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Le nostra città sono patriarcato scritto in pietra, mattoni vetro e cemento, scriveva alla fine degli anni ‘90- in una frase ormai diventata celebre – la geografa femminista Jane Darke. Il pensiero della quale si ricollega ad una miriade di pubblicazioni femministe volte ad indagare, con occhiali nuovi, lo spazio pubblico delle nostre città impermeabile, per secoli, all’universo femminile. Perché, secondo un’affermazione della giovane attivista britannica Caroline Criado-Perez- ancora oggi- “quando i pianificatori non tengono conto del genere, gli spazi pubblici diventano di default spazi maschili”.
Come per il linguaggio verbale, lo spazio urbanistico e architettonico non è neutro. E quindi, in seguito all’evoluzione socioeconomica e culturale della società, è tempo di pensare ad una città che rifletta in modo concreto le esigenze e i bisogni delle donne e delle altre minoranze in genere andando oltre le tradizionali visioni stereotipate delle persone e delle comunità.
Ne ragioniamo oggi con l’architetta Azzurra Muzzonigro, ricercatrice urbana indipendente, co-curatrice con l’architetta Florencia Andreola del progetto di ricerca commissionato dalla città di Milano "Sex and the Cities", nell’ambito del quale è nato "Milano Atlante di genere" volto ad indagare gli intrecci fra studi urbanistici e studi di genere nel capoluogo lombardo, con riferimenti anche ad alcune città virtuose come Vienna e Barcellona.
Prima emissione: 13 novembre 2022
Si deve ad Antonio Canova la possibilità di apprezzare in Italia tanti capolavori, fra i quali “Il Laocoonte”, “l’Apollo del Belvedere” o la “Trasfigurazione di Raffaello”. Il massimo esponente del Neoclassicismo in scultura – chiamato anche “il nuovo Fidia”, fu fra le personalità più significative del mondo culturale e politico a cavallo tra 700 e ‘800. E in quanto tale- dopo la sconfitta di Waterloo- venne incaricato di recuperare le opere d’arte di immenso valore strappate all’Italia da Napoleone.
A partire dalla mostra a lui dedicata dal Museo Civico di Bassano del Grappa per i 200 anni dalla morte, Io, Canova Genio Europeo, “Voci Dipinte” affronta oggi i temi della restituzione e della circolazione delle opere d’arte con il co-curatore Mario Guderzo, direttore della Gipsoteca di Possagno e con Tiziana Zanetti esperta di diritto del patrimonio culturale. In tema di opere sequestrate, trafugate e restituite, la mostra della settimana sarà quella del Fondo Gurlitt al Kunstmuseum di Berna. Quella collezione di opere d’arte tristemente nota costituita per ordine nazista durante la seconda guerra mondiale, infine lasciata inaspettatamente in eredità all’Istituto bernese dal suo- comprensibilmente - schivo legittimo erede.
Finché ci saranno i musei ci saranno nuove definizioni di museo, sostiene Georges-Henri Rivière, il primo direttore di ICOM, la principale organizzazione internazionale che rappresenta i musei e i loro professionisti. E in effetti il termine museo ha assunto nel tempo e nello spazio un’ampia gamma di diversificati significati.
Tra questi però spicca quello che le collezioni che gli appartengono sono in grado di regalargli, facendogli assumere anche funzioni specifiche e caratterizzandone le attività e il rapporto con il territorio. Non è un caso che per i suoi primi 40 anni il Museo d’arte di Mendrisio abbia allestito proprio una mostra che presenta la sua collezione e che un’operazione simile sia anche quella dei 25 anni della Fondazione Beyeler.
La riflessione sul rapporto tra i musei e le loro collezioni è al centro anche del saggio della storica dell’arte Raffaella Fontanarossa ("Collezionisti e musei", Einaudi, 2022) ospite di questa puntata di Voci dipinte insieme alla direttrice del Museo d’arte di Mendrisio Barbara Paltenghi Malacrida e al curatore della fondazione Beyeler Raphael Bouvier.
Partito dalla piccola Melide, Domenico Fontana esordisce ventenne come stuccatore nella Roma del secondo Cinquecento, fino a diventare primo architetto del papa Sisto V e in seguito architetto vicereale a Napoli, dove muore nel 1607. Il suo nome è legato soprattutto all’impresa della trasportazione dell’obelisco Vaticano e agli interventi che conferiscono un nuovo assetto al il tessuto urbano della capitale italiana. Ma Fontana è stato anche un abile e innovativo impresario-costruttore a capo di complessi cantieri architettonici e artistici. All’opera e alla figura di Domenico Fontana, che sarà decisivo anche per la carriera degli architetti ticinesi a Roma, la Pinacoteca Züst dedica ora una importante mostra. A “Voci dipinte” ospiti due curatori: lo storico dell’architettura Nicola Navone e la storica dell’arte Patrizia Tosini. Infine andremo a Parigi per la grande esposizione dedicata a Füssli dal Musée Jacquemard-André con l'intervista al curatore e direttore del museo Pierre Curie.
Il battistero di Riva San Vitale è il più antico monumento cristiano ancora esistente in Svizzera e custodisce preziosi cicli pittorici. Edificato con la pietra del luogo, il battistero fu costruito nel V secolo sui resti di precedenti fondazioni romane. Dopo secoli di uso liturgico, nell’Ottocento l’edificio va incontro a un periodo di degrado: e solo nel 1919 si iniziano a scoprire gli antichi dipinti, poi restaurati negli anni 1953-55 sotto la direzione di Ferdinando Reggiori. Un intervento che permetterà di ristabilire la forma originaria dell'edificio, con la demolizione delle costruzioni addossate al battistero. Negli ultimi anni il battistero di San Giovanni è al centro di nuovi restauri e nuove ricerche che hanno svelato la bellezza degli affreschi e arricchito la conoscenza della sua struttura architettonica. Per parlarne a “Voci dipinte” gli architetti e storici del restauro Giacinta Jean e Sergio Bettini.
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Superbarocco, Tempo Barocco, Sfida al Barocco: sono alcune delle grandi mostre dedicate recentemente a questa stagione dell’arte che si è sviluppata a Roma ai primi del Seicento e ha avuto poi conseguenze italiane ed europee. Barocco indica uno stile in architettura e un linguaggio artistico, ma anche una civiltà e un’epoca culturale – il Seicento – contraddistinto dai contrasti, in bilico tra opulenza e crisi. In questo secolo accanto alla bellezza di tanta arte si afferma il commercio globale e l’espansione coloniale, in cui circolano merci e schiavi, ma anche conoscenza e sapere. Qual è stato il contributo del Barocco alla cultura figurativa moderna? Quale la sua eredità e come ha cambiato lo statuto dell’artista? A Voci dipinte per parlarne due ospiti: Flaminia Gennari Santori, Direttrice delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, e lo storico dell’arte e saggista Stefano Zuffi.
Prima emissione 16 ottobre 2022
A duecento anni dalla decifrazione dei geroglifici da parte di Jean François Champollion, importanti mostre e numerose conferenze tornano sulla storia dell’antica scrittura egizia. In questi due secoli è stato possibile ricostruire la grammatica e il lessico di questa lingua. Una scoperta che ha segnato una svolta nella conoscenza della realtà socioculturale e storica di questa antica civiltà. Ma la scrittura geroglifica era soltanto uno dei sistemi grafici e fonetici dell’egiziano che nel corso dei secoli si è evoluto fino al copto. Quanto e come nasce la storia dei geroglifici? Con quale scrittura sono redatti alcuni dei più importanti papiri della storia egizia?
A “Voci dipinte” per parlarne è ospite Susanne Töpfer, responsabile della collezione papirologica del Museo Egizio di Torino. Per la mostra andremo alla Fondazione Peano di Cuneo che espone i carnet di viaggio egiziani della pittrice e musicista Sighanda.
Patrimonio mondiale dell’Unesco dal 2016, la Cité Radieuse di Le Corbusier a Marsiglia, seppur considerata a più riprese un esempio di utopia urbana, non è stata risparmiata anche da forti critiche. Destinata a esercitare notevole influenza su scala mondiale, in concomitanza con il “traguardo” dei settant’anni dall’apertura - che cade proprio in questi giorni- “Voci dipinte” ritorna sull’origine del progetto del grande architetto, urbanista, pittore e geniale pensatore svizzero. Ma da quel fulgido esempio scaturito dalla fusione del ventaglio delle arti (dall’ architettura all’ urbanistica, alla pittura, all’arredamento), arriveremo anche a parlare dell’attualità del costruire edifici d’abitazione in Svizzera. Dialogando con Francesco Dal Co, storico dell’architettura e con l’architetto Ruggero Tropeano, fra i primi studiosi della Cité Radieuse, già architetto della città di Zurigo.
Nel corso dei suoi ormai quasi due secoli di vita la fotografia è penetrata così profondamente nelle nostre vite, dalla cultura al commercio, dalla politica all’informazione, da diventare il dispositivo fondamentale della nostra relazione visiva con il mondo.
Per questo motivo accanto a una storia della fotografia - che potemmo definire tradizionale - che ne ripercorre tappe e correnti, magari accanto all’evoluzione tecnologica che l’ha accompagnata, è possibile ricostruirne un’altra che racconta i suoi innumerevoli utilizzi pratici. Un racconto offerto dalla mostra Image Capital in corso al MAST di Bologna frutto della ricerca incrociata del fotografo Armin Linke e della storica della fotografia Estelle Blaschke, ricercatrice dell’Università di Basilea. Un racconto che il curatore dell’esposizione, lo storico della fotografia Francesco Zanot illustra in questa puntata di "Voci dipinte".
Per la mostra della settimana il magazine di arti visive di Rete Due si sposta poi a Firenze dove Olafur Eliasson ha installato a Palazzo Strozzi accanto a opere storiche una serie di nuove sorprendenti installazioni sul tema del tempo.
"Ora come in passato, la situazione nell’arte e in decine di altri settori continua a essere spiazzante, oppressiva e deprimente per chiunque non abbia avuto la fortuna di nascere maschio di razza bianca, possibilmente dal ceto medio in su.” Era il 1971 quando Linda Nochlin scriveva queste parole nel suo celebre saggio “perché non ci sono state grandi artiste”? che ha aperto la strada alla “storia femminista dell’arte”. Da allora si è fatta molta strada: ne è una prova l’uscita nel 2019 di “Great Women Artists”, una pubblicazione che presenta oltre 500 anni di storia dell’arte, attraverso le opere significative di più di 400 artiste. Il Ventesimo secolo, con il movimento femminista, segna il passaggio fondamentale da uno sguardo maschile a uno sguardo femminile: le donne non sono più soltanto muse, ma creatrici sperimentali, trasgressive, innovatrici.
Quali le figure più significative che hanno segnato la definitiva conquista da parte delle donne dell’autonomia? Se ne parla a "Voci dipinte" che ospita la storica dell’arte e curatrice Jacqueline Burckhardt.
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Un programma che approfondisce temi d’attualità nel mondo dell’arte, con uno sguardo trasversale e multidisciplinare che dà la parola a storici dell’arte, artisti e conservatori, scrittori e…

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