Piano, perfetti, partiamo persuasi,
pensando: “Per tutti, le stesse le frasi.”
Tre minuti… bip bip!… che bella lezione:
qui il codice cambia con l’espressione.
La precedenza? Mah!… poesia volante,
un gesto, un sorriso, chi osa va avanti.
Con gli occhi si tratta, col cuore si va,
“Pim! Pam!”… e nessuno si arrabbierà.
Bip bip! Brum brum! Pa-pa-pam!
Balla la strada d’Italia, bam!
Vecchia Multipla, Vespa, bambini e nonnà,
tutti passano… ta-ta-ta!
Pò pò! Brum brum! Din don dà!
Che meravigliosa follia città!
Pare un casino… però non lo è:
balla con loro e sorriderai anche te!
Nel rondò rotola il bravo straniero,
con passo prudente, pensiero sincero.
Da sinistra una cinquecento: zip zip! che rumore!
Da destra Guzzi Lambretta: vruuum vruuum! che furore!
Davanti la nonna passeggia beata,
pacifica, placida, principessa incantata.
Passiamo… passate… passano già…
“Paf! Pfiu!”… miracolo! Tutti di là.
Il clacson diventa compagno cordiale:
“Pò pò!” per salutare, “Papàm!” per passare.
“Pip!” per “permesso”, “Paaam!” per protestare,
“Bibì!” per dire: “Mi puoi ricordare?”
Che banda beffarda, che coregrafia!
Si canta col cofano, senza pietà.
Un colpo è cortese, due sono allegria,
tre fanno già parte della compagnia.
Bip bip! Brum brum! Pa-pa-pam!
Balla la strada d’Italia, bam!
Giulietta, signore, tassì e tramvai,
nessuno si ferma… però passerai!
Pò pò! Brum brum! Din don dà!
Che meravigliosa follia città!
Sembra tempesta… invece lo sai:
tutto si accorda, vedrai, vedrai!
Parcheggi pittori, poeti del posto:
di fianco, di sbieco, sul minimo spazio.
Una in doppia fila, tre fanno corona,
pare una mostra moderna… buonissima!
Gli Vespone sibilano: fss fss… zip zip!
spuntano ovunque con magico flip!
Davanti, di dietro, di lato, lassù…
li conti? Son dieci… poi venti… poi più!
Poi passa il pedone, povero poeta,
con fede, paura, prudenza discreta.
Guarda a sinistra, poi guarda di qua,
poi ancora a sinistra… eh… chissà!
Solleva la scarpa, sospira pian piano,
saluta le auto con piccolo cenno di mano.
Poi un prodigio… screeech!… qualcuno rallenta.
Uno sguardo soltanto… la strada diventa
un patto leggero, gentile, sincero.
Tu passi tranquillo, ma mai troppo fiero.
Le Ape ti girano: zip zip!… però va!
Sei vivo, sorridi… che felicità!
Nel caos che confonde c’è calma nascosta,
un ritmo che nasce, risponde e si sposta.
Nessuno comanda, nessuno cadrà:
si ascolta la strada… e la strada lo sa.
Bip bip! Brum brum! Pam pa-ram!
È traffico? No… sembra quasi uno slam.
Italia che balla, buffa e gentile,
con un colpo di clacson… e un cuore civile.
Bip bip! Brum brum! Pa-pa-pam!
Balla la strada d’Italia, bam!
Bip bip! Brum brum! Pa-pa-pam!
Balla la strada d’Italia, bam!
Bip bip! Brum brum! Pa-pa-pam!
Balla la strada d’Italia, bam!