....

....

By Michele D’InnellaSociety & Culture
Download on the App Store

.... episodes

  • Il segreto di Paolo Borsellino
    Paolo Borsellino è stato un magistrato italiano, vittima di Cosa Nostra nella strage di via D'Amelio assieme ai cinque agenti della sua scorta.
    Assieme al collega e amico Giovanni Falcone, Paolo Borsellino è considerato una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale.
    Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, così come in un'intervista televisiva con Lamberto Sposini, Borsellino aveva parlato della sua condizione di "condannato a morte".
    Sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra e sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate...
    Entra a far parte della nostra community seguendo Blu Notte su Instagram e Twitter e iscriviti al canale Telegram per rimanere sempre aggiornato sulle prossime puntate cliccando su questi link:
    • Twitter: http://twitter.com/BluNottePodcast
    • Instagram: instagram.com/blu.notte.podcast
    • Telegram: https://t.me/BluNottePodcast
    1 hr 7 min
  • Il Bandito Giuliano
    Salvatore Giuliano, noto come il bandito Giuliano è stato un brigante italiano. A capo di una banda armata, per alcuni mesi sfruttò la copertura dell'EVIS, il braccio armato del Movimento Indipendentista Siciliano attivo a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, ma il suo nome resta principalmente legato alla strage di Portella della Ginestra (1º maggio 1947), in cui morirono undici persone e altre ventisette rimasero ferite. Sulla morte di Giuliano esistono almeno cinque differenti versioni e il segreto di stato fino al 2016. Alcuni, come il ricercatore storico Giuseppe Casarrubea, addirittura sostengono che il Giuliano morto in Sicilia fosse un sosia, e che il vero Salvatore fu fatto fuggire all'estero oppure divenne latitante e fu ucciso solo alcuni anni più tardi, in un bar di Napoli, con un caffè al cianuro.
    Secondo un'ultima ipotesi, al posto del bandito fu ucciso, forse intenzionalmente, un suo sosia, per essere poi tumulato al suo posto. Per queste ragioni lo studioso Giuseppe Casarrubea ha chiesto alla Procura di Palermo di riaprire la bara tumulata nella cappella della famiglia Giuliano a Montelepre per accertarne l'identità. La riesumazione è avvenuta il 28 ottobre 2010 ma l'esame del DNA e gli accertamenti medico-legali hanno confermato che i resti sepolti nella tomba della famiglia Giuliano appartengono realmente al bandito e quindi l'inchiesta è stata archiviata.
    Entra a far parte della nostra community seguendo Blu Notte su Instagram e Twitter e iscriviti al canale Telegram per rimanere sempre aggiornato sulle prossime puntate cliccando su questi link:
    • Twitter: http://twitter.com/BluNottePodcast
    • Instagram: instagram.com/blu.notte.podcast
    • Telegram: https://t.me/BluNottePodcast
    51 min
  • Le Brigate Rosse (Parte 2) - Dalla guerra dichiarata allo Stato Italiano allo scioglimento finale
    Dopo il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro le Brigate Rosse sembrarono in grado di influire in modo decisivo sull'equilibrio politico italiano e di poter sovvertire l'ordine democratico della Repubblica.
    L'organizzazione entrò in crisi nei primi anni ottanta per il suo irreversibile isolamento all'interno della società italiana e venne progressivamente distrutta grazie alla crescente capacità di contrasto da parte delle forze dell'ordine, e anche grazie alla promulgazione di una legge dello Stato italiano che concedeva cospicui sconti di pena ai membri che avessero rivelato l'identità di altri terroristi. Nel 1987 Renato Curcio e Mario Moretti firmarono un documento in cui dichiaravano conclusa l'esperienza delle BR.
    Secondo l'inchiesta di Sergio Zavoli “La notte della Repubblica”, dal 1974 (anno dei primi omicidi ad esse attribuiti) al 1988 le Brigate Rosse hanno rivendicato 86 omicidi: la maggior parte delle vittime era composta da agenti di polizia e carabinieri, magistrati e uomini politici. A questi vanno aggiunti i ferimenti, i sequestri di persona e le rapine compiute per «finanziare» l'organizzazione.
    Renato Curcio ha calcolato che 911 persone sono state inquisite per avere fatto parte delle BR, alle quali vanno aggiunte altre 200-300 persone facenti parte dei vari gruppi armati che dalle BR si staccarono (Partito Comunista Combattente, Unità Comuniste Combattenti, Partito Guerriglia, Colonna Walter Alasia).
    La denominazione Brigate Rosse è ricomparsa, dopo anni di assenza, nel 1999, per rivendicare nuovi cruenti attentati nel periodo 1999-2003. In un comunicato emesso nel 2003 dalla Procura della Repubblica di Bologna l'organizzazione veniva considerata ancora attiva con nuovi componenti.
    Entra a far parte della nostra community seguendo Blu Notte su Instagram e Twitter e iscriviti al canale Telegram per rimanere sempre aggiornato sulle prossime puntate cliccando su questi link:
    • Twitter: http://twitter.com/BluNottePodcast
    • Instagram: instagram.com/blu.notte.podcast
    • Telegram: https://t.me/BluNottePodcast
    1 hr 47 min
  • Le Brigate Rosse (Parte 1) - Dalle origini al sequestro di Aldo Moro
    Le Brigate Rosse (BR) sono state un'organizzazione terroristica italiana di estrema sinistra costituitasi nel 1970 per propagandare e sviluppare la lotta armata rivoluzionaria per il comunismo.
    Di matrice marxista-leninista, è stato il maggiore, il più numeroso e il più longevo gruppo terroristico di sinistra del secondo dopoguerra esistente in Europa occidentale.
    L’atto terroristico più eclatante compiuto dalle Brigate Rosse è stato il sequestro, e la conseguente uccisione, del ministro Aldo Moro.
    La mattina del 16 marzo 1978, giorno in cui il nuovo Governo guidato da Giulio Andreotti stava per essere presentato in Parlamento per ottenere la fiducia, l'auto che trasportava Aldo Moro dalla sua abitazione alla Camera dei deputati, fu intercettata e bloccata in via Mario Fani a Roma da un nucleo armato delle Brigate Rosse.
    In pochi secondi, sparando con armi automatiche, i brigatisti uccisero i due carabinieri a bordo dell'auto di Moro (Oreste Leonardi e Domenico Ricci), i tre poliziotti che viaggiavano sull'auto di scorta (Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.
    Dopo una prigionia di 55 giorni, durante la quale Moro fu sottoposto a un processo politico da parte del cosiddetto “tribunale del popolo” istituito dalle stesse Brigate Rosse e dopo che queste ultime avevano chiesto invano uno scambio di prigionieri con lo Stato italiano, Moro fu ucciso.
    Il suo cadavere fu ritrovato a Roma il 9 maggio, nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani, una traversa di via delle Botteghe Oscure, distante circa 150 metri sia dalla sede nazionale del Partito Comunista Italiano che da Piazza del Gesù, sede nazionale della Democrazia Cristiana.
    Entra a far parte della nostra community seguendo Blu Notte su Instagram e Twitter e iscriviti al canale Telegram per rimanere sempre aggiornato sulle prossime puntate cliccando su questi link:
    • Twitter: http://twitter.com/BluNottePodcast
    • Instagram: instagram.com/blu.notte.podcast
    • Telegram: https://t.me/BluNottePodcast
    1 hr 37 min
  • La Storia della Camorra
    La Camorra è un'organizzazione criminale italiana di connotazione mafiosa originaria della Campania. Raffaele Cutolo è un mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata. Ha due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo, i quali intrapresero come il fratello una carriera criminale; Rosetta condivise le sorti del fratello e fu importante per le attività della NCO.
    Entra a far parte della nostra community seguendo Blu Notte su Instagram e Twitter e iscriviti al canale Telegram per rimanere sempre aggiornato sulle prossime puntate cliccando su questi link:
    • Twitter: http://twitter.com/BluNottePodcast
    • Instagram: instagram.com/blu.notte.podcast
    • Telegram: https://t.me/BluNottePodcast
    1 hr 12 min
  • Felice Maniero - La Mala del Brenta
    La Mala del Brenta fu un'organizzazione criminale mafiosa nata in Veneto intorno agli anni settanta e in seguito estesasi nel resto dell'Italia nord-orientale. È stata duramente colpita negli anni novanta, dopo l'arresto ed il pentimento del principale capo Felice Maniero. Quest’ ultimo, soprannominato "faccia d'angelo", ha commesso rapine, assalti a portavalori, colpi in banche e in uffici postali, ed è stato accusato di omicidi, traffico di armi, droga e associazione mafiosa.
    Entra a far parte della nostra community seguendo Blu Notte su Instagram e Twitter e iscriviti al canale Telegram per rimanere sempre aggiornato sulle prossime puntate cliccando su questi link:
    • Twitter: http://twitter.com/BluNottePodcast
    • Instagram: instagram.com/blu.notte.podcast
    • Telegram: https://t.me/BluNottePodcast
    1 hr 47 min
  • La Mafia al Nord Italia
    Camorra e ‘ndrangheta venete: se prima si parlava di “infiltrazioni” al Nord della criminalità organizzata, nell’ultimo mese diverse inchieste della Direzione distrettuale antimafia ne hanno mostrato una vera e propria “presenza” radicata in Veneto.
    Una questione che è stata sottovalutata. Solo pochi mesi fa un sondaggio pubblicato da Libera – l’associazione presieduta da Don Luigi Ciotti che lotta contro le mafie – mostrava che al Nord Est per 4 cittadini su 10 “la mafia è invisibile e la si ritiene un fenomeno marginale”. Lo scorso 12 marzo, però, Bruno Cherchi, capo della procura di Venezia e coordinatore della Dda, ha dichiarato che «c’è stata una scarsa comprensione» di questo fenomeno, non limitata al territorio veneto, ma un po’ in tutto il Nord Italia. Una tendenza a minimizzare che «ha portato ad intervenire con ritardo e forse non ancora con misure adeguate».
    Entra a far parte della nostra community seguendo Blu Notte su Instagram e Twitter e iscriviti al canale Telegram per rimanere sempre aggiornato sulle prossime puntate cliccando su questi link:
    • Twitter: http://twitter.com/BluNottePodcast
    • Instagram: instagram.com/blu.notte.podcast
    • Telegram: https://t.me/BluNottePodcast
    41 min
  • La misteriosa scomparsa di Sergio Castellari - Il processo sulla Tangente Enimont
    È stato il primo "suicida" nel vortice chiamato Mani Pulite. Si chiamava Sergio Castellari, aveva 63 anni e per oltre venti aveva ricoperto una carica politica e amministrativa di cruciale importanza nel sistema della tangenti: il direttore generale del ministero delle Partecipazioni statali. È scomparso un pomeriggio di metà febbraio, lo hanno ritrovato una settimana dopo, disteso sul prato di una collina a poche centinaia di metri dalla sua villa a Formello, il viso e il collo divorato dai morsi degli animali selvatici. I periti incaricati dell' autopsia dissero che si trattava di suicidio. Ma il verdetto lasciava insoluti una lunga serie di misteri. C'erano troppi elementi, troppi particolari, troppe incongruenze per accettare l' ipotesi di un suicidio. La pistola usata dal dirigente ministeriale per togliersi la vita, una Smith&Wesson, aveva la canna infilata nella cintura dei pantaloni. Il cane era alzato. Il tamburo, a sei colpi, aveva quattro proiettili inesplosi e un bossolo esploso. Quello sparato contro la tempia sinistra non è mai stato trovato. Vicino al cadavere, gli investigatori avevano rinvenuto una bottiglia di whisky: era rimasta in piedi, sull' erba, nonostante avesse soffiato un forte vento e fosse piovuto a dirotto per un paio di giorni. Sia sul manico della pistola, sia sulla bottiglia di whisky non c' erano impronte. Tutto era pulito, stranamente pulito...
    Entra a far parte della nostra community seguendo Blu Notte su Instagram e Twitter e iscriviti al canale Telegram per rimanere sempre aggiornato sulle prossime puntate cliccando su questi link:
    • Twitter: http://twitter.com/BluNottePodcast
    • Instagram: instagram.com/blu.notte.podcast
    • Telegram: https://t.me/BluNottePodcast
    42 min
  • Tangentopoli - L’inchiesta “Mani Pulite”
    Mani pulite (anche detta “Tangentopoli”) fu una serie d'inchieste giudiziarie condotte nella prima metà degli anni novanta in Italia. Queste inchieste rivelarono un sistema fraudolento che coinvolgeva la politica e l'imprenditoria. L'impatto mediatico e il clima di sdegno dell'opinione pubblica che ne seguirono furono tali da decretare la fine della cosiddetta Prima Repubblica e l'inizio della Seconda Repubblica in quanto partiti storici della Repubblica Italiana come la DC e il PSI si sciolsero venendo sostituiti in parlamento, nelle successive elezioni, da partiti di nuova formazione o che prima erano sempre stati minoritari e comunque all'opposizione; anche senza un formale cambiamento di regime, si ebbe un profondo mutamento del sistema partitico e un ricambio di parte dei suoi esponenti nazionali.
    Entra a far parte della nostra community seguendo Blu Notte su Instagram e Twitter e iscriviti al canale Telegram per rimanere sempre aggiornato sulle prossime puntate cliccando su questi link:
    • Twitter: http://twitter.com/BluNottePodcast
    • Instagram: instagram.com/blu.notte.podcast
    • Telegram: https://t.me/BluNottePodcast
    55 min
  • L'Archivio Segreto dei Nazisti a Roma - L’Armadio della Vergogna
    L'espressione “Armadio della Vergogna” fu coniata per la prima volta dal giornalista Franco Giustolisi in alcune inchieste per il settimanale l'Espresso in cui denunciò l'esistenza di un armadio, rinvenuto nel 1994 in un locale di palazzo Cesi-Gaddi (sede di vari organi giudiziari militari) in via degli Acquasparta nella città di Roma, nel quale erano contenuti 695 fascicoli d'inchiesta e un Registro generale riportante 2274 notizie di reato, relative a crimini di guerra commessi sul territorio italiano durante l'occupazione nazifascista.
    Entra a far parte della nostra community seguendo Blu Notte su Instagram e Twitter e iscriviti al canale Telegram per rimanere sempre aggiornato sulle prossime puntate cliccando su questi link:
    • Twitter: http://twitter.com/BluNottePodcast
    • Instagram: instagram.com/blu.notte.podcast
    • Telegram: https://t.me/BluNottePodcast
    1 hr 56 min

About ....

From the publisher's feed

...