Analisi e commenti | RRL

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  • 3 - La conditio sine qua non della moralità: il libero arbitrio
    Nell’ultima puntata ci eravamo lasciati con una definizione rigorosa della scienza morale e avevamo affermato che questa ha come oggetto solo quegli atti umani che vengono compiuti dall’uomo utilizzando la propria libertà. In questo podcast voglio chiarire da subito che cosa si intenderà d’ora in avanti per libertà o libero arbitrio, dal momento che nella nostra cultura vige una notevole confusione in merito. Da una parte vi sono dottrine che sopprimono totalmente il libero arbitrio nell’uomo, dall’altra si crede che la libertà consista nell’essere svincolati da qualunque ordine o legge, finanche quanto stabilito da Dio. Più avanti nella nostra trattazione capiremo assieme che così non è, ma intanto desidero riportare quanto si afferma nel Dizionario di Teologia Morale Roberti-Palazzini e nel manuale di teologia morale di Joseph Mausbach in merito a questo tema.
    La libertà, in senso psicologico, è detta libero arbitrio, ossia la facoltà di determinarsi ad agire e di scegliere l’atto da compiere. Afferma il Mausbach, in maniera cioè da poter scegliere tra volere e non volere e tra due diversi oggetti.
    12 min
  • 202 - L’economista Mariana Mazzucato a membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita
    ncredibile. Sconcertante. Devastante. Non vi sono parole, per commentare la recente nomina dell’economista italo-americana Mariana Mazzucato a membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita. Proprio lei, abortista convinta. Proprio lei, fautrice dell’Agenda 2030 e dei suoi «Obiettivi di Sviluppo Sostenibile».
    Surreale la giustificazione avanzata in una nota dalla Pontificia Accademia, per la quale sarebbe importante promuovere al proprio interno «un costante e proficuo dialogo interdisciplinare, interculturale e interreligioso», trattandosi di «un organismo di studio e ricerca». Ma Giovanni Paolo II, in realtà, non la istituì con questo fine, non la pensò come una sorta di palestra per disquisizioni accademiche o una vetrina di virtuosismi dialettici, bensì per indirizzare studi e formazione verso «la promozione e la difesa della vita, soprattutto nel diretto rapporto che essi hanno con la morale cristiana e le direttive del Magistero della Chiesa», come spiegato nel Motu Proprio Vitæ mysterium dell’11 febbraio 1994. Il che è tutta un’altra cosa. Non solo. Primo presidente della Pontificia Accademia per la Vita è stato il venerabile Jérôme Lejeune, che fissò un regolamento interno, con cui si richiedeva a ciascun membro – dicasi ciascuno… - di firmare una dichiarazione, in cui si affermava che «davanti a Dio ed agli uomini, testimoniamo che per noi ogni essere umano è una persona» e che «dalla formazione dell’embrione fino alla morte, è lo stesso essere umano, che cresce fino alla maturità e muore». Dunque, tutt’altra fu la direzione impressa a tale organismo, poi cambiata con i nuovi statuti, varati dopo la nomina alla presidenza dell’arcivescovo Paglia e approvati da papa Francesco. Anch’essi comunque richiedono ai propri membri di conformarsi all’insegnamento della Chiesa, nonché, quando di religioni differenti, di promuovere comunque «e difendere i principi relativi al valore della vita e alla dignità della persona umana, interpretati in modo coerente con il magistero della Chiesa», pena l’estromissione dalla Pontificia Accademia, «in caso di azione o dichiarazione pubblica e deliberata manifestamente contraria ai suddetti principi o gravemente offensiva della dignità e della credibilità della Chiesa cattolica e dell’Accademia stessa».
    «Le nomine degli Accademici ordinari sono fatte dal Papa», ha proseguito la nota emessa dalla Pontificia Accademia a fronte delle critiche sollevate dopo la nomina di Mariana Mazzuccato. Il che non spiega, non risolve, anzi aggrava e compromette ulteriormente la situazione. Certamente non è nulla di cui andare orgogliosi…
    7 min
  • 54 - XX Domenica dopo Pentecoste
    Fratelli: Badate al modo di comportarvi, non da stolti, ma da sapienti, redimendo il tempo, poiché i giorni sono cattivi
    Secondo alcuni commentatori della sacra liturgia, le settimane alla fine dell’anno liturgico simboleggiano il periodo finale della storia del mondo. San Paolo dice altrove, parlando della Legge di Mosè: Tutto ciò che invecchia e diventa obsoleto è prossimo a scomparire. E possiamo applicare queste parole al mondo. Il mondo invecchia e diventa obsoleto: si prepara a scomparire. Il mondo, come lo conosciamo, scomparirà nel grande giorno in cui il nostro Salvatore tornerà per giudicare i vivi e i morti.
    Ma queste ultime settimane dell’anno liturgico possono anche simboleggiare la fine della nostra vita. Possono perciò ricordarci la brevità di questa vita. È forse per questo che ascoltiamo oggi quelle parole di san Paolo, che scrive agli Efesini: Fratelli: Badate al modo di comportarvi, redimendo il tempo. Cosa significa “redimere il tempo”? Redimere significa ricomprare. Dunque, dobbiamo ricomprare il nostro tempo? Lo possiede qualcun altro?
    8 min
  • 174 Il miglior governo possibile nel peggior momento storico della Repubblica
    L’Italia, dal 21 ottobre, ha un nuovo governo: il miglior governo possibile nel peggior momento storico dalla nascita della Repubblica italiana, nel 1946.

    Che cosa significa il miglior governo possibile? Significa che, poiché la politica è l’arte del possibile, chi governa non può costituire un governo ideale, ma solo quello che la realtà gli permette Giorgia Meloni ha dovuto tener conto del contesto internazionale ed europeo, che, lascia ben poca autonomia al nostro Paese, perché gli Stati nazionali, dopo Maastricht, sono stati espropriati di gran parte della loro sovranità. La premier deve tener presente inoltre la potenza di fuoco mediatica dei cosiddetti poteri forti e le spinte interne di una coalizione di centro-destra dalle diverse anime politiche. Come ogni uomo politico può fare ciò che è concretamente possibile, senza rinunziare ad alcuni princìpi di fondo che la guidano. E questo appare il miglior governo tra quelli possibili, perché è il primo governo di destra della Repubblica italiana dalla sua fondazione. Silvio Berlusconi, che ha il grande merito di aver fermato l’ascesa comunista in Italia nel 1994 era ed è un liberale, nel senso europeo del termine, ma si è sempre definito un uomo di centro, piuttosto che di destra. Giorgia Meloni è una donna di destra, eletta nel 2020 presidente dei Conservatori europei, un raggruppamento che ha come cardini la difesa della sovranità degli Stati nazionali, il controllo dell’immigrazione clandestina, la libertà dalla tassazione arbitraria ed oppressiva, il rifiuto di ideologie come quella del gender. Di questo raggruppamento fa parte il partito polacco Diritto e Giustizia (PiS) che governa la Polonia. E tutto lascia pensare che Giorgia Meloni seguirà, anche in politica internazionale, la linea del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, piuttosto che quella del primo ministro ungherese Viktor Orbán. Il nuovo ministro degli Esteri Antonio Tajani è sulla medesima linea.
    7 min
  • 177 Il miglior governo possibile nel peggior momento storico della Repubblica
    L’Italia, dal 21 ottobre, ha un nuovo governo: il miglior governo possibile nel peggior momento storico dalla nascita della Repubblica italiana, nel 1946.
    Che cosa significa il miglior governo possibile? Significa che, poiché la politica è l’arte del possibile, chi governa non può costituire un governo ideale, ma solo quello che la realtà gli permette Giorgia Meloni ha dovuto tener conto del contesto internazionale ed europeo, che, lascia ben poca autonomia al nostro Paese, perché gli Stati nazionali, dopo Maastricht, sono stati espropriati di gran parte della loro sovranità. La premier deve tener presente inoltre la potenza di fuoco mediatica dei cosiddetti poteri forti e le spinte interne di una coalizione di centro-destra dalle diverse anime politiche. Come ogni uomo politico può fare ciò che è concretamente possibile, senza rinunziare ad alcuni princìpi di fondo che la guidano. E questo appare il miglior governo tra quelli possibili, perché è il primo governo di destra della Repubblica italiana dalla sua fondazione. Silvio Berlusconi, che ha il grande merito di aver fermato l’ascesa comunista in Italia nel 1994 era ed è un liberale, nel senso europeo del termine, ma si è sempre definito un uomo di centro, piuttosto che di destra. Giorgia Meloni è una donna di destra, eletta nel 2020 presidente dei Conservatori europei, un raggruppamento che ha come cardini la difesa della sovranità degli Stati nazionali, il controllo dell’immigrazione clandestina, la libertà dalla tassazione arbitraria ed oppressiva, il rifiuto di ideologie come quella del gender. Di questo raggruppamento fa parte il partito polacco Diritto e Giustizia (PiS) che governa la Polonia. E tutto lascia pensare che Giorgia Meloni seguirà, anche in politica internazionale, la linea del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, piuttosto che quella del primo ministro ungherese Viktor Orbán. Il nuovo ministro degli Esteri Antonio Tajani è sulla medesima linea.
    7 min
  • 264 La Lotta contro il peccato 1
    Innanzi tutto, se siamo consapevoli di essere in peccato mortale o soggetti a tentazioni verso il peccato mortale, tutte le forze dell’anima dobbiamo concentrare nella lotta contro di esso, chiedendo l’aiuto di Dio senza tregua. Non basta dire: mi confesso dopo.
    Ma se non ci siamo soggetti, dobbiamo lottare contro il peccato veniale. ‘Se non siamo affogati nel mare’, avverte sant’ Agostino, ‘ stiamo attenti di non essere sommersi nella sabbia.’ Perché i nostri peccati veniali possono essere tanti quanti i granelli di sabbia sul littore del mare ed essi ci spingono verso il peccato mortale, ossia verso la morte eterna.
    Se ci vogliamo santificare, oppure se possiamo solo essere meno incerti della nostra salvezza, è essenziale confessarci spesso e fare un esame di coscienza ogni giorno. 
    Quell’ impazienza, quel tono di voce duro, quel pensiero cattico; quella parola cattiva, quella parola in più, quella parola aggiunta alle pettegolezze di altrui; quel piccolo atto di disonestà, quella menzogna “al fine del bene” - come se i fini pottessero giustificare i mezzi - , quel tacere di un consiglio morale per rispetto umano; preghiere mancate, fatte male, raccorciate; autoindulgenza, divertimenti eccessivi, parole inutili; spreco di tempo, spreco di soldi, spreco di cibo; antipatie coltivate nel cuore, sensualità disordinate coltivate, offese (vere o immaginate) coltivate nel cuore, ingigantite, raccontate ad altri – tutti granelli di sabbia accumulandosi attorno all’anima, immobilizzandola, soffocandola.
    6 min

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