W la dislessia - Il podcast

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W la dislessia - Il podcast episodes

  • Scopri la dislessia Ep. 39 - Cosa devo fare se mio figlio è disgrafico
    Se tuo figlio è alle medie o alle superiori questa puntata fa per te.

    La prima cosa che devi capire, come genitore, è legata alla possibilità di tuo figlio di scegliere.

    Cosa scegliere?

    Decidere ad esempio se scrivere a mano o usare il pc.

    Troppo spesso viene passato il messaggio che un ragazzo disgrafico non possa in nessun modo scrivere a mano e che l’unica possibilità per lui è il computer, ma non è detto che sia così.

    Tuo figlio deve avere la possibilità di scegliere, così potrà usare uno strumento a seconda del momento che sta vivendo.

    È chiaro che se dovrà fare un compito scritto, dovrà cercare di renderlo il più possibile leggibile ed ordinato, anche se ci metterà più tempo e più fatica.

    L’allenamento è dedicato quindi, soprattutto, all’ordine.

    Altra cosa importante: non è vero che dopo i 12 anni non si migliora più.

    Il punto è che, tornando al discorso iniziale, deve essere una scelta consapevole del ragazzo.

    Può scegliere di esercitarsi e migliorare e, se sostenuto nel modo giusto, potrà riuscirci.

    Anche in questo caso potrai notare quanto l’aspetto emotivo gioca sempre un ruolo importante.

    Pensa ad esempio a come tuo figlio magari scriva meglio in una materia rispetto ad un’altra.
    8 min
  • Scopri la dislessia Ep. 38 - I 4 passaggi per rendere tuo figlio autonomo
    Quante volte ti capita di dirti che tuo figlio non è autonomo e che non riesce mai a fare le cose da solo?

    A noi capita costantemente di lavorare con genitori che hanno l’obiettivo dell’autonomia, ma, per un motivo o per un altro, riescono sempre a complicarsi la vita.

    La vita si complica perché per far crescere l’autonomia bisogna per forza correre dei rischi.

    Hai capito bene, dei rischi!

    In questo caso ce ne sono due di molto forti: il rischio che le cose non vadano proprio come te l’aspetti ed il rischio che tuo figlio esca dal tuo controllo.

    Il secondo rischio spesso crea più danni perché per paura di non poter più controllare tenderai a fare più spesso le cose al posto di tuo figlio o sottoporlo ad un check quasi maniacale delle sue attività.

    In più, se ti sostituisci costantemente a tuo figlio, succederà che lui starà lì a non fare nulla e tu, a quel punto, avrai poco da lamentarti: hai creato tu quella situazione.

    Ma allora che fare?

    Segui questi passaggi:

    1. Non fare le cose al posto suo;
    2. Non sovrapporti a chi sta cercando di lavorare nella direzione dell’autonomia;
    3. Fai fare a tuo figlio.

    A questo punto si aprono 2 scenari: ti basta che tuo figlio faccia le cose da solo o vuoi che tuo figlio faccia le cose da solo ma come piace a te.

    Nel primo caso il lavoro risulta semplice, ma a te, mi sa, le cose semplici non piacciono, quindi ti lascio le istruzioni per il caso B.

    Perché funzioni devi seguire 4 semplici regole:
    1. Fai tu in presenza di tuo figlio e dici a parole tutto quello che fai;
    2. Fai tu e dici a parole e ti fai aiutare in qualche passaggio;
    3. Tu dici a tuo figlio cosa fare, ma non fai nulla in prima persona;
    4. Ti metti ad osservare cosa fa tuo figlio senza aprire bocca.

    Chiaramente non passi al punto successivo senza che quello precedente non sia compreso e funzionante al 100%.
    8 min
  • Scopri la dislessia Ep. 37 - Serve il sostegno per la dislessia?
    E' davvero corretto parlare di ragazzi dislessici che hanno bisogno di sostegno scolastico?

    Facciamo un po' di chiarezza.

    Un dislessico non deve avere sostegno, peraltro questo punto è chiarito nella legge 170, nata anche per evitare che i dislessici fossero passati per ragazzi con una disabilità.

    A volte capisco che può fare comodo per gli insegnanti avere un supporto per la classe, ma non è una necessità di un ragazzo dislessico.

    Eppure molto spesso alcuni genitori pensano che la dislessia sia collegata al sostegno e dobbiamo spiegare quanto questa cosa non sia necessaria.

    Il problema poi del sostegno è che i ragazzi vengono portati fuori dalla classe, sentono spiegazioni diverse e perdono altre spiegazioni.

    In questo modo di sicuro la sua idea di "essere diverso" aumenta quasi sempre.

    Un ragazzo dislessico ha di sicuro bisogno di tempi diversi, ha ritmi diversi ed un insegnante ha il dovere di mettere in atto una didattica funzionale a questo scopo.

    Un dislessico ha bisogno di essere SOSTENUTO, non di sostegno.

    Non ha bisogno che tu faccia le cose al suo posto, ha piuttosto bisogno che lo aiuti a trovare la sua strada.

    Questo è sostenere davvero i ragazzi.
    4 min
  • Scopri la dislessia Ep. 36 - cosa fare dopo aver ricevuto la diagnosi di disgrafia
    Hai appena ricevuto la diagnosi di disgrafia per tuo figlio?

    Possiamo vedere assieme cosa fare.

    Magari in questo momento ci sono alcuni dubbi, ad esempio i passi da fare per permettere a tuo figlio di essere autonomo.

    Quando un bambino ha delle difficoltà con la grafia, significa che ci sono, molto spesso, difficoltà con la motricità fine (ovvero quei piccoli movimenti che la mano e le dita fanno).

    Ma tu vedi i quaderni in disordine e non sai davvero dove sbattere la testa.

    Ed allora cosa devo evitare di fare con mio figlio?

    1. Inserire subito il computer (o il tablet). Non significa che non si debba usare, significa che bisogna attendere i tempi del bambino e dargli la possibilità di sbagliare.

    2. Fargli scrivere infinite pagine piene di esercizi. E' corretto fare allenamento, ma trova delle strategie piacevoli (il gioco ad esempio).

    Cosa fare:

    1. Attivare la motricità fine attraverso il gioco;
    2. Farlo lavorare con attività con cui deve impugnare attraverso le dita (lego, catene di graffette collegate).
    3. In generale tutti le attività che fanno usare le dita e non il braccio.

    Questi 3 punti portano tuo figlio ad avere delle piccole strategie per iniziare a capire come usare la penna al meglio.
    8 min
  • Scopri la dislessia Ep. 35 - Le tabelline, come aiuto mio figlio?
    Se tuo figlio ha delle difficoltà nell’area matematica, ad esempio è discalculico, ci sono una serie di errori da evitare assolutamente.

    Prima di tutto una costante insistenza ad imparare a memoria.
    Se a questa strategia ormai antica aggiungi un quantitativo di stress determinato dalla tua ansia che no riesca, hai appena fatto un patatrac.

    Se tuo figlio va in stress devi fare una cosa prima di tutto: RALLENTARE!

    Se insisti, invece, con l’imparare a memoria, tuo figlio non può capire qual è il sistema dietro alla tabellina e, non capendolo, continuerà ad andare in confusione.

    In più, se impara a memoria, non riuscirà a farle poi a salti, proprio perché non è chiaro il meccanismo.

    Ma cosa puoi fare allora?

    Per prima cosa rispetta i tempi del ragazzo che hai davanti.

    In secondo luogo cerca di rendere la matematica la più concreta possibile.
    Fare esperienza di numero/quantità, soprattutto nei primi anni, è fondamentale.

    Prepara la tavola assieme a lui dicendo quante forchette servono, gioca con lui facendogli associare divertimento e vedrai che sarà più semplice.
    9 min
  • Scopri la dislessia Ep. 34 - Che libri posso consigliare ad un ragazzo dislessico?
    “Buongiorno, avrei una domanda: che libri consiglieresti per un bambino dislessico?”

    Ecco una delle domande che ci vengono fatte più spesso dai genitori nel nostro gruppo su Facebook W LA DISLESSIA!

    C’è la zia che chiede che libri regalare al nipotino che non legge volentieri.

    La mamma che vuole che il figlio si appassioni alla lettura.

    Il papà che vuole che il bambino si eserciti.

    Tutte ottime intenzioni, peccato che chiedere “che libro regalare ad un dislessico” vale come dire “che città mi consigli di visitare?”, ovvero è estremamente soggettivo.

    Il fatto di essere dislessico non deve essere il fattore attraverso il quale scegli il libro (salvo pensare a libri con caratteri più leggibili).

    Il fattore di scelta, se possiamo aiutarti, è capire di che ragazzo stiamo parlando. Per intenderci se conosciamo il ragazzo, sappiamo anche come indirizzarlo a determinati tipi di letture.

    Però, ugualmente, possiamo capire assieme dei parametri per aiutarti:

    1. Diffida della lista dei libri consigliati a scuola (belli grandi classici, fanno parte della storia dei romanzi per ragazzi, ma i ragazzi non ci riconoscono più).

    2. Trova delle letture che siano interessanti per tuo figlio, meglio se sono il più possibile staccate da una valutazione (magari a fine estate).

    3. Trova (che tu sia genitore o insegnante) dei titoli che abbiano a che fare con il periodo che stanno vivendo i ragazzi. Libri in cui si possano identificare.

    A questo aggiungiamo il fatto che la lettura non è fatta solo per imparare, la lettura è fatta anche per piacere è questo dovrebbe essere l’unico obiettivo della lettura “tempo libero”.

    Ma ricordati che il segreto, l’unico modo davvero intelligente per suggerire un libro è racchiuso in questa domanda:

    “Che cosa ti piace?”
    8 min
  • Scopri la dislessia Ep. 33 - Mio figlio ci è o ci fa?
    "Ma non è che mio figlio si stia approfittando delle difficoltà di apprendimento per non fare nulla?"

    A volte può nascere il sospetto che i ragazzi si approfittino della certificazione per "sedersi" e non impegnarsi per niente.

    La realtà è che per molti ragazzi a volte affrontare le proprie difficoltà è davvero complesso e diventa più comodo far finta di non aver voglia di fare nulla e di essere dei fannulloni.

    Ma nella maggior parte dei casi è un'arma difensiva.

    Socialmente è molto più facile accettare un pigrone, un fannullone rispetto ad un ragazzo che ha delle difficoltà di apprendimento.

    E vale anche per un genitore: spesso è più facile dire al figlio "devi impegnarti di più" invece di affrontare le vere difficoltà che sta vivendo.

    Questo discorso vale QUASI sempre però!

    Ci sono anche ragazzi che davvero, nonostante siano dislessici, non hanno voglia di fare nulla: fa parte della normalità delle cose.

    Ma in questo caso non c'entra nulla con la dislessia, probabilmente quel ragazzo avrebbe fatto così in ogni caso.

    Ecco che a volte quindi tuo figlio sia "ci è" che "ci fa".
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 32 - Come spiegare la dislessia ai bambini
    Ma come faccio a spiegare a mio figlio che cos'è la dislessia? Ed è giusto spiegare che cos'è la dislessia ai bambini?

    Queste sono due delle domande che più spesso ci fanno i genitori.

    C'è sempre l'idea che serva fare chissà quali spiegazioni ai ragazzi perché "non si sa mai".

    La realtà è che la maggior parte delle volte è il genitore ad essere spaventato, mentre i ragazzi vivono la cosa in modo molto più tranquillo.

    D'altronde conosci bambini che dicano "oh mio Dio sono biondo, cosa ne penseranno gli altri?".

    No! Perché i capelli sono una caratteristica normale.

    E così dovresti parlare a tuo figlio della dislessia: è una caratteristica.

    Liberati da ansia e paura del giudizio degli altri e vedrai che tuo figlio vivrà molto meglio ogni momento della sua vita.

    L'ambiente di casa sarà sempre per lui il posto dove potrà sentirsi bene ed è questa la tua responsabilità.
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 31 - Cosa fare se tuo figlio passa ore sui videogiochi
    “Possibile che non si stacchi mai da quella ca**o di PlayStation?”

    Ecco uno degli urli di fastidio delle mamme in questo periodo storico.

    I ragazzi sono sempre più rapiti dalla tecnologia e non ci sarebbe nulla di male, Se quella tecnologia avesse delle regole chiare a supporto.

    Se lasci a tuo figlio la totale gestione del videogioco, nella peggiore delle ipotesi diventa dipendente, nella migliore perde del tempo che potrebbe dedicare tranquillamente ad altro.

    Il problema è lasciargli la possibilità di decidere sempre e comunque in autonomia.

    E più è piccolo e più serve una grandissima attenzione.

    Ci sono poi dei momenti particolari in cui è meglio evitare la play (o affini):

    - prima dello studio;
    - prima di dormire.

    Prima dello studio perché il videogioco è molto più veloce della lettura ed il rischio è che, se tuo figlio passa da gioco a libro in poco tempo, si possa distrarre con facilità.

    Se proprio non riesci ad evitare che ci giochi appena finita scuola, almeno fai in modo che ci sia un’altra attività non tecnologica prima dei libri.

    Prima del sonno non serve che lo spieghiamo vero?

    “Ma come faccio a non farlo giocare così tanto?”

    La risposta è: LA SPEGNI!

    Fine di ogni discorso.
    8 min
  • Scopri la dislessia Ep. 30 - Il paragone tra i figli
    “Guarda che bravo tuo fratello!”

    Dietro una frase apparentemente innocente e detta senza particolari intenzioni cattive si nasconde uno dei problemi maggiori che puoi vivere con tuo figlio.

    Il paragone è uno dei principali nemici della crescita perché crea sentimenti contrastanti, e non solo per chi apparentemente è più lento.

    Pensaci.

    Hai due figli, uno molto veloce ed uno molto lento (magari dislessico, ma non è necessario) e inizi a paragonare i tempi ed i risultati: fai danni!

    Il “veloce” potrebbe crescere con la supponenza di chi è perfetto o, ancora peggio, con l’idea di dover COSTANTEMENTE soddisfare aspettative altissime da parte tua.

    Il “lento” invece potrebbe vivere una frustrazione infinita per sentirsi COSTANTEMENTE non adeguato o non all’altezza degli altri.

    Ma c’è un altro paragone: quello che tu fai tra te e tuo figlio.

    Anche tu magari hai avuto difficoltà e potresti pensare che non hai le capacità per aiutarlo.

    Oppure non hai avuto difficoltà e trovi inconcepibili gli insuccessi di tuo figlio.

    Per non parlare dei paragoni che si fanno con gli altri compagni di classe, sia da parte degli insegnanti, che da parte dei genitori stessi.

    Insomma, ricorda questo: ogni persona è diversa e a persone diverse devi mettere in atto comportamenti diversi.
    5 min

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W la dislessia: il podcast pensato appositamente per i genitori.
Niente paroloni, nessuna conferenza o lezione teorica.


In ogni puntata Alessandro, Paola e Valentina vi accompagneranno nel…

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