I momenti bui delle nostre vite spesso servono a "resettare" la nostra attenzione sul Re. --- La settimana scorsa avevamo iniziato il messaggio con una definizione di una parola dal vocabolario Treccani: Reset . [dall’ingl. (to) reset «riportare allo stato iniziale, azzerare»] – 1. Riportare un sistema di elaborazione allo stato iniziale, riavviare: 2. per estensione: Riportare alla condizione di partenza, annullare completamente. 3: Ristabilire le impostazioni di fabbrica. E avevamo detto che, come credenti, di tanto intanto dovremmo spingere il nostro tasto "reset" per tornare alle "impostazioni di fabbrica" stabilite dal "costruttore" Dio, ovvero. 1. Dio è onnipotente 2. Dio mi benedice 3. Dio mi parla 4. Dio mi da autorità 5. Dio provvede per me E avevamo terminato con un versetto del Salmo 42... "Come la cerva desidera i corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio." (Salmo 42:1) Il Salmo 42 è il mio "tasto reset", quello che più e più volte nella mia vita, mi è stato di aiuto per ricordare le "impostazioni di fabbrica". Lo è stato soprattutto quando le cose, nella mia vita, volgevano al peggio Non potete immaginare quante volte mi è sembrato di aver scritto io questo versetto: "Le mie lacrime sono diventate il mio cibo giorno e notte, mentre mi dicono continuamente: «Dov’è il tuo Dio?»" (Salmo 42:3) La vita dei credenti non è tutta rose e fiori: ci sono giorni belli, che sembrano brevi, e ci sono quelli brutti che sembrano eterni. Ed è proprio nei giorni brutti che tendiamo più facilmente a dimenticare le "impostazioni di fabbrica". Ed è proprio in quei giorni che abbiamo più bisogno di fare un "reset", di riconoscere quanto è grande il nostro RE. Sapete la cosa che mi piace di più della Bibbia? Che è un libro "onesto". Se avessi deciso io che sono scrittore di scrivere un libro che fosse stato "IL" libro, la guida, il faro, il manuale di istruzioni, per un gruppo di persone che avessi voluto guidare, sapete come lo avrei scritto? Ci avrei messi dentro le storie di grandi personaggi, di eroi che non avevano mai dubitato per un solo istante circa il progetto che sosteneva il mio libro, che avevano dato la vita senza mai fare un passo indietro, che non avevamo mai rinnegato o dubitato neppure per un solo istante la bontà del progetto. E avrei sbagliato: avrei scritto un libro in cui nessuno avrebbe mai potuto rispecchiarsi, dire "ecco, anche io sono stato lì", "anche io provo, o ho provato, questo". La Bibbia è un libro di storie di eroi della fede, vero? E invece no: la Bibbia è più ricca di uomini e donne , con limiti, difetti, sbagli e le problemi mentali. Un libro con storie di adulteri, di omicidi, di persone depresse, di tossicodipendenti, di paurosi, di handicappati... La Bibbia nostra un panorama persone di persone “vere” (mi verrebbe di dire “normali”, perché le persone normali sono così) che dubitano, che si arrabbiano, che perdono la fede e fuggono Dio nei momenti più bui delle loro esistenze... Ma che alla fine trovano "grazia" presso Dio, piuttosto che mostrare un panorama di super eroi della fede. Chi sarebbe il folle che, per promuovere il proprio “movimento” scriverebbe un libro in questo modo? Nessuno... tranne Dio! Un Dio che vuole mostrare che, nonostante tutto, lui è alla ricerca di ciascuno di noi, non per giudicarci, ma per darci “grazia”. Grazia: gratis, senza pagare nulla, senza dover divenire perfetti prima di ottenere. Personalmente i più grandi “reset” della mia vita di credente, sono avvenuti durante una crisi grave, che accadeva dopo che Dio mi era stato favorevole per un tempo. E mi è stato di conforto scoprire che non ero il solo ad aver fatto questo tipo di “reset”. Leggiamo assieme 1 Re 17:17-23: 17 Dopo queste cose, il figlio di quella donna, che era la padrona di casa, si ammalò; e la sua malattia fu così grave, che egli cessò di respirare. 18 Allora la donna disse a Elia: «Che ho da fare con te, o uomo di Dio? Sei for