Economia 

      Le città e le aree metropolitane sono le protagoniste della crescita economica, contribuendo a circa il 60% del PIL globale. Possiamo però parlare di un contributo delle città alla sostenibilità economica dell’ecosistema globale? Difficilmente. Serve un cambio di radicale di rotta: una città sostenibile deve poter garantire che tutti i cittadini abbiamo una quantomeno decente qualità della vita, che tutti facciano parte della dinamica produttiva cittadina, così da creare valore condiviso e stabilità sociale senza arrecare danno all’ambiente. 

      Un possibile approccio: il metabolismo urbano. 

      ll metabolismo urbano è un approccio olistico alle tematiche di sostenibilità urbana, ispirato ai sistemi naturali. Questo modello consente di tenere traccia di tutti gli input e output di un ecosistema urbano, permettendo di ottenere dati su risorse idriche, energetiche, alimentari, materiali e sulle persone, da utilizzare per una migliore pianificazione e gestione del territorio. 

      Un tema complesso sul quale ragionare, porre domande e trovare risposte. A tale scopo, il nostro CEO Federico Fioretto ospita in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Paola Pluchino, esperta di Economia Circolare Strategica e autrice del libro “La città vivente – introduzione al metabolismo urbano circolare”.

      52 min
    • Etica efficace e sostenibilità: 20° SustainabiliTALKS©

      Etica efficace e Sostenibilità è il tema del 20° episodio dei SustainabiliTALKS©.

      Un tema chiave ma spesso malinteso

      L’etica, anche chiamata filosofia morale, “indica quella parte della filosofia che si occupa del costume, ossia del comportamento umano”. Nel parlar comune, chiamiamo “comportamento etico” un comportamento che riteniamo conforme a ciò che si ritiene “buono”, o “morale”. Definizione scivolosa, a rischio d’interpretazione soggettiva. In generale quindi non si usa l’etica per definire le strategie e gli obiettivi di un’impresa. Oppure lo si fa in modo molto superficiale, per il marketing e la comunicazione.

      In realtà, gli esseri umani sono molto sensibili al contenuto etico dei comportamenti e delle strutture organizzative nelle quali si svolge la loro vita sociale, dunque anche professionale. Lo sono generalmente in modo inconscio, ma lo sono.

      L’etica al cuore della Sostenibilità

      Il fatto che si tratti di un tema delicato non ci esime dal tentare di scoprire se possa avere attinenza con la Sostenibilità. In effetti si potrebbe dire che l’etica, ovvero la tendenza a realizzare cose benefiche per la società nel suo complesso, è una motivazione essenziale della Sostenibilità.

      Ma lungi da noi il voler tingere la Sostenibilità di buonismo, banalizzandola. Non un’etica qualunque, bensì l’etica efficace è il cuore della Sostenibilità. Cosa intendiamo con questo termine specifico? Etica  efficace è quell’insieme di pensieri, programmi, azioni, comportamenti che realizza obiettivi desiderabili, generatori di Valore.

      Discende da questa affermazione la conseguenza che l’etica efficace può costituire la base ideale per lo sviluppo di strategie e di obiettivi che soddisfano i requisiti della Sostenibilità: gestire in modo trasparente le responsabilità dell’organizzazione per la tutela dell’ambiente, la generazione di benessere sociale e prosperità economica nel lungo periodo.

      Vediamo questi principi in pratica

      Per scoprire se quanto appena affermato sul legame tra etica efficace e Sostenibilità è vero, ne abbiamo parlato con un leader che sull’efficacia dell’etica ha scommesso la propria vita, professionale e non solo. Nel 20° episodio dei SustainabiliTALKS© il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato Vincenzo Linarello, presidente del Consorzio GOEL. GOEL è una realtà di straordinario interesse nel nostro Paese, nato con lo scopo del riscatto della Calabria, regione martoriata dalla criminalità. Il tutto con un progetto basato proprio su valori etici, ma sostenuto da capacità imprenditoriali di straordinaria raffinatezza e, appunto, efficacia.

      53 min
    • Sostenibilità e gestione pandemica: 19° SustainabiliTALKS©


      Sappiamo che la Sostenibilità ha tre componenti fondamentali: quella Sociale, quella Economica e quella Ambientale. La situazione venutasi a creare in molti Paesi del  mondo a partire dalla fine del 2019 (in Europa dall’inizio del 2020), ha impattato su tutti questi aspetti. E ancora lo sta facendo  sia per le imprese, sia per le società all’interno delle quali esse operano. Con implicazioni su diversi piani.

      In questo quadro complesso, con impatti rilevanti sulle imprese e sui loro collaboratori a più livelli, ci pare che la discussione sia carente nel quadro del discorso generale sulla Sostenibilità. Eppure, una società sottoposta a uno shock così forte, dovrebbe a nostro avviso comunicare molto al proprio interno, confrontarsi apertamente alla ricerca di soluzioni condivise. Magari complesse, multidimensionali e non “one size fits all” (una misura va bene per tutti), come sembra si cerchi da molti di fare .

      Crediamo anche che come professionisti della Sostenibilità sia doveroso sollecitare i nostri interlocutori e colleghi imprenditori e manager a una riflessione più ampia. La sfida è grande e non possiamo tirarci indietro dalle nostre responsabilità civili. Che sono anche, ricordiamolo, importanti per il presente e il futuro delle nostre imprese. E delle nostre persone.

      Aggiungiamo domande sul tavolo

      Cercheremo quindi di trovare risposte e soprattutto altre domande da porre sul tavolo comune, favorendo una riflessione più ampia sulla Sostenibilità in questa fase. Con questo fine il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Alberto Contri, Docente di comunicazione sociale e una delle persone più esperte del rapporto tra imprese e società nel nostro Paese.

      58 min
    • Economia del Bene Comune: 18° SustainabiliTALKS©

      L’Economia del Bene Comune sarà il tema del 18° episodio dei SustainabiliTALKS©.

      Nel 2015 il Comitato Economico Sociale Europeo ha riconosciuto L’Economia del Bene Comune come l’unico modello economico – etico, sostenibile e orientato alla coesione sociale – in grado di far fronte alla scarsa resilienza del sistema economico e sociale europeo.

      Ma cos’è l’Economia del Bene Comune (o EBC)?

      L’EBC si definisce come;

      Un movimento internazionale che propone un modello socio-economico etico in cui l’economia mette al centro il benessere delle persone e del pianeta, basato su 5 valori fondamentali orientati al bene comune:Dignità umana
      Solidarietà Giustizia sociale
      Eco-sostenibilità
      Trasparenza
      Condivisione democratica.
      Piano Economico

      In questo sistema socio-economico il fine è il bene comune, una buona vita per tutti, e non una mera accumulazione di denaro e capitale. Pertanto, questo si traduce in minime ineguaglianze di reddito, un consumo di risorse coerente con la capacità portante dell’ecosistema e l’impegno per i diritti e le opportunità delle generazioni future.

      Piano Politico

      Non solo le imprese, ma anche la pubblica amministrazione e la politica ricoprono un ruolo di attivo in questo panorama. Infatti, possono essere decisivi nell’allocare risorse, incentivi, tasse, dazi e public procurement alle imprese sulla base del loro effettivo contributo al bene comune. Andrebbero ad essere privilegiate le aziende più virtuose, rendendo la politica il driver del cambiamento.

      Piano Sociale

      Infine, sul piano sociale l’EBC promuove un’educazione consapevole che sia in grado di far riflettere le persone sul proprio stile di vita ponendo l’accento sulla valorizzazione del proprio essere e della comunità.

      Economia del Bene Comune e Sostenibilità. Quali opportunità per le imprese? Quali gli strumenti utili?

      Per trovare risposte e cercare altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Lidia Di Vece,  commercialista e presidente della Federazione per l’Economia del Bene Comune in Italia. Vi aspettiamo mercoledì 22 Dicembre alle ore 18 in diretta LIVE sulla pagina LinkedIn di Exsulting.

      53 min
    • Moda e sostenibilità: quali possibilità? 17° SustainabiliTALKS©

      Moda e sostenibilità: quali possibilità? È questa la domanda cardine del 17° episodio dei SustainabiliTALKS©.

      Il settore della moda è intrinsecamente non sostenibile in quanto fondato sul creare e rispondere a quelle che sono tendenze del momento, sviluppando un consumo crescente all’accelerarsi del cambio del gusto indotto dai produttori.

      La moda “tradizionale” è organizzata in 4 collezioni all’anno. Nel Fast Fashion invece sono state contate circo 52 micro-collezioni annue. Va da sé che questo settore si faccia protagonista di un ingente accumulo di rifiuti e spreco di materiali.

      Gli impatti ambientali

      A partire dalla produzione delle materie, passando per processi produttivi e fase d’uso e arrivando al fine vita, la moda è responsabile di molti impatti ambientali negativi.

      Per coltivare 1 kg di cotone occorrono circa 11.000 litri d’acqua. Le fibre sintetiche sono costituite di prodotti derivati da petrolio o minerali.  Le tinture utilizzate per i capi possono essere tossiche per l’ambiente, per chi li indossa e per i lavoratori.  Ma non solo, i lavaggi dei nostri capi possono portare alla dispersione in mare di microplastiche impercettibili a occhio nudo, ma comunque in grado di entrare nella catena alimentare attraverso la fauna marina.

      Il fine vita dei prodotti tessili spesso si traduce in conferimento in discarica o abbandono.

      A onor del vero, negli ultimi anni si sta diffondendo ampiamente il mercato dell’usato, ma che valore può avere un capo progettato per durare pochi mesi?

      Gli impatti sociali

      Non è solo la componente ambientale della sostenibilità a essere interessata dagli impatti della moda. Anche il sociale è fortemente vittima del consumismo che caratterizza i nostri giorni. Il consumatore vuole comprare tanto e spesso spendendo il meno possibile. A rimetterci è la catena di fornitura, a partire dai lavoratori che spesso abitano l’altra parte del mondo.

      Salari minimi inadeguati, scarsa sicurezza sui luoghi di lavoro, sfruttamento, sfruttamento minorile… Sono solo alcuni dei costi sociali che dovremmo aggiungere agli scontrini d’acquisto.

      Moda e sostenibilità. Quali alternative possibili? Parliamone con l’esperto

      Per trovare risposte e cercare altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Matteo Ward, Co-founder e CEO di WRAD  una startup di moda focalizzata sull’innovazione, l’educazione e il design sostenibile.

      53 min
    • Nonfinancial reporting, tra comunicazione e strategia: 16° SustainabiliTALKS©

      Il percorso della rendicontazione non finanziaria o di sostenibilità è molto impegnativo per le aziende. Lo è a livello di risorse umane, economiche e strutturali. Ma intraprendere questo cammino nel modo giusto permetterà alle aziende di utilizzare i dati raccolti non solo per comunicarli all’esterno, ma anche per la definizione di strategie aziendali che siano coerenti con i bisogni dell’azienda e dei suoi stakeholder.

      Gli stakeholder, e il mercato stesso, richiedono che le aziende inizino la transizione verso la sostenibilità. E saranno loro stessi a premiare le aziende virtuose. Quelle che praticano la sostenibilità e la comunicano nel modo giusto.

      16° SustainabiliTALKS©: Non-financial reporting, tra comunicazione e strategia

      Tante sono le opportunità per le aziende. E tante sono le incertezze.

      Per trovare risposte a dubbi e curiosità, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Marco Giuliani, Professore ordinario di Revisione aziendale presso la facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche. Dal 2020 è direttore del corso di laurea magistrale in Management della Sostenibilità ed Economia Circolare nel quale è titolare del corso “Sostenibilità, non-financial reporting e assurance”.

      Lo stile che vogliamo utilizzare nei SustainabiliTALKS© è di una chiacchierata intima, pur se svolta in pubblico. Vogliamo mettere sul tavolo domande e riflessioni che aiutino ad andare al cuore dei problemi più scottanti della transizione alla Sostenibilità e allo Sviluppo Sostenibile. Questo sarà l’obiettivo anche di questa puntata.

      54 min
    • Sostenibilità e Impact Investing: 15° SustainabiliTALKS©

      Sostenibilità e Impact Investing sono modi diversi di praticare la stessa cosa? Hanno aspetti in comune? Sono complementari? L’Impact Investing  è la svolta che risolverà le implicazioni sociali, spesso trascurate, della transizione alla sostenibilità? Oppure è l’ennesima forma di greenwashing inventata dal mondo della finanza per sfuggire a una trasformazione ormai indifferibile?


      L’Impact Investing si differenzia prima di tutto dai cosiddetti SRI (Social Responsible Investments), cioè investimenti che escludono attività nocive per società e ambiente. È anche diverso dai cosiddetti “Investimenti Sostenibili” (ESG), cioè che privilegerebbero (il condizionale è d’obbligo, visto il caos nel campo) aziende “virtuose”.

      Si differenziano gli Investimenti “Impact” anche dalla Filantropia, nella quale sostanzialmente il capitale è investito a fondo perduto, senza alcuna aspettativa di un ritorno, salvo eventualmente di immagine.

      Opportunità per le aziende?

      Si tratta quindi di capitali che vanno a finanziare attività da cui ci si aspetta che producano un reddito. Dunque, è possibile che l’II rappresenti un’opportunità per le imprese? E quali sono eventualmente i confini entro i quali queste opportunità possono essere colte?

      Considerando il pubblico dei SustainabiliTALKS© sono proprio questi alcuni tra gli aspetti che vogliamo approfondire nel prossimo incontro. L’ospite sarà uno dei maggiori esperti di Impact Investing in Italia, oltre che un navigato e sensibile uomo di finanza.

      Sostenibilità e Impact Investing ai SustainabiliTALKS©

      Alla ricerca di risposte e di altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questa puntata dei SustainabiliTALKS© Luciano Balbo, fondatore e presidente di Oltre Venture, la prima società italiana di Venture Capital Sociale.

      52 min
    • Sostenibilità sul serio: misura degli impatti e digitalizzazione: 14° SustainabiliTALKS©

      La Sostenibilità “sul serio” richiede alcune azioni indispensabili. Tra queste, stabilire obiettivi precisi, metodologie e strategie per raggiungerli. Successivamente è necessario misurare accuratamente gli impatti e le performance rispetto alle attese. Ciò per poter verificare l’efficacia delle azioni pianificate e correggere il tiro in un’ottica di miglioramento continuo.

      Su entrambi i punti, spesso, casca l’asino: le aziende sono restie a indicare pubblicamente i propri obiettivi, anche su temi e dati sicuramente non riservati. Quanto poi a misurare realmente gli impatti e analizzarne le cause, in vista del miglioramento continuo, questo è davvero un tasto doloroso. Non parliamo nemmeno del rendicontare su obiettivi mancati e coinvolgere gli stakeholder nel superare le proprie difficoltà.

      Eppure, non si potrà raggiungere alcuno degli obiettivi ambiziosi che si è posta l’Europa per mettere in atto gli Accordi di Parigi, ed evitare i danni peggiori del cambiamento climatico, se non si fanno queste cose. La Sostenibilità “sul serio” è l’unica sostenibilità che sia degna di questo nome e porti concreti vantaggi all’impresa e a tutti i suoi portatori d’interesse. Ivi compreso l’ambiente e le nostre comunità.

      Per affrontare questi temi il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato il 13 Ottobre scorso Daniele Roscino Avetrani, Founder di Ecosostenibile.eu, una ESGtech, startup benefit che si occupa di automazione, digitalizzazione e misurazione dei processi ESG.

      Buon ascolto

      53 min
    • Sostenibilità e Moda: un binomio possibile? Ecco il 13° episodio dei SustainabiliTALKS©

      Sostenibilità e moda: un binomio possibile? E’ la domanda cardine del  tredicesimo episodio dei  SustainabiliTALKS©.

      Il settore della moda contribuisce attivamente al Cambiamento Climatico.  Uno studio del 2020 mostra che il settore della moda sia stato responsabile del 4% delle emissioni totali di GHG nel 2018. Per non parlare di tutti gli altri impatti ambientali dovuti all’utilizzo di sostanze più o meno tossiche, solventi e quant’altro.

      La moda è responsabile anche di notevoli impatti sociali. La delocalizzazione della produzione, l’aumento del ritmo al quale vengono presentate nuove collezioni, la crescente diffusione del fast fashion e la richiesta di voler sempre di più e pagare sempre meno, si portano dietro sfruttamento dei lavoratori, salari inadeguati, poca sicurezza sui luoghi di lavoro.

      Morti, malattie, inquinamento in cambio di una t-shirt a pochi euro. Ci sono alternative a questo sistema?

      Alla ricerca di risposte e di altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto ospita in questa puntata dei SustainabiliTALKS© Silvia Gambi, giornalista esperta di comunicazione e sostenibilità, docente e fondatrice del blog Solo moda sostenibile

      55 min

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    Parliamo di leadership, di trasformazione dei conflitti, transizioni e momenti difficili della vita. Contenuti che interessano le persona, sia individualmente, in famiglia o nelle imprese. Ad esempio, successioni in azienda, costruzione di ecosistemi per l'economia circolare, fasi di grande e drammatico cambiamento come divorzi, lutti, o nel lavoro.