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Dopo aver perso i genitori, il lavoro e aver lasciato il fidanzato, Beatrice decide di dare una svolta alla sua vita. Lascia quindi la sua amata Roma per trasferirsi in un paesino di cinquemila anime sul Lago Maggiore, dove acquista un bar ormai chiuso da tempo e, dopo una disperata ristrutturazione, apre le porte ai suoi clienti. Qui conosce personaggi autentici e bizzarri che ben presto si affezioneranno a lei. Tutti, a eccezione della sua rivale in affari, Annunciata Albume, titolare di una pasticceria, che cercherà in tutti i modi di metterle i bastoni tra le ruote. La vita in paese sembra scorrere tranquillamente fino a quando Rosa, una delle studentesse che frequenta il bar, viene trovata morta in un bosco di proprietà del conte del castello, un uomo schivo e da anni invisibile ai paesani. Sul corpo della vittima viene rinvenuta una scritta che riporta il nome del bar e Beatrice è subito sospettata da De Gai, il nuovo maresciallo del paese. Oltre a dover lottare per dimostrare la propria innocenza, Beatrice dovrà fare i conti con il suo peso in costante aumento e il suo passato, che spesso torna a tormentarla ma, soprattutto, con la sua perenne sfortuna, che la mette spesso in situazioni comiche e grottesche.
Lilian Dawson è nata e cresciuta a Townsend, una cittadina del Tennessee, ai piedi delle Smoky Mountains. Assieme a sua madre Barbara, gestisce il Second Hand, un negozio di abiti di seconda mano. È abituata a vedere la solita gente muoversi nella cornice invariata di un paese che non accetta di cambiare. Vivere sempre sullo stesso binario da una parte le dà sicurezza, ma dall'altra la porta a pensare che il mondo ha molto di più da offrire, oltre i confini mai esplorati del luogo in cui si trova. È curiosa, ma non troppo da spingersi al distacco. È Mitja Zacharenko a portare il mondo in questa cittadina. Ex illusionista ucraino, reduce da una vita intera di viaggi ed esibizioni negli Stati Uniti, è tornato in Tennessee per chiudere un capitolo difficile del suo passato e ricominciare una nuova vita. Compito arduo, visto che la gente di Townsend non è pronta ad accettare la presenza di una persona diversa, con uno stile di vita impensabile. Al contrario degli altri, però, Lilian si avvicina a lui, attratta dall'alone di mistero e magia che lo avvolge. Non si lascia spaventare dalle cicatrici che Mitja porta sul cuore né dal giudizio con cui la comunità tenta di schiacciare entrambi e separarli.
ll libro di Roberta Terracchio rappresenta una rivoluzione di prospettiva e nasce come studio critico su una delle fiabe più conosciute al mondo. Il cuore del lavoro è senza dubbio la sezione illustrata: i bellissimi disegni raccontano meglio di ogni teoria il dramma nascosto che si cela oltre il celebre cappuccio della bambina, protagonista-vittima della storia. Non è un libro rivolto specificatamente ai più piccoli, anzi si propone come fonte per approfondimenti critici e didattici sulle molteplici metastorie contenute nei grandi classici europei della cosiddetta letteratura per l’infanzia e in particolare in Cappuccetto Rosso, fiaba di cui esistono numerose varianti: tra le più celebri si ricordano quelle di Charles Perrault e dei fratelli Grimm. Le cronache dei giornali raccontano ogni giorno di atti inumani, violenze sui minori, stupri e “femminicidi”, tutti episodi e vicende che dimostrano l’inconsulta malvagità di cui l’uomo è capace. L’appendice, che costituisce una parte essenziale di questo libro, si concentra proprio sull’analisi delle teorie che nel tempo hanno costituito le diverse esegesi della fiaba di Cappuccetto rosso, ritenuta da sempre e a torto semplice e “innocente”. «Cosa c’è oltre il cappuccio rosso? Cosa nasconde la fiaba di cappuccetto rosso? Oltre le apparenze di una fiaba, una tragica storia di paure. Oltre il cappuccio rosso c’è una bambina, ormai donna, che non riesce a dimenticare quel giorno in cui il Lupo le cambiò la vita».
Iniziamo la nuova stagione di Podcast con un approfondimento sul sesso.
Insieme a Edoardo Risaliti abbiamo preso spunto dal libro di Bell Hooks "The Will to Change - Men, Masculinity and Love" per parlare di some la mascolinità tossica impatti sulla vita di coppia (e non solo), fino ad addentrarsi tra le nostre lenzuola e influenzare il più intimo dei rapporti: quello con il sesso.
Tra gli anni '50 e '60, l'Alta Langa era un luogo fuori del tempo: piccole frazioni, nascoste tra roveri e castagni, dove si viveva come all'inizio del secolo, seguendo ritmi antichi e riscaldando una sola stanza. Vinx, figlio di contadini, e Mara, trovatella presa in affido per il sussidio - come ancora accadeva, tra quelle colline - sono uniti e complici, più che fratelli, in un ambiente che ignora talenti e aspirazioni. Giovanissimi, dopo un fatto che li coglie di sorpresa e li sconvolge, prendono strade diverse. Lui viaggia, diventa un artista. Lei, a Torino, cresce un figlio con disabilità, vive le lotte in fabbrica e un faticoso riscatto, attraverso il femminismo. Vite che si perdono e si rincorrono in una grande storia d'amore.
Basta l’ipotesi del karma per allontanare da noi, e per sempre, il carico di responsabilità veicolato dal concetto di libero arbitrio, inesorabile condanna per ogni errore commesso, imprevedibile o evidente? Può un paio di scarpe condizionare e decidere in maniera determinante lo sviluppo di vita di un bambino e quindi il suo conseguente futuro? Per quanto la cosa sembri inverosimile, è proprio quanto succede ad Antonio Nocera, costretto dall’indigenza della propria famiglia a presentarsi a scuola con delle calzature prese in prestito dal padre (ed evidentemente ben più grandi del suo numero), che lo trasformano immediatamente in oggetto delle odiose prese in giro da parte dei suoi compagni di classe. Da quel momento in poi, la sua vita comincia a prendere un altro corso, portandolo progressivamente a conoscere i nuclei giovanili della criminalità organizzata, i boss territoriali, i vertici della Camorra nel pieno della guerra fratricida degli Anni ’80, gran parte degli Istituti di massima sicurezza del Paese, personalità di spicco della cronaca nera e malavita nazionale, fino al pentimento e alla collaborazione con le Autorità giudiziarie. Una vita vissuta interamente alla massima velocità e con la consapevolezza del rischio sempre al proprio fianco, fino a che Antonio non sente la necessità di decelerare e fermarsi per trovare finalmente quanto non avuto prima. E tutto a causa di un paio di scarpe…
Ossa Sacre è il mio diario lirico alla scoperta dell’importanza del “sé”. È il lungo percorso che ha compiuto il mio cuore: un percorso di guarigione, di accettazione della mia emotività cronica esasperata. Ho amato, ho perso ed ho perduto anche me stessa finché non ho imposto alle mie ossa allora ancora cedevoli di accettare la lezione più dura che chiunque possa imparare: spesso, non veniamo amati nella stessa maniera in cui noi diamo il nostro amore.
Ossa Sacre è una raccolta di cinquantaquattro poesie in versi liberi di cui cinque sono in lingua inglese. È suddivisa in tre sezioni: Giovane e dal cuore pesante, Risputata da un ventre iracondo, e A ciò che ho riversato nella poesia e a ciò che la poesia ha riversato in me. Sono tre nuclei tematici che corrispondono alla sofferenza, all’accettazione del dolore e alla via per la guarigione. Queste tre sezioni sono precedute da un’introduzione che contiene alcune pagine di diario scritte durante la composizione delle prime poesie, ovvero da dove parte l’idea di racchiudere tutte queste liriche insieme. Alla fine del manoscritto c’è una piccola Morale della storia.
Ossa Sacre vorrebbe essere un progetto a sostegno per tutti coloro che hanno sofferto. Con la mia poesia, io vi offro la mia mano.
La bicicletta per le donne non è mai stata solo un mezzo di trasporto, ma un veicolo con cui portare avanti battaglie, sfidare le convenzioni e tratteggiare la via per la propria emancipazione. Dalla sua nascita agli anni delle pioniere; dalle imprese di Alfonsina Strada, unica donna ad aver preso parte a un Giro d’Italia maschile, alla Resistenza che trasformò la bicicletta in un’arma preziosa; dagli anni ’60, con le battaglie sociali e il riconoscimento del ciclismo agonistico femminile, all’epoca odierna in cui, a fronte di alcune importanti conquiste, il lavoro da fare resta molto. La bicicletta è ancora sinonimo di resistenza e rivoluzione nei luoghi in cui le donne devono battersi per i diritti più elementari, ma anche nelle città occidentali, dove la lotta per il proprio riconoscimento va di pari passo con la ricerca di una mobilità democratica e inclusiva, con lo sguardo all’ambiente. Nella battaglia per l’autodeterminazione, nella volontà di costruire una società più equa e giusta, la bicicletta è un’ottima alleata delle donne. Perché è sostenibile, libera, non violenta, e permette di conquistare spazi fisici e sociali che a volte ancora sembrano preclusi.
Per questo episodio abbiamo avuto l'onore di intervistare la traduttrice Cristina Cigognini di 8tto Edizioni.
La raccolta di micro-racconti di cui abbiamo parlato è "Da dove entra la luce" scritto da Claire Fisher, ed è stata tradotta proprio da Cristina. Questo titolo, come le altre edizioni scritte e curate da autrici donne, può essere trovato sul marketplace di Women Plot, all'indirizzo womenplot.com
Buio. Luce. Due poli estremi, gemelli inseparabili e inconciliabili. Lo spazio infinito tra essi, ogni cangiante sfumatura che li divide, è la materia di cui sono fatti i 60 racconti che compongono Da dove entra la luce. Micro storie, a volte poco più di frammenti che esplorano, attraverso una varietà di personaggi senza nome, le crepe dolorose che li danneggiano, ma anche le fessure attraverso cui entra la luce che li salva e li redime. Dal mantra attaccato al frigo con un magnete alla verità sulle barbe, dai negozi di pollo fritto alle cose che gli smartphone rendono meno probabile che si faccia in un luogo pubblico, Clare Fisher dipinge con la sua voce unica un ritratto efficace, divertente e allo stesso tempo toccante della vita contemporanea, mettendo a nudo abitudini, problemi, idiosincrasie di uomini e donne della classe media britannica in modo innovativo e coraggioso, con quella partecipata umanità che è, fin dal suo esordio, il tratto distintivo che più la caratterizza.
Claire Fisher è a Tooting, sud di Londra, ha studiato Storia a Oxford e ha poi ottenuto una laurea magistrale in Scrittura Creativa presso l’Università Goldsmiths di Londra. Autrice di romanzi e racconti, insegnante di scrittura creativa e consulente editoriale, vive a Leeds, dove è coinvolta in numerosi progetti letterari ed artistici.
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