Viktor Frankl (1905-1997) sopravvissuto a 3 anni di campo di concentramento, il celebre psichiatra a livello planetario (terza scuola di psicoanalisi di Vienna dopo Freud e Adler) è la conferma e la dimostrazione che i meravigliosi valori della Lebensphilosophie [la filosofia di vita dei Führerlos] erano ancora vivissimi persino nei terribili anni in cui i popoli tedeschi erano costretti a vivere sotto il Führersprinzip [il principio del Führer] ovvero sotto l’autorità suprema di un sol uomo (cosa che ovviamente impediva di usare la parola Führerlos – senza guida). Lo conferma perché per sopravvivere ai campi di concentramento egli ha applicato questi principi – creati da dei giovani alpinisti austriaci pre-primo conflitto. Un uomo straordinario, una persona eccezionale che sprona a guardare sempre avanti, perché l’uomo può vivere (è motivato a farlo) solo se ha qualcosa di positivo davanti a sé, cosa che si può fare (e si dovrebbe fare) in qualsiasi circostanza. “L’uomo è ciò che decide di essere”.