“Rispetto alla meditazione, le montagne hanno molto da insegnare, quale archetipi significativi in tutte le culture. Le montagne sono luoghi sacri e l’umanità vi ha sempre cercato guida spirituale e rinnovamento.Le montagne comunicano un senso di sacralità e personificano timore e armonia, asprezza e maestà.
Elevate sopra il resto del mondo, la loro stessa presenza attira e incombe.La loro natura è primigenia. Dura come la roccia, solida come la roccia.Le montagne sono luoghi di visioni, dove è possibile commisurare la scala panoramica del mondo naturale e la sua commistione con le fragili ma tenaci radici della vita. Nella storia e preistoria dell’umanità hanno svolto funzioni chiave. Fra i popoli tradizionali erano e sono ancora madre, padre, guardiano, protettore, alleato.
Nella pratica meditativa, talvolta può risultare utile «prendere a prestito» queste meravigliose qualità esemplari delle montagne e utilizzarle per spronare i nostri propositi e la decisione di compenetrarsi nel momento con semplicità e purezza primordiali.L’immagine della montagna fissata nell’occhio della mente e nel corpo può ricordare innanzitutto perché si è in seduta meditativa e cosa significa, ogni volta che prendiamo posto, immergersi nel regno del non-agire.
Le montagne sono l’emblematica quintessenza di presenza e imperturbabilità costanti.
La meditazione della montagna può essere effettuata nel modo che segue e modificata in conformità alla vostra immagine personale della montagna e del suo significato.
La posizione non è importante, ma la trovo più che mai efficace quando sono seduto a gambe incrociate in modo che il mio corpo assomiglia e si sente maggiormente simile a una montagna, interiormente ed esternamente. Trovarsi sopra o in vista di una montagna aiuta ma non è necessario. La fonte dell’energia è l’immagine interiore.Immaginate la più bella montagna che conoscete o vi è nota, la cui forma vi ispiri personalmente.
Mentre vi concentrate per vederla o sentirla con l’occhio della mente, considerate la sua forma, la vetta elevata, la base radicata nella crosta terrestre, i versanti ripidi o dolcemente digradanti.Notate anche quanto è massiccia, immobile, bella sia vista da lontano che in prossimità – di una bellezza contraddistinta dal profilo della sua forma e contemporaneamente impersonante qualità universali «montane» che trascendono la particolarità di costituzione e forma.Forse la vostra montagna ha la cima innevata e boschi alle quote più basse; forse presenta una cima svettante o una serie di crinali oppure un ampio altopiano. Quale che sia la sua apparenza, sedete e respirate con l’immagine della montagna, osservandola, notando le sue caratteristiche.
Quando vi sentite pronti, provate ad assimilarla dentro di voi, in modo che il vostro corpo e il monte fisso nell’occhio della mente siano una cosa sola. Il vostro capo diventa la vetta, le braccia e le spalle i versanti, le natiche e le gambe che poggiano sul cuscino collocato sul pavimento o sulla sedia sono la base della montagna. Percepite nel corpo il senso di elevazione della montagna, e nel profondo della colonna vertebrale l’asse su cui si erge. Trasformatevi in una montagna che respira, incontrollabili nella vostra immobilità, nella pienezza dell’essere, al di là di parole e pensieri, una presenza incentrata, radicata, impassibile.
Ora, come sapete perfettamente, per tutta la giornata, mentre il sole compie il suo percorso nel cielo, il monte semplicemente resta fermo, ma luce, ombra e colori mutano virtualmente ogni momento nella sua adamantina immobilità. Persino l’occhio non esercitato può notare i cambiamenti avvenuti di ora in ora …. mentre la luce cambia,