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La corte di cassazione conferma l’applicazione della circostanza aggravante del trattamento inumano e degradante a carico di due soggetti imputati per il reato di trasporto di immigrati, avendo stipato 78 persone a bordo di un semplice natante, senza dispositivi di sicurezza e senza misure igieniche, portandoli dalle coste turche alle coste europee.
Allo stesso modo, la suprema corte ha ritenuto insussistente la loro richiesta di applicazione di circostanza attenuante, sostenendo di essere stati costretti a portare la barca con i migranti a fronte di minacce per la loro incolumità fisica, o mettendo però di indicare il profitto che avrebbero conseguito per questo incarico che loro stessi avevano accettato.
Così trovava la morte Giulia, una ragazza colombiana di 33 anni, uccisa “per errore” dal suo compagno mentre, in una sera di festa con altri amici in casa, l’uomo estraeva il fucile per gioco, arma tuttavia detenuta illegalmente, lasciata carica e senza sicura.
Con la legge 114/2024 cambiano le possibilità di appello del pubblico ministero il quale non potrà più impugnare le sentenze di proscioglimento per i reati di competenza del giudice monocratico, quelli previsti dall’articolo 550 del codice di procedura penale, puniti con una pena massima di quattro anni, oltre a quelli previsti esplicitamente dal secondo comma del suddetto articolo.
Questa interessante modifica porta avanti una battaglia di civiltà giuridica in tutti quei casi dove il cittadino, innocente fino a sentenza passata in giudicato, viene assolto dal giudice di primo grado e conserva il diritto a mantenere la propria innocenza, senza che il pubblico ministero possa accanirsi contro la sua assoluzione cercando di ribaltarla in appello.
È possibile bere acqua o caffè mentre si sta guidando la propria autovettura? Il codice della strada non fornisce un divieto esplicito ma possiamo ricavare le prescrizioni in via indiretta dagli articoli 140,141 secondo comma, 169 primo comma, che impongono al guidatore di procedere in modo prudente e in modo tale da poter rispondere in sicurezza ad eventuali imprevisti che possono capitare durante la guida. Ecco che, allora, ogni nostro comportamento che possa abbassare i livelli di attenzione e risposta deve intendersi vietato, anche se desunto in via indiretta.
La corte di cassazione ha stabilito che, in caso di lavoratore portatore di handicap, il calcolo dei giorni di malattia non possa essere effettuato come quello di un lavoratore non portatore di handicap, altrimenti vi è il rischio che si verifichi in concreto una discriminazione indiretta poiché la disabilità Può comportare un numero superiore di giorni di malattia e una diversa sopportazione dei carichi di lavoro
Il garante privacy esprime parere favorevole sullo schema di disegno di legge e del governo in tema di intelligenza artificiale, riproponendo le stesse doglianze e le stesse preoccupazioni avanzate già mesi fa nel contrasto a ChatGPT, ossia la necessità di una maggiore trasparenza sul trattamento dei dati personali, nonché una chiara indicazione sulle limitazioni di accesso ai minorenni
Secondo una recente sentenza del tribunale civile di Roma anche all’interno delle piattaforme social deve essere garantita la libertà di manifestazione del pensiero da parte delle società private che gestiscono le piattaforme stesse
La situazione clinica di una persona non deve incidere sui servizi a cui può accedere e su future situazioni lavorative, ecco perché è fondamentale arrivare a un pieno diritto all’oblio che deve coinvolgere tanto la riservatezza sulle condizioni di salute quanto il diritto a non venir più giudicati per precedenti vicende giudiziarie
Con ordinanza di fine luglio la corte di cassazione precisa come in tema di licenziamento collettivo non sia possibile procedere all’eliminazione di un solo reparto aziendale in mancanza di specifiche motivazioni tecnico-produttive che spieghino nel dettaglio per quale motivo non sia possibile ricollocare i lavoratori in altre unità produttive dell’azienda
In tema di maltrattamenti in famiglia la sanzione accessoria della sospensione della potestà genitoriale non può essere applicata in maniera automatica ma deve essere frutto di una valutazione dell’evoluzione del rapporto tra il minore e il genitore nel periodo successivo alla condanna, anche alla luce di altri eventuali provvedimenti già assunti in sede civile
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