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By Michele D’InnellaSociety & Culture
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  • La Mattanza - Dai silenzi sulla Mafia al silenzio della Mafia
    Salvatore Riina, detto Totò (Corleone, 16 novembre 1930 – Parma, 17 novembre 2017), è stato un mafioso italiano, boss di Cosa Nostra e considerato il capo dell'organizzazione dal 1982 fino al suo arresto, avvenuto il 15 gennaio 1993.
    Secondo molti, fu il mafioso più potente, pericoloso e sanguinario di tutta Cosa Nostra in quegli anni, talvolta menzionato come "Il capo dei capi". Veniva indicato anche con i soprannomi: û curtu, per via della sua bassa statura e La Belva, per indicare la sua brutalità sanguinaria.
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    1 hr 56 min
  • Duplice Omicidio in Somalia - Il Caso Irrisolto di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin
    Mogadiscio, 20 marzo 1994. Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, giornalista e fotoreporter del TG3 vengono trovati assassinati. Ha inizio così una serie infinita di depistaggi e di misteri che coinvolgono il traffico internazionale di rifiuti tossici, la CIA ed i servizi segreti italiani. Una storia forse legata alla tragedia del Moby Prince.
    Alpi e Hrovatin furono uccisi in prossimità dell'ambasciata italiana a Mogadiscio, a pochi metri dall'hotel Hamana, nel quartiere Shibis; in particolare, in corrispondenza dell'incrocio tra via Alto Giuba e corso Somalia (nota anche come strada Jamhuriyada, corso Repubblica). La giornalista e il suo operatore erano di ritorno da Bosaso, città del nord della Somalia: qui Ilaria Alpi aveva avuto modo di intervistare il cosiddetto sultano di Bosaso, Abdullahi Moussa Bogor, che riferì di stretti rapporti intrattenuti da alcuni funzionari italiani con il governo di Siad Barre, verso la fine degli anni ottanta. La giornalista salì poi a bordo di alcuni pescherecci, ormeggiati presso la banchina del porto di Bosaso, sospettati di essere al centro di traffici illeciti di rifiuti e di armi: si trattava di navi che inizialmente facevano capo ad una società di diritto pubblico somalo e che, dopo la caduta di Barre, erano illegittimamente divenute di proprietà personale di un imprenditore italo-somalo. Tornati a Mogadiscio, Alpi e Hrovatin non trovarono il loro autista personale, mentre si presentò Ali Abdi, che li accompagnò all'hotel Sahafi, vicino all'aeroporto, e poi all'hotel Hamana, nelle vicinanze del quale avvenne il duplice delitto. A bordo del mezzo si trovava altresì Nur Aden, con funzioni di scorta armata.
    Sulla scena del crimine arrivarono subito dopo gli unici altri due giornalisti italiani presenti a Mogadiscio, Giovanni Porzio e Gabriella Simoni. Una troupe americana (un freelance che lavorava per un network americano) arrivò mentre i colleghi italiani spostavano i corpi dall'auto in cui erano stati uccisi a quella di un imprenditore italiano con cui successivamente vennero portati al Porto vecchio. Una troupe della Svizzera italiana si trovava invece all'Hotel Sahafi (dall'altra parte della linea verde) e filmò su richiesta di Gabriella Simoni - perché ci fosse un documento video - le stanze di Miran e Ilaria e gli oggetti che vennero raccolti.
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    2 hr
  • Renato Vallanzasca - Milano Calibro 9
    Renato Vallanzasca (Milano, 4 maggio 1950) è un criminale italiano, autore di numerosi sequestri. A metà degli anni '70 stringe alleanze con il boss cirotano Mario Trifini e con Pasquale Ventura che gli permetteranno di soggiornare durante la latitanza in Calabria tra Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto. È stato condannato, complessivamente, a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione.
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    1 hr 30 min
  • Matteo Messina Denaro - Il Boss in Latitanza
    Matteo Messina Denaro (Castelvetrano, 26 aprile 1962) è un mafioso italiano, legato a Cosa nostra, considerato tra i latitanti più ricercati e pericolosi al mondo.
    Capo del mandamento di Castelvetrano e rappresentante indiscusso della mafia in provincia di Trapani, risulta essere attualmente uno dei boss più potenti di tutta Cosa nostra, arrivando a esercitare il proprio potere ben oltre i confini della propria provincia, come in quelle di Agrigento e addirittura Palermo.
    Per quanto tradizionalmente il potere assoluto sull'intera organizzazione non possa essere concentrato nelle mani di un padrino estraneo a Palermo, e sebbene dopo la morte di Salvatore Riina non vi siano più state prove di un'organizzazione piramidale di Cosa nostra, alcuni inquirenti si sono esplicitamente riferiti al latitante castelvetranese come all'attuale capo assoluto.
    Altre fonti, attualmente più realistiche, vedono il boss ormai esclusivamente alle prese con la propria latitanza, forse anche lontano dalla Sicilia, formalmente solo con il ruolo di referente mafioso della provincia di Trapani ma senza un ruolo attivo all'interno di Cosa Nostra.
    Era soprannominato 'U siccu («il magro»), a causa della sua costituzione fisica, o anche Diabolik.
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    1 hr 34 min
  • La Morte sul Lavoro
    Carlo Lucarelli indaga sulle ragioni profonde degli incidenti, sui problemi della sicurezza sul lavoro, quanto è stato fatto per difenderla e quanto ancora resta da fare per impedire che il lavoro, fondamento nella nostra Repubblica e della nostra Costituzione, che dovrebbe portar vita e magari la possibilità di esprimere il proprio talento, porti così spesso la morte.
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    1 hr 9 min
  • Il G8 di Genova - Documentario sulle tre giornate di terrore
    Il summit G8 più noto resta probabilmente quello di Genova del 19-21 luglio 2001. Esso venne pesantemente contestato da migliaia di no global provenienti da ogni parte del mondo.
    Tra i manifestanti pacifici si mischiò un numero imprecisato di appartenenti al black block, fautori di azioni violente e teppistiche a danno di quelli che venivano visti come i simboli del sistema capitalistico e globalizzato, quali banche e società di lavoro interinale. Le forze dell'ordine intervennero caricando duramente anche i cortei pacifici. Durante gli scontri che ne seguirono, il 20 luglio, seconda giornata dei lavori, mentre una camionetta dei carabinieri era assaltata in piazza Alimonda, un Carabiniere di leva sparò ad altezza d'uomo uccidendo un ragazzo, Carlo Giuliani, che a circa 4 metri dalla camionetta aveva sollevato un estintore con l'intenzione di lanciarlo verso il mezzo. Il carabiniere, Mario Placanica, fu poi prosciolto dalle accuse a suo carico per aver agito in stato di legittima difesa. Rimane da chiarire l'effettiva dinamica di molti degli episodi di quei giorni, che arrecarono danni alla città e in cui molti manifestanti pacifici furono duramente colpiti dalle forze dell'ordine e rimasero feriti. In particolare resta un episodio oscuro: la violenta perquisizione da parte delle forze dell'ordine nella scuola Diaz e la successiva traduzione degli occupanti della scuola nella caserma di Bolzaneto, fatti in cui molti degli occupanti della scuola furono feriti e maltrattati. L'episodio ha destato l'attenzione di autorevoli osservatori quali Amnesty International a causa delle torture per motivi abietti subite dai reclusi nella caserma del reparto celere di Bolzaneto.
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    1 hr 52 min
  • Ladri di Futuro - Storia delle Ecomafie
    Il termine ecomafia, nella lingua italiana, è un neologismo coniato dall'associazione ambientalista Legambiente per indicare le attività illegali delle organizzazioni criminali, di tipo mafioso, che arrecano danni all'ambiente.
    In particolare sono generalmente definite ecomafie le associazioni criminali dedite al traffico e allo smaltimento illegale dei rifiuti.
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    1 hr 11 min
  • Il Mostro di Merano - Ferdinand Gamper
    Il primo marzo 1996 la polizia e la Criminalpol sono schierate davanti alla porta di un maso, tipica abitazione del Trentino Alto Adige. All’interno si è barricato un uomo dopo aver sparato in faccia a un maresciallo. Quell’uomo è Ferdinand Gamper e ha ucciso sei persone a Merano con un colpo in testa di calibro 22. L’unico movente degli omicidi sembra essere quello dell’odio verso gli italiani, testimoniato anche da un messaggio lasciato dal killer accanto a una delle ultime vittime. Naturalmente le cose non sono così semplici come sembrano: scavando sotto la superficie della cronaca, emergono i tratti della personalità dell’assassino e la sua tormentata storia familiare.
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    Inoltre, se desideri approfondire tutti i retroscena più oscuri dietro le menti dei più famosi serial killer italiani, da oggi puoi farlo! Ascolta subito la puntata di “No Pasa Noche” sul profilo psichiatrico del Mostro di Merano: https://open.spotify.com/show/6MbuFZivzFzCRJIyiT5089?si=U2A9e6kPQR2aABXKnzb8mA
    47 min
  • La Sacra Corona Unita
    La Sacra Corona Unita è un'organizzazione criminale italiana di connotazione mafiosa che ha il suo centro in Puglia, prevalentemente attiva nel Salento e che ha trovato degli accordi criminali con organizzazioni criminali dell'est europeo. Per la sua specificità emerge e si distacca dalle altre mafie italiane.
    Ha raggiunto il suo apice tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta del XX secolo. Successivamente all'intervento dello Stato, e a un gran numero di arresti, è stata indebolita e marginalizzata, per poi perseguire a partire agli anni dieci del XXI secolo, una strategia di mimetizzazione e di infiltrazione nel tessuto imprenditoriale, alla ricerca del massimo consenso in tutti gli strati della società, come denunciato più volte da Cataldo Motta, procuratore capo della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Lecce.
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    1 hr 37 min
  • La silenziosa Guerra di Spie tra Italia, Libia, Palestina ed Israele
    Storia della guerra di spie tra Libia, Israele e Palestina che coinvolse l'Italia tra gli anni 70 ed 80. Una storia intricata tra Libia e gli omicidi dei dissidenti libici in Italia, il terrorismo palestinese, il sequestro dell'Achille Lauro, la Guerra in Libano e la scomparsa di due giornalisti italiani...
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    1 hr 43 min

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