Un viaggio nella vita artistica di Tiziana Martucci, tra debutti inattesi, teatro come identità, anni di ricerca, collaborazioni internazionali e nuovi progetti che uniscono voce, corpo e sperimentazione musicale.
Tiziana Martucci: una vita in scena tra ricerca, identità e nuovi linguaggi
Il percorso artistico di Tiziana Martucci non nasce da un piano, ma da un incontro fortuito, uno di quelli che spostano il baricentro della vita. Studentessa di ingegneria, timida e convinta che il palcoscenico non facesse per lei, viene spronata a tentare. Un piccolo corso al Crogiolo con Mario Faticoni e Rita Zeri diventa l’inizio di una strada lunga trent’anni.
Un debutto inatteso che diventa destino
Il primo ruolo con Acroama, assegnato da Lelio Lecis e Alice Capitanio, segna l’avvio di un percorso intenso. Ogni spettacolo, racconta Tiziana, “mi regala una parte nuova di me”, perché recitare significa trasformarsi, crescere, esporsi.
Tra le produzioni più importanti di oggi, spicca “Come vent’anni fa”, un monologo che intreccia una commessa contemporanea con la tragica figura di Ecuba. Il risultato è un’alternanza scenica complessa, dove l’enfasi della tragedia classica lascia spazio alla naturalezza cinematografica del presente.
Il pubblico come centro del teatro
Per Martucci, il teatro vive nel rapporto con il pubblico. A differenza del cinema, dove tutto è frammentato, sulla scena l’interprete respira con la platea, ne avverte i silenzi, le tensioni, le emozioni. È questo scambio che rende ogni replica unica e irripetibile.
Acroama: una famiglia artistica
In quasi trent’anni, Acroama è diventata per lei una casa, una famiglia scelta. Una compagnia che costruisce spettacoli essenziali e visionari, dove la scena si fonda sul corpo dell’attore, sulle luci e sui suoni più che sulla scenografia.
Un teatro poetico, rarefatto, che deve molto all’impronta estetica di Lelio Lecis e che Tiziana ha imparato ad amare anche dopo numerosi studi con maestri internazionali, da Jean-Paul Denizon a Emma Dante.
Anche il teatro per ragazzi fa parte di questa dimensione: tra i prossimi impegni, un divertente spettacolo natalizio diretto da Elisabetta Podda, dove interpreterà una strega cattiva “più convincente di quanto si pensi”.
Formazione e contaminazioni
La crescita artistica non si è mai fermata: workshop, regie, collaborazioni con il Ctb di Braga e spettacoli come “Spettri” di Ibsen hanno arricchito la sua visione e affinato la sua sensibilità scenica.
Tra teatro e musica: nuove strade
Parallelamente al teatro, Martucci porta avanti un progetto musicale con i Black Solanas, collettivo guidato da Valentino Murru. Qui esplora lo spoken word, una forma di narrazione vocale che definisce “come dipingere con la voce”.
Prodotto da un’importante etichetta tedesca, il progetto ha già pubblicato due EP e continua a evolversi, fondendo elettronica, parola e ricerca sonora.
Guardando al futuro
Tra tournée, nuovi spettacoli e collaborazioni internazionali, Tiziana continua a navigare fra linguaggi diversi, mossa da quella curiosità creativa che da sempre la guida. Una vita in scena che si rinnova continuamente, dove la ricerca è l'unica vera direzio