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Con Giada Messetti e Simone Pieranni.
In questi anni la Cina è stata descritta dai media sostanzialmente seguendo due direzioni “Si arricchisce ogni minuto che passa, andiamo a farci affari”, oppure “È l’inferno dei diritti umani”.
Tuttavia, scrive Giada Messetti, tra questi due estremi esiste una zona intermedia immensa ancora non battuta.
Ecco perché è sempre più urgente capire come pensa il Dragone.
Proviamo a farlo con due giornalisti esperti di Cina, Simone Pieranni fondatore dell’agenzia China Files, ha vissuto per diversi anni in Cina, fino a poche settimane fa si occupava di esteri al Manifesto ora si occupa di podcast a Chora Media, collabora con l’Espresso ed è autore di diversi libri sulla Cina fra cui Red Mirror e La Nuova Cina;
Giada Messetti anche lei ha vissuto a lungo in Cina, sinologa, ha collaborato per diverse testate e trasmissioni tv e radiofoniche, autrice a Rai Tre, cura una rubrica settimanale sulla Cina a Radio Rai 1. Con Simone Pieranni ha ideato e condotto il podcast Risciò. Autrice anche lei di libri sulla Cina fra cui Nella testa del Dragone e l’ultimo uscito a marzo 2022 La Cina è già qui.
A Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, c’è una statua che rappresenta combattenti russi in tenuta da assalto. Nel 2020 in pieno periodo elettorale il presidente Faustin Archange Touadera fece appello a forze esterne mentre sulla città avanzavano gruppi di oppositori armati. Quella statua è di fatto un riconoscimento, un segno di gratitudine verso quei paramilitari così bene addestrati e senza incertezze nel “ristabilire l’ordine”. Sempre nella Repubblica Centrafricana, qualche mese dopo hanno cominciato a circolare t-shirt con un messaggio inequivocabile: “Je suis Wagner”. Chi sono e come operano questi uomini così bene addestrati, temuti e la cui presenza in Africa ha una dimensione politica oltre che militare?
Mentre è sempre più probabile l'estradizione di Julian Assange, ripercorriamo l'inchiesta condotta attraverso FOIA dalla giornalista Stefania Maurizi: un'impressionante serie di battaglie legali per illuminare le opacità dietro ritardi, omissioni, stalli e silenzi che hanno scandito le vicende processuali del fondatore di WikiLeaks. Qui l'articolo.
Partendo dal libro di Michel Eltchaninoff “Nella testa di Vladimir Putin” edizioni e/o, ripercorriamo con lo storico Giovanni Savino comportamenti e discorsi di Putin, le sue fonti di ispirazioni filosofiche e ideologiche, per capire le ragioni più profonde della sua politica criminale e dell’invasione in Ucraina.
David Rossi, capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, è morto il 6 marzo 2013 nel pieno della tempesta giudiziaria che ha coinvolto la più antica banca del mondo.
I magistrati senesi decretano sin da subito che il manager si è ucciso volontariamente ma negli anni successivi sono emersi grazie a lavori di inchiesta giornalistici tutti gli errori (e orrori) investigativi compiuti dalla procura di Siena tra prove distrutte, indagini inquinate, depistaggi, omissioni e menzogne.
Ne abbiamo parlato con Davide Vecchi, che da anni si occupa di cronaca giudiziaria e politica. È stato inviato del Fatto Quotidiano e attualmente dirige il quotidiano Il Tempo e le testate del Gruppo Corriere. Nel 2017 ha pubblicato per Chiarelettere "Il caso David Rossi, il suicidio imperfetto del manager Monte dei Paschi di Siena". Nel novembre del 2021, unico giornalista, è stato chiamato come consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso David Rossi. Anche da questo lavoro e da questa esperienza nasce il suo ultimo libro: "La verità sul caso David Rossi, tutto quello che ancora non sapevamo".
La domanda di adesione della Finlandia alla NATO è ormai quasi certa. Il 12 maggio il presidente Sauli Niinistö e la ministra capo Sanna Marin hanno reso noto, in una dichiarazione congiunta, che “l’appartenenza alla NATO rafforzerebbe la sicurezza della Finlandia. Come membro della NATO la Finlandia rafforzerebbe l’intera alleanza difensiva. La Finlandia deve fare domanda di ammissione alla NATO senza ritardo. Confidiamo che i passi nazionali mancanti per prendere questa decisione saranno compiuti rapidamente nei prossimi giorni”.
Diceva Churchill nel 1939 riferendosi alla Russia: è un rompicapo avvolto in un mistero dentro un enigma. In questo enigma, per raccontarci il ventennio della Russia di Vladimir Putin, tra analisi, reportage e diario personale, si è immerso Mattia Bernardo Bagnoli, giornalista e scrittore, autore di “Modello Putin, viaggio in un paese che faremmo bene a conoscere”, pubblicato nel 2021 da People.
Serie "La Rete è di tutti" ideata e curata da Fabio Chiusi. Incontro con Luciano Floridi, direttore del Digital Ethics Lab e docente di Filosofia ed Etica dell’Informazione a Oxford, e di Sociologia della Cultura e della Comunicazione a Bologna.
In questo nuovo appuntamento di ‘La Rete è di tutti’, il format di Valigia Blu per riflettere — insieme — su come rendere il futuro tecnologico a misura di uomo, diritti umani e democrazia, ci interroghiamo su come dovremmo (ri)pensare la tecnologia e il nostro rapporto con la tecnologia — a partire dai suoi effetti più fondamentali: come concepiamo noi stessi e il mondo (ontologico) e come possiamo conoscere noi stessi e il mondo (epistemologico/gnoseologico).
Sono stati tanti i partigiani internazionali morti per la libertà anche nostra di cui sappiamo molto – come Rudolf Jacobs, o come Giorgio Marincola – ma anche a quelli di cui sappiamo poco, come Leonhard Wenger, o come “l’attendente” austriaco di Jacobs.
Settarismo e manicheismo caratterizzano da tempi il dibattito sul nucleare. Invece di un'accademia platonica, il modello è un ring dove si lotta senza regole. Anche queste discussioni finiscono per consumare inutilmente quel tempo che non abbiamo, mentre le lancette della crisi climatica e degli obiettivi da raggiungere entro il 2030 e il 2050 corrono.
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