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Serie "La Rete è di tutti" ideata e curata da Fabio Chiusi. Incontro con Benedetta Brevini
In questo nuovo appuntamento di ‘La Rete è di tutti’, il format di Valigia Blu per riflettere — insieme — su come rendere il futuro tecnologico a misura di uomo e democrazia, poniamo una domanda diretta, chiara, ma non per questo semplice: l’intelligenza artificiale fa bene al pianeta?
È la domanda posta dalla nostra ospite odierna, Benedetta Brevini. Brevini è docente di economia politica della comunicazione all’Università di Sydney, visiting fellow del Centre for Law, Justice and Journalism alla City University di Londra e ricercatrice associata alla Central European University di Vienna. Giornalista — ha lavorato in passato per RAI e CNBC, e scrive commenti sul Guardian —, è, e autrice ed editor di diversi saggi, da WikiLeaks al rapporto tra capitalismo, questioni ambientali e informazione.
La depressione per molte persone è traducibile come la difficoltà di vivere e anche di raccontarsi. Tuttavia, questo stadio è già uno di quelli più avanzati. Le persone depresse a volte smettono di raccontare il proprio dolore dopo averci provato per tantissimo tempo, in tanti modi, a volte persino col silenzio, e dopo aver riscontrato una amara verità: difficilmente hanno trovato terreno per un vero ascolto, o persone in grado di riconoscere e affrontare il problema. Ovviamente non senza motivo.
Nella totale assenza di piani d’azione e durante tutto il periodo pandemico, è stato perciò importante l’apporto di progetti nati dal basso e a livello popolare, che oltre ad alleviare l’urgenza di disagi, hanno sottolineato quanto sia politica e collettiva la questione della salute mentale.
Qui l'articolo di Giusi Palomba.
Valigia Blu LIVE - Fabio Chiusi incontra Ivana Bartoletti. Co-fondatrice del network ‘Women Leading in AI’, Visiting Policy Fellow dell’Oxford Internet Institute all’Università di Oxford, e autrice di ‘An Artificial Revolution: On Power, Politics and AI’.
Serie "La Rete è di tutti" ideata e curata da Fabio Chiusi https://www.valigiablu.it/rete-futuro-tecnologie.
Qui il video dell'incontro.
Alla fine degli anni Trenta tutti i paesi del mondo si limitano a regolamentare i flussi migratori esistenti, e nessuno si pone concretamente il problema di mettere in atto un'operazione sistematica di salvataggio. Il mondo, in poche parole, è diviso in luoghi dove gli ebrei d'Europa non possono vivere e in luoghi in cui non possono entrare. E dall’inizio negli anni Quaranta, quando l’Europa finirà via via sotto il tallone nazista, si passerà allo sterminio.
Qui l'articolo testuale.
Per evitare il bla bla bla, a parlare dei tirocini e degli stage, dell’alternanza e dei PCTO dovrebbero essere gli studenti e le studentesse. Bisognerebbe ascoltare le loro voci senza imporci con le nostre retoriche che chiudono loro la bocca. Bisogna dire no al lavoro insicuro, non sindacalizzato, sfruttato, umiliante. Tutto il resto è bla bla bla, pesante e letale come la trave d’acciaio che ha ucciso il diciottenne Lorenzo Parelli.
Qui l'articolo di Alberto Prunetti.
Il 6 gennaio si sono celebrati i duecento anni dalla nascita di Heinrich Schliemann, scopritore di Troia, ma anche personaggio controverso, talvolta al limite della fantarcheologia, i cui ritrovamenti sono oggetto di critica oggi da parte degli studiosi.
Qui l'articolo di Galatea Vaglio.
Su Valigia Blu avevamo descritto la strategia per delegittimare il voto portata avanti da Trump all'indomani della sconfitta alle presidenziali del 2020, fino all'insurrezione di Capitol Hill. Opinionisti, studiosi e commentatori si interrogano: come coprire la cronaca politica di un paese in cui la democrazia è in pericolo? Il giornalismo può salvare la democrazia?
Qui l'articolo di Matteo Pascoletti.
Al giorno d’oggi l’umanità è così intrecciata con la tecnologia da esserne ormai dipendente. È sempre più difficile distinguere l’uomo dalla macchina, fissare la linea di confine. La violazione dei confini tra uomo e macchina porta a sempre maggiore complessità e all’ibridazione in un mondo sempre più intricato di reti di umani e macchine. Quindi: l’ibridazione del corpo può determinare delle conseguenze identitarie? L’uomo non sarà più se stesso?
Qui l'articolo di Bruno Saetta.
Cosa sappiamo sulla variante Omicron e perché sembra aver cambiato le regole del gioco.
Qui l'articolo di Ettore Meccia. L'articolo è stato aggiornato con i dati di quattro studi da Sud Africa, Regno Unito, Danimarca e Scozia che attesterebbero che la variante Omicron è più contagiosa ma sembra richiedere meno ricoveri.
Di fatto, le Grandi Dimissioni sono il sintomo di una grande “resa dei conti” da parte dei lavoratori, in cui ciascuno soppesa i costi e i benefici del proprio lavoro. Sono un fenomeno politico: una delle molteplici forme di lotta con cui lavoratrici e lavoratori di diversa estrazione, età, settore, identificazione razziale e di genere hanno cercato collettivamente nuovi strumenti per rovesciare i rapporti di forza.
Qui l'articolo di Francesca Coin.
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