Ascolta il suono di questa parola,
scivola piano, rinfresca la gola.
Fruttivendolo: undici tocchi leggeri,
voce sincera di piazze e mestieri.
La «f» si apre come un soffio di vento,
le «t» sul palato danno il loro accento,
poi la «v» si solleva e la «l» si posa,
mentre la terra si fa generosa.
Fruttivendolo, musica di strada,
sillabe piene di polpa e rugiada.
Tutta l'Italia si specchia in quel suono,
che fa della spesa un piccolo dono.
Un arco di voci, di rossi e di verdi,
la lingua che tieni se il resto lo perdi.
Le casse di legno sono piccoli altari,
i frutti in fila sono astri rari.
Il mercante pesa l'estate e l'inverno,
un gesto antico che sfida il moderno.
Non mette soltanto la merce sul banco,
regala un sorriso a chi passa ed è stanco.
Fruttivendolo, musica di strada,
sillabe piene di polpa e rugiada.
Tutta l'Italia si specchia in quel suono,
che fa della spesa un piccolo dono.
Un arco di voci, di rossi e di verdi,
la lingua che tieni se il resto lo perdi.
Cinque sillabe tese come fili d'oro,
quel suono fa sognare, dolce tesoro.