Un’immagine. Una poesia che traduce una poesia. Due linguaggi che si fondono nella voce di Elisabetta Abbondanza, la quale incede tra i ritmi di Piero della Francesca, tra le stoffe e i merletti, i ritorni e le partenze, le scelte e i desideri, la vita, quella straordinaria vita, di santa Elisabetta d’Ungheria.