Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

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Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo episodes

  • Meditazione di Mindfulness: meditazione della montagna
    “Rispetto alla meditazione, le montagne hanno molto da insegnare, quale archetipi significativi in tutte le culture. Le montagne sono luoghi sacri e l’umanità vi ha sempre cercato guida spirituale e rinnovamento.Le montagne comunicano un senso di sacralità e personificano timore e armonia, asprezza e maestà.
    Elevate sopra il resto del mondo, la loro stessa presenza attira e incombe.La loro natura è primigenia. Dura come la roccia, solida come la roccia.Le montagne sono luoghi di visioni, dove è possibile commisurare la scala panoramica del mondo naturale e la sua commistione con le fragili ma tenaci radici della vita. Nella storia e preistoria dell’umanità hanno svolto funzioni chiave. Fra i popoli tradizionali erano e sono ancora madre, padre, guardiano, protettore, alleato.
    Nella pratica meditativa, talvolta può risultare utile «prendere a prestito» queste meravigliose qualità esemplari delle montagne e utilizzarle per spronare i nostri propositi e la decisione di compenetrarsi nel momento con semplicità e purezza primordiali.L’immagine della montagna fissata nell’occhio della mente e nel corpo può ricordare innanzitutto perché si è in seduta meditativa e cosa significa, ogni volta che prendiamo posto, immergersi nel regno del non-agire.
    Le montagne sono l’emblematica quintessenza di presenza e imperturbabilità costanti.
    La meditazione della montagna può essere effettuata nel modo che segue e modificata in conformità alla vostra immagine personale della montagna e del suo significato.
    La posizione non è importante, ma la trovo più che mai efficace quando sono seduto a gambe incrociate in modo che il mio corpo assomiglia e si sente maggiormente simile a una montagna, interiormente ed esternamente. Trovarsi sopra o in vista di una montagna aiuta ma non è necessario. La fonte dell’energia è l’immagine interiore.Immaginate la più bella montagna che conoscete o vi è nota, la cui forma vi ispiri personalmente.
    Mentre vi concentrate per vederla o sentirla con l’occhio della mente, considerate la sua forma, la vetta elevata, la base radicata nella crosta terrestre, i versanti ripidi o dolcemente digradanti.Notate anche quanto è massiccia, immobile, bella sia vista da lontano che in prossimità – di una bellezza contraddistinta dal profilo della sua forma e contemporaneamente impersonante qualità universali «montane» che trascendono la particolarità di costituzione e forma.Forse la vostra montagna ha la cima innevata e boschi alle quote più basse; forse presenta una cima svettante o una serie di crinali oppure un ampio altopiano. Quale che sia la sua apparenza, sedete e respirate con l’immagine della montagna, osservandola, notando le sue caratteristiche.
    Quando vi sentite pronti, provate ad assimilarla dentro di voi, in modo che il vostro corpo e il monte fisso nell’occhio della mente siano una cosa sola. Il vostro capo diventa la vetta, le braccia e le spalle i versanti, le natiche e le gambe che poggiano sul cuscino collocato sul pavimento o sulla sedia sono la base della montagna. Percepite nel corpo il senso di elevazione della montagna, e nel profondo della colonna vertebrale l’asse su cui si erge. Trasformatevi in una montagna che respira, incontrollabili nella vostra immobilità, nella pienezza dell’essere, al di là di parole e pensieri, una presenza incentrata, radicata, impassibile.
    Ora, come sapete perfettamente, per tutta la giornata, mentre il sole compie il suo percorso nel cielo, il monte semplicemente resta fermo, ma luce, ombra e colori mutano virtualmente ogni momento nella sua adamantina immobilità. Persino l’occhio non esercitato può notare i cambiamenti avvenuti di ora in ora …. mentre la luce cambia,
    18 min
  • Ep. 5 Insegnamenti del Buddha, Metta sutta, Discorso sulla gentilezza amorevole
    Metta sutta, le parole del Buddha sulla gentilezza amorevole, come far diventare la nostra vita sempre più armoniosa e amorevole
    Il Metta Sutta (o Sutra) è uno degli insegnamenti del Buddha più noti, come sempre eccezionale per chiarezza e profondità, rivolto alla gentilezza amorevole.
    E’ uno dei discorsi più importanti e viene recitato e cantato nei Paritta, canti specifici per nostra salvaguardia e protezione. Nel canone pali si trova nel Sutta Nipāta (Sn 1.8) col nome di Karaniya Sutta (Discorso sull’Amore universale, sulla gentilezza amorevole).
    2 min
  • Meditazione sul dolore fisico
    Questa meditazione è sul dolore fisico, su come possiamo affrontarlo tramite la meditazione e la visione profonda.  
    Il dolore, fisico e mentale, è una parte importante della nostra vita. Tutti abbiamo provato dolore e tutti ne proveremo ancora, è un meccanismo salutare del nostro corpo per avvisarci che c’è qualcosa che non va, ma talvolta questo meccanismo eccede i suoi scopi e la quantità di dolore che riceviamo ci rende addirittura difficile vivere bene la nostra vita. Questo è tanto più vero per chi ha dolori cronici, o malattie che si accompagnano a forti dolori.
    Puoi trovare il testo della meditazione ed altro in questo post.
    35 min
  • Ep. 6 Meditazione sul dolore fisico
    Questa meditazione è sul dolore fisico, su come possiamo affrontarlo tramite la meditazione e la visione profonda.  
    Il dolore, fisico e mentale, è una parte importante della nostra vita. Tutti abbiamo provato dolore e tutti ne proveremo ancora, è un meccanismo salutare del nostro corpo per avvisarci che c’è qualcosa che non va, ma talvolta questo meccanismo eccede i suoi scopi e la quantità di dolore che riceviamo ci rende addirittura difficile vivere bene la nostra vita. Questo è tanto più vero per chi ha dolori cronici, o malattie che si accompagnano a forti dolori.
    35 min
  • Insegnamenti del Buddha, Metta sutta, Discorso sulla gentilezza amorevole
    Il Metta  Sutta (o Sutra) è uno degli insegnamenti del Buddha più noti, come sempre eccezionale per chiarezza e profondità, rivolto alla gentilezza amorevole.
    L’apertura del cuore può cambiarci la vita. Non si parla solo di amore, ma anche di gentilezza verso tutti gli esseri, senza nessuna distinzione. E’ un rivoltare la propria vita ed infatti la conclusione del sutta è che seguire queste indicazioni può portarci alla felicità assoluta, il nibbana.
    Sembra quasi uno strano salto, dopo averci indicato di essere gentili e amorevoli, che questo possa essere un mezzo di illuminazione, ma quando non vi è più un sé che ci separi dagli altri, come potremmo non avere il cuore del tutto aperto?
    E’ uno dei discorsi più importanti e viene recitato e cantato nei Paritta, canti specifici per nostra salvaguardia e protezione. Nel canone pali si trova nel  Sutta Nipāta (Sn 1.8) col nome di Karaniya Sutta (Discorso sull’Amore universale, sulla gentilezza amorevole).
    Il testo del sutta è disponibile qui.
    2 min
  • Meditazione di Mindfulness: gentilezza amorevole
    “Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te. (Da: John Donne, Meditazione XVII in “Devozioni per occasioni d’emergenza”)
    Siamo tutti casse di risonanza dei dolori altrui perché siamo interconnessi. Essendo completi e contemporaneamente componenti di un insieme più vasto, possiamo cambiare il mondo cambiando semplicemente noi stessi. Se mi trasformo in un centro di amore e gentilezza in questo momento, forse, anche se in misura limitata ma non del tutto insignificante, ora il mondo può disporre di questo nucleo di cui era privo qualche istante prima. Questo arreca beneficio a me e agli altri.
    Forse avete notato di non essere sempre un centro d’amore e gentilezza, persino nei vostri riguardi. Effettivamente, si può dire che la nostra società soffra di un’epidemia di scarsa autoconsiderazione. Nel 1990, durante i colloqui col Dalai Lama a un convegno tenutosi a Dharamsala, questi ebbe difficoltà a capire quando ne parlò uno psicologo occidentale; si dovette ripetutamente tradurre la frase in tibetano, benché abbia un’ottima conoscenza dell’inglese. Non riusciva proprio ad afferrare il concetto e quando infine lo capì, fu veramente rattristato apprendendo che in America molte persone nutrono profondi sentimenti di autodenigrazione e inadeguatezza.
    Questo sarebbe praticamente inaudito fra i tibetani. Essi soffrono per i gravi problemi sociali che affliggono tutti i paesi del terzo mondo, ma la scarsa autoconsiderazione non è uno di questi. Chissà cosa accadrà alle future generazioni quando entreranno in contatto con il mondo che paradossalmente definiamo «evoluto». Forse siamo iper-sviluppati esteriormente e sottosviluppati interiormente. Forse, malgrado la nostra ricchezza, siamo noi a vivere in povertà.
    Voi potete prendere iniziative per modificare questa povertà grazie alla pratica della meditazione con gentilezza amorevole. Come al solito occorre cominciare da voi stessi. Siete in grado di evocare sensazioni di gentilezza, accettazione e sollecitudine nel vostro cuore? Dovreste farlo ripetutamente, allo stesso modo in cui riportate la mente sulla respirazione con costanza nella meditazione assisa. La mente non si presterà con facilità perchè le vostre ferite sono profonde. Ma potreste tentare, per esperimento, a dedicarvi all’attenzione e all’accettazione per un certo periodo della vostra pratica, come farebbe una madre con il suo bambino dolorante o spaventato, rivolgendogli amore incondizionato e dedicandogli la propria totale disponibilità. Potete coltivare la comprensione verso voi stessi, se non per altri? Riuscite a sentirvi felici in questi momenti? Siete soddisfatti di sentirvi bene? In questi istanti è presente la base della felicità?
    La pratica della gentilezza amorevole si svolge nel modo seguente, ma vi prego di non confondere le parole con la pratica. Come al solito esse sono semplicemente cartelli indicatori.
    Iniziate a concentrarvi sulla posizione e sulla respirazione. Poi, dal cuore o dalle viscere evocate immagini o sentimenti di tenerezza e amore che si irradiano fino a colmare tutto il vostro essere. Lasciatevi cullare dalla sensazione di meritare gentilezza amorevole come qualsiasi bambino. Fate in modo che la vostra consapevolezza incorpori una benevola energia materna e paterna, fornendovi in questo momento riconoscimento e apprezzamento del vostro essere e una tenerezza di cui forse non avete goduto da bambini. Crog
    18 min

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Nel podcast dell'Associazione Kalyanamitta (una volta "Terrapura"), proponiamo meditazioni guidate nella tradizione buddhista e in quella laica della mindfulness e riflessioni e insegnamenti del Dharma Buddhista, adatti a principianti ed esperti.

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