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Le notizie che arrivano dal nord dell’Etiopia, dove dallo scorso novembre è in corso un conflitto tra le forze etiopi del primo ministro Abiy Ahmed e quelle del Fronte di liberazione della popolazione del Tigray, parlano di violenze - senza limiti e vergogna - contro le donne. Le cui testimonianze, raccolte dai pochi giornalisti presenti nella regione, fanno pensare a un vero e proprio piano genocidario. Pulizia etnica, insomma.
Spesso le posizioni sull’uso dei forestierismi vengono polarizzate e si riducono a esterofilia vs esterofobia, in una sorta di duello all’ultimo sangue. Come si cercherà di illustrare la questione è, in realtà, molto più sfumata.
Il senso delle lotte femministe nel 2021 è tutto diverso e sempre uguale. Ha sempre a che vedere con la fatica di affermare la legittimità di una visione, qualunque essa sia, contro la falsa neutralità della dominanza maschile, e deve affrontare sempre gli stessi ostacoli: la violenza, il ridicolo, la delegittimazione.
La situazione per i migranti in Bosnia Erzegovina non potrebbe essere peggiore, ma nonostante la tensione crescente gli atti di solidarietà individuale nei confronti dei migranti proseguono ed a questi si aggiunge la rete di solidarietà formatasi in Europa: associazioni e singoli individui che periodicamente si recano in Bosnia Erzegovina per portare cibo e indumenti nuovi.
La pandemia e il caso della sospensione del vaccino Oxford/AstraZeneca, una crisi nella crisi sanitaria, potrebbero contribuire a facilitare la comprensione di alcuni aspetti del rapporto tra scienza, società, politica e informazione di cui si fatica a prendere coscienza.
Le complicazioni nella strategia vaccinale nell’Unione europea, tra problemi burocratici, ritmi differenti nelle campagne vaccinali e consegne delle dosi più lente di quanto previsto, hanno fatto sì che il “vecchio continente” risulti in ritardo nella lotta alla pandemia di COVID-19 rispetto ad altre realtà, come ad esempio Regno Unito, Stati Uniti e Israele.
Da giorni nel Regno Unito si discute del femminicidio di Sarah Everard, la 33enne inglese rapita e poi uccisa mentre stava rientrando a casa a Londra. L’uomo in arresto per il rapimento è un poliziotto. Come recita uno dei cartelli portati alle manifestazioni organizzate per commemorarla, Sarah è stata “uccisa dallo stesso sistema che avrebbe dovuto proteggerla”.
Le devianze comportamentali e gli atti autolesivi nei più giovani sono ancora sistematicamente attribuiti da molti media alle nuove tecnologie siano essi smartphone, social o videogiochi. Eppure, a convalidare questo nesso, non si rintracciano né prove fattuali nei singoli episodi coperti da una cronaca spesso sensazionalistica né solide evidenze scientifiche.
Capire le varianti del virus SARS-CoV-2, quali sono quelle che ci preoccupano e come siamo arrivati a questo punto. Qual'è l'efficacia dei vaccini e cosa ci riserva il futuro.
Emissioni zero, rinnovabili, nucleare, migrazioni forzate: perché la politica ha bisogno della scienza nella sfida al cambiamento climatico.
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