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A Bulle la demografia ha vissuto un vero e proprio boom negli ultimi 15 anni. Nella cittadina del Canton Friborgo - capoluogo della regione della Gruyère e incoronata nel 2021 dalla rivista Bilan come la città più dinamica della Svizzera romanda – si è passati dai circa 10mila abitanti dei primi anni ’80 ai 27’500 attuali. E la crescita non si arresta: solo negli ultimi 15 anni l’aumento è stato del 41%, con circa 700 nuovi abitanti ogni anno. Il 44% dei residenti è straniero e sono presenti 127 nazionalità.
Un mosaico cosmopolita che però porta con sé però anche aspetti negativi: classi da trenta allievi, prefabbricati, sfitto vicino allo zero, vendite immobiliari a 10’000 franchi al metro quadro e aumento dell’insicurezza. Per questo l’esempio di Bulle, anche se è uno dei più estremi nella Confederazione, è un punto di partenza utile per un confronto sull’iniziativa dell’UDC “No a una Svizzera da 10 milioni”, che chiede di limitare la popolazione residente in Svizzera sotto questa soglia, introducendo misure automatiche al raggiungimento di determinati limiti, fino ad arrivare alla possibile denuncia dell’Accordo di libera circolazione con l’UE.
Un confronto che faremo a Modem, in diffusione da Berna per la prima settimana della Sessione estiva della Camere; dopo aver ascoltato un reportage radiofonico curato da Roberto Porta proprio dalla cittadina friborghese, discuteremo poi dell’iniziativa con:
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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A Bulle la demografia ha vissuto un vero e proprio boom negli ultimi 15 anni. Nella cittadina del Canton Friborgo - capoluogo della regione della Gruyère e incoronata nel 2021 dalla rivista Bilan come la città più dinamica della Svizzera romanda – si è passati dai circa 10mila abitanti dei primi anni ’80 ai 27’500 attuali. E la crescita non si arresta: solo negli ultimi 15 anni l’aumento è stato del 41%, con circa 700 nuovi abitanti ogni anno. Il 44% dei residenti è straniero e sono presenti 127 nazionalità.
Un mosaico cosmopolita che però porta con sé però anche aspetti negativi: classi da trenta allievi, prefabbricati, sfitto vicino allo zero, vendite immobiliari a 10’000 franchi al metro quadro e aumento dell’insicurezza. Per questo l’esempio di Bulle, anche se è uno dei più estremi nella Confederazione, è un punto di partenza utile per un confronto sull’iniziativa dell’UDC “No a una Svizzera da 10 milioni”, che chiede di limitare la popolazione residente in Svizzera sotto questa soglia, introducendo misure automatiche al raggiungimento di determinati limiti, fino ad arrivare alla possibile denuncia dell’Accordo di libera circolazione con l’UE.
Un confronto che faremo a Modem, in diffusione da Berna per la prima settimana della Sessione estiva della Camere; dopo aver ascoltato un reportage radiofonico curato da Roberto Porta proprio dalla cittadina friborghese, discuteremo poi dell’iniziativa con:

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